scritto da Luisa Romiti

immagini di Cristian Arcidiacono

Al centro di Roma, l’affascinante Museo dell’Ara Pacis ospita l’esposizione delle opere del celebre fotografo tedesco Helmut Newton (Berlino, 1920 – West Hollywood, 2004), al secolo Helmut Neustädter.

È possibile visitare l’esposizione fino al 10 marzo, con ingresso da via di Ripetta 180, e quello che viene offerto ai visitatori sono oltre 200 scatti, di cui quasi la metà inediti, di un professionista che di sé stesso diceva “Non sono un artista, sono un fotografo”.

Fotografo di moda, conquista le copertine di Vogue, realizzando per il giornale innumerevoli lavori. Vogue, che può essere definita ancora oggi la rivista più autorevole in fatto moda, riesce a dare voce alla visione del mondo di Newton, che attraverso le passerelle decide di raccontare ed esaltare i vari aspetti della realtà, con foto pubblicitarie che andavano oltre lo sguardo e invitavano a osservare ogni minimo dettaglio.

L’uso delle modelle, spesso nude o poco vestite, potrebbe richiamare l’idea maschilista di un uomo che ritrae la donna attraverso l’obiettivo della macchina fotografica come oggetto. Ma non è così per Helmut Newton.

«Bisogna essere sempre all’altezza della propria cattiva reputazione», diceva di sè ed era era visto come un “cattivo ragazzo”, anche se, nella realtà, ha dimostrato di essere portavoce assoluto di innovazione. Nelle sue fotografie, nelle ricostruzioni delle scene, infatti, accade sempre qualcosa: a volte, Newton ricorre anche all’uso di manichini, che solo un osservatore attento riuscirà a distinguere dalla persona in carne e ossa. Le modelle non guardano più direttamente l’obiettivo della macchina fotografica, ma iniziano ad essere più simili ad attrici e i loro movimenti vengono fermati in uno scatto che non nasconde anche ammiccamenti e provocazioni erotiche.

Le sue foto, come abbiamo detto, raccontano storie, sono riproduzioni di scene, di situazioni e immagini che hanno colpito Newton e che vengono riproposte al momento giusto come bozze contestualizzate con la richiesta del momento.

Fotografo di moda, di pubblicità (come per la Lavazza), il fotografo tedesco è stato un artista innovativo, capace di ritrarre desideri, fantasie e anche le perversioni della società dell’epoca, senza però risultare mai volgare: le sue foto di nudo, infatti, non vogliono provocare, ma rappresentano una rivoluzione intellettuale, in cui la donna non è oggetto, ma soggetto, protagonista, consapevole di essere e di esistere.

Una mostra da guardare, osservare, per perdersi dentro gli scatti e cercare di capire, in ogni immagine, quale storia sta per essere raccontata.