di Emile GRILLOT DE GIVRY
Basato su ricerche d’archivio (tra cui l’Archivio di Stato e l’archivio dello Stato Maggiore dell’Esercito), il volume analizza la distorsione della memoria ufficiale che dipinge le truppe alleate unicamente come portatrici di libertà e progresso
Un’“occupazione” mascherata da liberazione: è questo il nucleo dell’incontro che si è tenuto nella Sala Duca di York a Frascati, dove lo storico e comandante pilota Massimo Lucioli ha presentato il suo ultimo saggio, Liberators! La “liberazione” tradita. L’evento, promosso dall’associazione “Nessuno resti indietro” con la partecipazione di Francesco Bianco, ha offerto l’occasione per rileggere un capitolo scomodo della storia italiana tra il 1943 e il 1947. Massimo Lucioli, prima della pensione comandate pilota di aerei antincendio Canadair, è già autoredi molti testi, scritti anche insieme a Davide Sabatini, Il Legionario di Dio, biografia di PadreAntonio Intreccialagli, cappellano militare; La Ciociara e le altre, storia degli eventi checaratterizarono l’avanzata alleata nel sud del Lazio; 1945 Germania anno zero, su atrocità e criminidegli alleati nel memorandum di Darmstadt, Mafia e allies sul ruolo della mafia nello sbarco inSicilia del 1943, Operazione Eiche, sulla liberazione di Mussolini prigioniero sul Grans Sasso del1943, e altri come Endkampf, sulla Battaglia di Berlino.Nel suo intervento di un ora Massimo Lucioli mette a confronto la narrazione delle truppe alleateliberatrici come portatrici di libertà e progresso, aspetto positivo, contro una serie di comportamentitipiche delle truppe che di fatto furono truppe di occupazione dopo la liberazione di un territorio, edei bombardamenti di edifici prima del passaggio delle truppe alleate.C’è una distorsione della memoria, che ricorda solo determinate cose positive, ma ne tralascia altrecome requisizione di cibo e carburante e difficoltà a reperire medicinali che trasformarono anchedopo la guerra la vita delle persona in qualcosa di incerto e precario come e a volte anche più dicome lo era durante la guerra. Gli eventi che Massimo Lucioli descrive nel suo libro sono il frutto diricerche nell’archivio di Stato e in altri archivi, dove restano i testi delle denunce che i cittadinisporgevano all’autorità per denunciare i soprusi di coloro che la storia chiama liberatori ma cheerano al contempo anche occupanti.L’autore afferma che l’Italia ebbe una liberazione solo apparente. In basa ai dati ufficiali, riportatoda documenti dei Carabinieri, circa 23000 italiani subirono violenze sessuali, e il dato e sicuramentesottostimato. Furono commessi da Americani, inglesi, francesi polacchi e neozelandesi, greci e altri.Poi vi furono omicidi e reati contro persone e patrimonio. Dall’archivio dello stato maggioredell’esercito, l’archivio centrale dello Stato e altri. Si ricorda l’armadio della vergogna alla finedegli anni ‘90 del secolo scorso dove vi erano nascosti denunce di italiani contro gli occupantitedeschi. Ora c’è un secondo armadio della vergogna che non è mai stato nascosto come il primoma di cui nessuno parla. Sono stati citati alcuni testi di denunce di violenze gravi, anche nel 1936 e47, a guerra conclusa da anni.Una reato particolarmente denunciato sono gli oltre 3700 investimenti stradali, compiuti o per guidain stato d’ebrezza e per divertimento da persone sobrie; questo tipo di reato causò più rivolte delleviolenze sessuali.La conferenza poi prosegue raccontando il funzionamento delle forze alleate in italia con il ruolodel colonnello Charles Poletti, capo della divisione degli affari civili, il cui segretario era il mafiosoitalo americano Vito Genovese. Poletti inserì nell’amministrazione siciliana molti mafiosi.L’ufficiale medico americano Edgard Hume curò l’aspetto sanitario, il cui collaboratore era MaxMognani, noto narcotrafficante dell’epoca e che mise in piedi un fiorente traffico di stupefacenti.Si parla poi della moneta di occupazione, che causò ingenti danni all’economia delle zone occupatee della nazione intera.
La conferenza integrale è su youtube

