Ue, Tiso(Euromò): “Italia da paese fondatore a fantasma di Bruxelles”

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Ue, Tiso(Euromò): “Italia da paese fondatore a fantasma di Bruxelles”

“Italia fantasma di Bruxelles”: il movimento Euromò attacca la perdita di centralità nell’Ue

Un duro atto di accusa contro quella che viene definita la progressiva perdita di peso politico dell’Italia all’interno delle dinamiche comunitarie. A sollevare la questione è il movimento civico Euromò, che attraverso le parole del suo fondatore e portavoce nazionale, Rocco Tiso, esprime totale contrarietà rispetto all’attuale linea geopolitica e istituzionale del Paese.

Secondo l’analisi del movimento, la politica nazionale starebbe assistendo passivamente a decisioni strategiche prese altrove, accettando una condizione di subalternità non consona a uno Stato che, storicamente, è tra i membri fondatori e contribuenti netti dell’Unione Europea. “L’Italia si sta riducendo a un ruolo marginale, agendo come un vero e proprio ‘fantasma di Bruxelles’: presente sulla carta, ma invisibile e ininfluente nei processi decisionali che contano”, denuncia con fermezza Tiso.

L’affondo di Euromò si articola su precise criticità economiche e strutturali che starebbero ipotecando il futuro dei cittadini italiani. Il portavoce evidenzia in primo luogo una forte subalternità economica, caratterizzata dall’accettazione passiva di vincoli di bilancio e procedure di infrazione capaci di penalizzare la crescita complessiva del Paese. A questo si aggiungerebbe una marcata assenza di visione, intesa come mancanza di una strategia geopolitica autonoma in grado di difendere le specificità industriali, agricole e sociali del Made in Italy.

Tiso punta il dito anche sulla gestione dei conti e dei fondi straordinari, parlando di uno stato di “confusione” generalizzata: “Si parla di patto di stabilità e il debito pubblico è salito alle stelle, nel silenzio più totale. Così come i fondi del PNRR, che rischiano di essere ripartiti senza un vero e concreto piano generale di sviluppo nazionale”.

La nota di Euromò si conclude con un appello perentorio alle istituzioni affinché invertano la rotta prima che il declino diventi irreversibile. Il movimento esige il ripristino della dignità nazionale, il blocco immediato di diktat economici considerati penalizzanti e l’avvio di una rinegoziazione netta dei trattati europei.

L’obiettivo dichiarato è quello di rimettere i cittadini e le imprese al centro dell’agenda, rifiutando il ruolo di semplici e silenziosi spettatori di fronte a scelte calate dall’alto che rischiano di compromettere la stabilità socio-economica della Nazione e della stessa Unione Europea.