“Dopo le forme di protesta degli agricoltori tedeschi, e prima ancora olandesi e francesi, la mobilitazione sbarca adesso anche sul territorio italiano. Una ondata di dissenso forte e tenace, da nord a sud, per accendere i fari sulle problematiche di un comparto fondamentale per il nostro sistema produttivo, ma che attraversa un momento di grande difficoltà a causa di politiche dissennate e dinamiche economiche pericolose. In tal senso, Confeuro si schiera con le istanze degli agricoltori, esprime solidarietà e vicinanza alla categoria.
Le origini di questo sentito malessere sono molteplici, cominciando dall’incremento indiscriminato dei costi di produzione, l’aumento sproporzionato del prezzo del gasolio agricolo, la drastica riduzione dei margini, tutti a vantaggio tra l’altro della grande distribuzione, nonché le politiche miopi dell’Europa che apre a prodotti sostanzialmente ignoti come i sintetici e le farine d’insetti.
Altra criticità da sottolineare, poi, è l’eccesso di burocrazia e gli scarsi investimenti che Agea (l’Agenzia per le erogazioni in Agricoltura) ha fatto nei CAA, i Centri di assistenza Agricola. Senza considerare, purtroppo, che siamo in un momento di transizione molto delicato in cui si spinge oltre modo verso l’ammodernamento del settore, perdendo di vista il vero problema e cioè la redditività delle aziende sempre più schiacciate dalla forza contrattuale della gdo. È chiaro ed evidente che la politica europea deve cambiare rotta. La Pac nel tempo ha introdotto sempre più lacci e lacciuoli burocratici sacrificando sull’altare della sostenibilità ambientale milioni di produttori agricoli ormai esclusi da ogni sostegno. Siamo consapevoli che introdurre processi produttivi rispettosi dell’ambiente è necessario, ma lo si deve fare investendo e sostenendo tutti i costi che questa trasnizione inevitabilmente determina. Non possiamo permettere che questi costi restino soltanto a carico degli agricoltori. Va bene produrre “green” ma i costi vanno sostenuti con la Pac.
Oggi invece è il contrario.
Il contributo viene erogato se l’agricoltore segue ed attua schemi ecologici di produzione”.

Così Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo.