di nardo

di Silvia Panizza
 
di nardoSono le 14. Tra qualche secondo, come ogni giorno, partirà la sigla e lui sarà di nuovo catapultato nelle case dei romani, nelle automobili, negli uffici, a raccontare e far raccontare dalla voce dei protagonisti cosa succede in casa della Roma. La tensione è palpabile: qualcuno scherza, qualcuno rincorre ancora l’ospite che manca per chiudere la puntata, qualcun altro si arrabbia perché “Avremmo potuto fare così, invece che come abbiamo fatto”, “Rischiamo di bucare la notizia”. Poi il microfono si apre: parte la base e il regista, al di là del vetro, parla in cuffia con il telefono incastrato sotto al mento. “In linea”. Il primo ospite è in linea. “Oddio”, qualche volta gli è venuto di pensare. Ricordi di emozioni lontane come quegli esordi incerti ed entusiasti. Ormai c’è la verve, la passione, la sfida a fare ogni giorno di più e un po’ meglio. Emiliano Di Nardo ha fatto delle sue passioni una professione. Un lavoro vero, che l’ha portato a essere conosciuto anche oltre i confini regionsli per la professionalità e la vivacità con cui ogni giorno, da quindici anni, racconta la Roma. Alle 14 sui 99.8 di RadioIes c’è lui: La Città nel Pallone. E poi il weekend, come nei turni infrasettimanali, la partita. Romanista dalla nascita, forse ancora prima, per tradizione e passione, Di Nardo è riuscito a collocarsi nel difficile mondo del giornalismo sportivo come punto di riferimento anche per coloro che si affacciano per la prima volta in questo mondo. Nel suo background una partenza in sordina con il calcio dilettante, poi l’esordio, quello vero, con la Serie A. Di Nardo è uno di quelli che festeggia il Natale il 27 settembre (giorno del compleanno di Capitan Totti), che sa tutto, che ha una memoria storica d’acciaio, che saprebbe recitare la formazione in campo in un’amichevole di trent’anni fa, e questo fa di lui un vero e proprio guru per gli appassionati. Non è una vita facile: gli spostamenti sono rigorosamente a bordo del suo scooter. Pioggia, freddo o neve, niente ferma un giornalista sportivo. Così in occasione della nevicata a Roma, evento per i più tragicomico, lui era a raccontare le decisioni della Lega Calcio in merito alla giornata che si sarebbe dovuta disputare quel fine settimana, sui 99.8 di RadioIes. Come sia riuscito a raggiungere la sede della radio resta un mistero. Sveglia presto, anzi prestissimo, a volte nemmeno è una sveglia perché più che una notte di sonno è stato un riposino di un paio d’ore, come in occasione dell’arrivo di Di Benedetto nella Capitale quando lui, chissà come, era addirittura sull’aereo di quello che sarebbe diventato il Presidente. Poi doccia veloce, caffè al bar e in giro a cercare la notizia. “Non è faticoso quando lo fai con una passione così forte per la squadra della Capitale e per questo lavoro”, afferma. Il pranzo è un momento ormai dimenticato perché alle 14 si va in diretta, fino alle 16, insieme a Nicolò Ballarin, Angelo Papi, Paolo Piccinini. Amici e colleghi uniti dalla fede calcistica, ancor prima che dalla professione. Poi arriva la ricerca di notizie e l’aggiornamento costante del sito gazzettagiallorossa.it, di cui Di Nardo è editore. La sera c’è sempre qualcosa da fare: cene tra colleghi, alla ricerca di spunti e soluzioni. Poi la domenica c’è Lei. La Roma. “Mi emoziono ogni volta – dice Emiliano, e non si stenta a crederci. All’Olimpico è tutto più tranquillo, con lo schema organizzato: partita-mixed zone-conferenza stampa, il bello arriva nelle trasferte. Si, perché in trasferta si va con il Ducato preso a nolo che “porta bene”, con gli stessi amici/colleghi, e ovunque giochi la Roma. Sarebbe troppo lungo stare a raccontare di viaggi della speranza durati notti intere a bordo del furgoncino bianco, ma l’immaginazione è sufficiente per spiegarlo. Ventiquattro ore non bastano a uno che è una vera e propria fucina di idee. Schulz diceva che la vita è come una bicicletta con dieci velocità. La maggior parte di noi ha marce che non userà mai. E invece c’è Emiliano Di Nardo che le usa più o meno tutte. Infine una battuta sull’atteso derby di domenica: “Per come la vedo io la Roma nel derby ha solo da perdere e niente da guadagnare, a vincere contro la Lazio fa il suo, niente di più e niente di meno. Non sono solito a rilasciare commenti o pronostici sulle partite della Roma in generale e tanto meno nel derby, non si gioca mai con i sentimenti, e per me la Roma è il sentimento più grande e forte che ho”.