sanità dottore

“Patologie cardiovascolari, in primis infarti, tumori, affezioni della psiche tra cui la depressione e disturbi del comportamento sono in aumento, queste ultime specie tra i giovani ma nessuno sembra prestare la giusta attenzione al crescente fenomeno”.

Lanciano l’allarme il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato e l’avv.Angela Leonardi che chiariscono: “la pandemia non può essere un pretesto per trascurare le altre malattie, ci chiediamo se giunta regionale e assessorato alla Sanità del Lazio siano in grado di garantire i servizi necessari, soprattutto invochiamo chiarezza sui dati che evidenziano morti di cui non è stata ben chiarita la causa”.

I dati provengono dall’Istat e Maritato precisa: “il numero dei decessi registrati in Italia tra marzo e novembre 2020, stanno suscitando un vivace dibattito nella comunità scientifica e tra l’opinione pubblica. L’istituto di statistica, riferendosi al periodo che ha visto l’acme della epidemia tra marzo e novembre, fa emergere un aumento di 85.624 morti rispetto agli anni compresi tra il 2015 e il 2019 ma solo due terzi di queste vittime sarebbero da attribuire ufficialmente al Covid-19”.

La notizia ha trovato conferma sul sito del ministero della Salute che ha fornito numeri più o meno aderenti. “Dalla interpretazione dei dati, si deduce che siamo in presenza di almeno 30 mila decessi in più non attribuiti al virus – chiarisce il presidente – ci chiediamo se i malati di altre patologie siano stati curati e salvati come negli anni passati, in riferimento al grande affanno in cui si sono trovati gli ospedali.

Non vorremmo che una attenzione ‘affievolita’ sotto la pressione del virus abbia scoraggiato i cittadini a recarsi in ospedale e sottoporsi alle cure per paura della pandemia, sarebbe devastante”, chiosano Maritato e l’avv. della stessa Angela Leonardi.