Marino/ Il centrodestra si spacca sul PUGC: tre partiti chiedono il rinvio, ma il sindaco Cecchi tira dritto

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Marino/ Il centrodestra si spacca sul PUGC: tre partiti chiedono il rinvio, ma il sindaco Cecchi tira dritto

Dal 3 luglio ad oggi, a Marino, si è consumata una frattura politica profonda che ha trasformato l’approvazione del PUGC da atto tecnico-amministrativo a vero e proprio spartiacque politico. La Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia chiedono a gran voce il rinvio del Piano Urbanistico Generale Comunale. Il sindaco, però, ignora l’appello e va avanti. Ma a quale prezzo?

Tutto comincia il 3 luglio, quando la Lega organizza un convegno pubblico per chiedere ufficialmente al sindaco Stefano Cecchi il rinvio dell’approvazione del PUGC, un piano urbanistico che — secondo i promotori della richiesta — manca completamente di visione strategica per lo sviluppo sostenibile della città. A prendere parola in quella sede sono i consiglieri comunali Esposto e Martella, spalleggiati dalla consigliera regionale Laura Cartaginese, in un segnale chiaro di dissenso anche ai livelli sovracomunali.
Nei giorni successivi la linea della Lega viene condivisa anche da Forza Italia, con l’intervento del capogruppo consiliare Andrea Crisanti e del consigliere Roberto Raparelli. Con loro si schierano due figure di spicco della politica regionale: il consigliere Fabio Capolei e il vicepresidente del Consiglio Regionale Pino Cangemi. A ruota segue anche Fratelli d’Italia, che con un comunicato ufficiale ribadisce la necessità di rinviare l’approvazione del piano per favorire un confronto politico più ampio e costruttivo.
A sorprendere, però, è la reazione del sindaco Cecchi: nessuna apertura, nessun ascolto. Il primo cittadino decide di procedere ugualmente verso l’approvazione del PUGC, ignorando completamente l’appello congiunto dei tre principali partiti del centrodestra, due dei quali — Lega e Forza Italia — siedono nella sua stessa maggioranza.
Una scelta che, di fatto, lo rende un sindaco “civico”, sostenuto solo dalla sua lista e da quella del consigliere Franco Bartoloni, vero deus ex machina dell’urbanistica marinese, da anni onnipresente in tutte le giunte, indipendentemente dal colore politico. Attuale assessore all’urbanistica è Marcoaurelio, considerato il “delfino” politico di Bartoloni.
Ma come si è arrivati a questo punto? Perché il sindaco non tiene conto della posizione ufficiale di quattro consiglieri della sua maggioranza — Esposto, Martella, Crisanti e Raparelli — che hanno perfino rinunciato a votare l’assestamento di bilancio lo scorso 25 luglio, lanciando così un chiaro segnale politico?
Evidentemente, qualcosa si è rotto. E Fratelli d’Italia, che da mesi lavora a un progetto di ricomposizione del centrodestra marinese, potrebbe trovare in questa frattura l’occasione giusta. Il paradosso è evidente: l’unione del centrodestra, se avverrà, sarà contro il sindaco che aveva contribuito a eleggere.
Ma non è solo una questione politica. Sul piano tecnico, il PUGC viene criticato per l’assenza di contenuti fondamentali: mancano previsioni serie su viabilità, scuole, servizi, parcheggi, fogne e depuratori. L’unico elemento certo, secondo i critici, è il forte aumento della cementificazione.
«Nessuno è contrario allo sviluppo della città», fanno sapere da più parti, «ma lo sviluppo va fatto con spirito costruttivo, non con un piano che ignora la realtà e il confronto democratico». In fondo, l’unica richiesta avanzata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia è il rinvio: per studiare meglio, per condividere di più, per evitare errori irreversibili.
E allora, la domanda resta aperta: perché il sindaco Cecchi non vuole ascoltare?