“Ci siamo impegnati a custodire l’eredità dell’Associazione e a rafforzarne il ruolo culturale, istituzionale e territoriale”, ha spiegato il presidente Valerio Lucci
Quarantanove anni di storia, un legame profondo con Roma e una visione sempre più orientata al futuro, tra innovazione e tradizione. Si è svolta questo pomeriggio, nella prestigiosa Sala della Regina della Camera dei Deputati, a Palazzo Montecitorio, la cerimonia dell’edizione 2026 del premio Via Condotti, per celebrare personalità che, attraverso il proprio talento, l’impegno e i risultati raggiunti, contribuiscono a valorizzare il prestigio dell’Italia. Istituito nel 1977 nel cuore di via Condotti, simbolo internazionale dell’eleganza e dello stile italiano, il Premio, conferito ogni anno “a chi, non romano, ama Roma e ne è riamato”, ha progressivamente ampliato i propri orizzonti, affermandosi come riconoscimento di respiro nazionale, capace di valorizzare eccellenze provenienti da ambiti diversi della società. Un percorso che oggi si rinnova sotto la guida del presidente dell’associazione Via Condotti, Valerio Lucci. “Ci siamo impegnati a custodire l’eredità dell’Associazione e a rafforzarne il ruolo culturale, istituzionale e territoriale – ha spiegato Lucci -. L’obiettivo è coniugare la storia e l’identità del premio con nuove prospettive di sviluppo, promuovendo collaborazioni e iniziative capaci di valorizzare il patrimonio culturale e commerciale della Capitale”. In questa direzione si inserisce anche l’ingresso dell’Associazione, fondata nel 1963, nella famiglia Confcommercio, avvenuto lo scorso 31 luglio, con l’affidamento della guida del Tridente District. “La nostra Associazione, nel costante dialogo con il territorio, ha voluto l’ingresso di via Condotti – ha sottolineato il presidente di Confcommercio Roma, Pier Andrea Chevallard -. Un passaggio significativo per favorire il dialogo tra le realtà storiche del centro di Roma e promuovere la bellezza, l’identità e il tessuto commerciale di un’area che rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della città”, ha concluso Chevallard.
Il premio celebra personalità distintesi nei campi della solidarietà, della cultura, dello spettacolo, dell’informazione e dell’impresa, riconoscendo non soltanto i traguardi raggiunti, ma anche le storie umane e professionali che ne rappresentano il valore. Nel corso dell’evento, condotto dalla giornalista Alessandra Ferraro, sono stati svelati i premiati dell’edizione 2026. Si tratta, in particolare, dell’Associazione nazionale pubbliche assistenze (Anpas), dell’attrice Serena Auteri, del giornalista e conduttore radiofonico Gianmaurizio Foderaro, del regista teatrale e direttore artistico Piero Maccarinelli, dell’imprenditore e amministratore di E. Marinella, Maurizio Marinella, dell’amministratore delegato di Peserico, Riccardo Peruffo, del direttore del Tg2, Antonio Preziosi, del conduttore televisivo e cinematografico, Pietro Valsecchi e dell’attrice e musicista Federica Luna Vincenti. Nel corso della cerimonia è intervenuta, tra gli altri, anche la sottosegretaria al ministero delle Imprese e del Made in Italy, Mara Bizotto, secondo cui “il nostro compito come istituzioni e cittadini è incoraggiare e dare fiducia a chi ha un progetto da realizzare e sostenere chi lavora per il bene comune. Solo così un Paese cresce davvero, dando il giusto merito al valore delle persone e creando le condizioni affinché ogni cittadino possa esprimere al meglio le proprie capacità. Ed è questo, in fondo il significato del premio via Condotti, riconoscere storie che hanno un rapporto speciale con Roma, e che ci insegnano come l’impegno di ciascuno di noi possa fare la differenza per tutti”, ha concluso Bizotto. Presenti, per i saluti istituzionali, anche il presidente commissione attività produttive commercio e turismo della Camera, Alberto Gusmeroli, e la vicepresidente della commissione Cultura della Camera dei deputati, Giorgia Latini.
Nel corso della sua storia, il premio Via Condotti ha reso omaggio a personalità di primo piano, tra cui Papa Giovanni Paolo II, Virna Lisi, Pippo Baudo e Valentino Garavani. Figure appartenenti ad ambiti differenti, accomunate dal contributo lasciato alla cultura, alla società e all’immaginario collettivo, che testimoniano la varietà e il prestigio di una tradizione consolidata nel tempo. La cerimonia di questo pomeriggio è stata anche un momento di memoria e riconoscenza dedicato a Gianni Battistoni, figura storica che per decenni ha rappresentato l’anima e la passione di via Condotti e del Premio. La sua eredità morale e culturale continua a costituire un riferimento per l’Associazione e per quanti ne condividono i valori e la storia. Anche l’identità visiva dell’edizione 2026 interpreta il dialogo tra tradizione e contemporaneità. Il progetto creativo, curato da Aldo D’Arcangelo, reinterpreta i codici estetici dell’Associazione attraverso elementi fortemente evocativi: il rosso, colore simbolo di via Condotti, il velluto teatrale e la colonna classica. Una composizione scenografica che richiama l’eleganza della tradizione, la solennità delle istituzioni e il carattere celebrativo dell’evento, trasformando l’allestimento in parte integrante del racconto del Premio. I riconoscimenti destinati ai premiati sono stati realizzati dalla gioielleria Capuano, che contribuisce con creazioni dedicate a rendere omaggio alle personalità protagoniste della cerimonia. L’appuntamento di Montecitorio rappresenta una nuova tappa nel percorso del premio Via Condotti, che guarda già al 2027, quando ricorreranno i 50 anni dalla sua istituzione. Un traguardo importante, che l’Associazione intende celebrare nel segno della continuità e di nuove prospettive, rafforzando il proprio impegno nella promozione delle eccellenze italiane e nel dialogo con le istituzioni e il territorio. Con l’edizione 2026, il Premio rinnova così una storia nata nel cuore di Roma e progressivamente apertasi a una dimensione nazionale. Una tradizione che, sotto la presidenza di Valerio Lucci, si prepara ad affrontare il prossimo capitolo della propria storia, con l’obiettivo di coniugare memoria, identità e futuro.

