Caldo, Confeuro: “Allarme incendi, sistema Italia fragile. Più prevenzione e risorse” 

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Caldo, Confeuro: “Allarme incendi, sistema Italia fragile. Più prevenzione e risorse” 

di Alessio RANUCCI

Sistema Italia fragile: serve un cambio passo su prevenzione e risorse

Di fronte all’ondata di calore e al devastante divampare dei roghi boschivi, l’Italia continua a mostrare tutta la propria vulnerabilità strutturale. A scattare la fotografia di un Paese in perenne emergenza è Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro (Confederazione Agricoltori Europei), che sollecita un cambio di passo immediato fondato su prevenzione, cura del territorio e risorse adeguate.

I dati diffusi dalla confederazione tracciano un quadro drammatico che va ben oltre la stagionalità. Nel 2025 sono andati in fumo 96.517 ettari di territorio, quasi il doppio rispetto all’anno precedente, e nei primi cinque mesi e mezzo del 2026 gli incendi registrano già un incremento del 36% rispetto allo stesso periodo del 2025. Una progressione che trasforma la piaga dei roghi da criticità estiva a vera e propria emergenza nazionale permanente, con ripercussioni pesantissime sull’ambiente, sull’economia e sulle comunità locali.

Alla base di questa escalation si intrecciano fattori umani e climatici ormai noti. La quasi totalità degli inneschi ha origine antropica, sia essa dolosa o colposa, e trova terreno fertile nell’abbandono colturale delle aree interne, che accumula enormi quantità di vegetazione secca. Il cambiamento climatico fa il resto: temperature in forte aumento, periodi di siccità sempre più prolungati e la dilatazione della stagione calda trasformano anche il più piccolo focolaio in un evento devastante e ingovernabile.

Per invertire la rotta, Confeuro individua nel settore agricolo la risorsa chiave per il presidio delle zone più isolate. Gli agricoltori possono e devono assumere il ruolo di custodi del territorio attraverso interventi di decespugliamento, la creazione di fasce parafuoco, la sorveglianza e la segnalazione tempestiva. Tuttavia, come sottolinea il presidente Tiso, queste attività non possono essere delegate al volontariato, ma richiedono un riconoscimento economico formale e un finanziamento strutturato tramite i fondi europei per lo sviluppo rurale della PAC.

Oltre al coinvolgimento attivo del mondo agricolo, il presidente di Confeuro indica una serie di misure non più rinviabili per rafforzare la macchina dei soccorsi e della tutela ambientale. Tra le priorità figurano l’aggiornamento dei piani antincendio boschivo (AIB) regionali, l’anticipo ufficiale della stagione antincendio al 15 maggio, il potenziamento del monitoraggio satellitare e l’assegnazione di maggiori risorse ed equipaggiamenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Il nodo centrale rimane l’allocazione delle risorse pubbliche. Fino a quando si continuerà a finanziare quasi esclusivamente la fase di spegnimento a scapito della manutenzione ordinaria e della prevenzione, l’Italia sarà condannata a rincorrere l’ennesima emergenza invece di proteggere il proprio patrimonio naturale.