di Alessio RANUCCI
Il presidente nazionale di Confeuro, Andrea Tiso, sottolinea il legame imprescindibile tra tutela degli ecosistemi e settore primario: l’agricoltore moderno è chiamato a difendere la terra attraverso pratiche agroecologiche e rigenerative in grado di coniugare sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare
La tutela ambientale e la salvaguardia degli ecosistemi tornano al centro del dibattito pubblico in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità. A rimarcarne l’importanza strategica è Confeuro, attraverso le parole del presidente nazionale Andrea Tiso, che evidenzia il valore sociale e simbolico della ricorrenza, particolarmente significativa per l’Italia grazie al suo patrimonio faunistico e ambientale tra i più ricchi d’Europa.
La ricorrenza si inserisce in un contesto internazionale particolarmente attivo sul fronte della sostenibilità, giungendo all’indomani della risoluzione approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Tale provvedimento dà attuazione al parere della Corte Internazionale di Giustizia, sancendo l’obbligo giuridico per gli Stati di affrontare attivamente il cambiamento climatico.
Nel delineare la visione dell’organizzazione, Tiso ribadisce la connessione profonda che unisce biodiversità e agricoltura, individuando nel settore primario il primo presidio a difesa del territorio. Il ruolo dell’agricoltore moderno evolve così verso una funzione di custodia attiva: non più sfruttamento della terra, ma protezione quotidiana garantita da pratiche produttive innovative, sostenibili e rispettose dell’ambiente.
La sfida per il futuro del pianeta si gioca sull’adozione di modelli basati sull’agroecologia e sull’agricoltura rigenerativa. Secondo Confeuro, questi strumenti risultano indispensabili per armonizzare la tutela ambientale con la qualità produttiva e la sicurezza alimentare, ricordando che difendere la biodiversità equivale a preservare il territorio, il lavoro agricolo e il benessere delle comunità.

