oltre polverini

oltre polverinidi Adriano Palozzi*

Per la prima volta quest’anno i tumultuosi fatti della politica regionale e nazionale ci stanno mettendo di fronte a qualcosa di inedito. Non la fine del mondo ma un Natale elettorale.

Ce l’hanno messa tutta davvero: i giudici amministrativi del Lazio, in primis, che hanno voluto ad ogni costo dettare la data delle elezioni regionali del Lazio, che ora sembrano destinate (salvo ulteriori sorprese) a tenersi il 3 e 4 febbraio ad appena quindici, massimo venti giorni, dalle Politiche anticipate di un tre settimane a causa delle dimissioni che nei prossimi giorni il premier Mario Monti consegnerà nelle mani del Capo dello Stato.

Una mossa d’orgoglio, ha detto qualcuno. Una mossa che, ancora una volta concordata tra Quirinale e Palazzo Chigi, sembra destinata a mettere in cattiva luce il ritorno alla guida del Pdl e la ricandidatura a premier di Silvio Berlusconi.

Berlusconi da una parte, Bersani dall’altra, in mezzo il gelido Monti con le sue tasse e il populista Grillo con le sue urla.

Sinceramente crediamo che l’Italia meriti di più e di meglio rispetto a tutto questo. Perciò ho voluto mettere in campo la piattaforma “Oltre”, la nuova piazza per la politica e per la società che superi davvero i vecchi schemi.

Le persone, i cittadini, non ne possono più di sentire parole divenute vuote come “destra” e “sinistra”. Dove la destra continua nei fatti ad avere solo un padrone e idee spesso confuse, mentre la sinistra non riesce a discostarsi dall’idea-chiodo fisso che è la “patrimoniale” che un tempo era stata sintetizzata con quell’ “anche i ricchi piangono” che in realtà punta più che altro a frenare ancor di più l’economia.

Nel corso del dibattito di sabato scorso abbiamo sentito invece voci di un’Italia più leggera. Idee concrete che aspettano solo di trovare spazio. Giovani che sanno quali sono le strade da intraprendere oltre quella, che hanno intrapreso in troppi, della fuga all’estero.

“Oltre”, dunque, vuole essere la voglia dell’Italia di non rassegnarsi tanto all’oppressione delle tasse e dei tagli alla sanità del Governo Monti, quanto alla volgarità inconcludente del populismo antipolitico di Grillo e del suo esercito raffazzonato, quanto ai vecchi tromboni che non hanno più niente da dire ma continuano a riproporsi lucenti e indigeribili come un’insalata di peperoni a tarda notte.

Serve aria fresca. Servono non lenzuolate ma boccate d’ossigeno liberale. Aria pulita che inviti gli imprenditori a creare nuove possibilità di lavoro, quindi nuova crescita e nuovo potere d’acquisto, quindi nuova libertà per le famiglie.

Lo Stato deve divenire la prima macchina da lavoro grazie al contributo ormai vitale dei privati, specie nel settore dei servizi, specie nei mastodontici e pesanti meccanismi delle municipalizzate. Il sistema deve avere il coraggio di rigenerarsi in tutti i settori: dal sociale alla sanità, dall’economia al fisco, dal lavoro alle imprese. E per fare tutto questo serve una nuova politica che, purtroppo, se questi sono i presupposti dovrà aspettare ancora un giro per vedersi realizzata. Ma con tutto ciò noi non potremo non esserci. Perché non esserci ci sembrerebbe una colpa. Per esserci, però, bisognerà trovare i tempi, i metodi e le idee più intelligenti per intervenire. Davvero non intendiamo prenderci gioco delle persone. Perché l’anima di “Oltre” è tra le persone non nei palazzi. Su internet, grazie al portale www.oltre.tv a vostra disposizione.

Oltre, allora, sarà la capacità di farci sentire senza gridare ma affermando con nettezza idee serie, nuove, moderne e coerenti tanto con la storia e la tradizione quanto con l’innovazione e il futuro.

Ora più che mai, grazie alla numerosa partecipazione e alle tante idee che hanno cominciato a entrare in circolo sabato, ho capito quanto bisogno ci sia di andare oltre un presente che non rappresenta più nessuno. Oltre Monti, dunque ma anche oltre tutti gli altri rappresentanti del modo vecchio e datato di intendere la cosa pubblica.

Serve una rivoluzione fatta di contenuti e persone nuove. Magari quelle che fino ad oggi non hanno parlato che sono rimaste indietro, prese a fare altro. Che mai, magari, avrebbero pensato di dover entrare in contatto con la politica ma ora si sentono chiamati in causa perché peggio di così non si può davvero andare.

“Oltre” si rivolge a loro. A voi. Ognuno deve sentirsi chiamato in causa per non dare ragione ancora una volta a chi non ha deciso fino ad oggi e vuole impedirci ancora domani di decidere e disegnare il nostro futuro, in nome di interessi e schemi che riguardano solo loro.

A noi interessa uscire dal guado. Trovare la soluzione migliore. Confrontarci senza soste e senza paura. Non sulle facce delle finte primarie all’italiana ma sui contenuti di una nazione nuova. Che porti in sé persino una nuova idea di nazione. L’Italia di tutti. L’Italia di chi merita. E non di chi se ne approfitta. L’Italia di chi osa e non di chi abusa. L’Italia capace di parlare ancora persino sottovoce e dalla felicità per una vittoria nel lavoro come nella vita sappia trovare l’impegno, il coraggio, la forza, l’umiltà il senso umano, civico e politico di rivolgere un pensiero e una carezza a chi è rimasto indietro. Aiutandolo a salire fin dove può. Rimettendo al centro i valori dell’umanesimo che non conoscano più condannati in eterno e privilegiati per sempre ma solo molti cittadini abili e volenterosi nel mettere insieme bisogni, necessità, ambizioni, sogni e capacità a disposizione di un Paese migliore.

*Presidente Cotral e Sindaco di Marino