“Tutti gli uomini che non sono”, al Golden di Palermo la commedia-verità di Paolo Calabresi

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“Tutti gli uomini che non sono”, al Golden di Palermo la commedia-verità di Paolo Calabresi

Dal 14 al 16 aprile, uno spettacolo esilarante che mescola realtà e finzione per riflettere su identità, vero e falso e sul confine tra attore e sé stesso

E’ uno spettacolo che ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di CALABRESI in personaggi realmente esistenti. Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, seguita nel corso degli anni da molte altre operazioni di trasformismo. Ma quello che pochi sanno è che queste impressionanti performance nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che PAOLO ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Ha cominciato infatti a rubare l’identità di persone famose realmente esistenti nella vita reale e all’insaputa di tutti. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale che sarà interpretata da CAROLINA DI DOMENICO. Questo show è la rappresentazione viva della sua incredibile storia.

I filmati originali e inediti girati da PAOLO CALABRESI a documentazione dei suoi “falsi”, in cui si finge, di volta in volta, Nicolas Cage, John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano, un cardinale e via dicendo, saranno parte integrante dello spettacolo e daranno vita a una messinscena in cui realtà e finzione sono indistinguibili. Potremmo descrivere TUTTI GLI UOMINI CHE NON SONO come una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l’ambizione di sviluppare delle tematiche complesse filtrandole attraverso la costante lente dell’ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”.

«Questo spettacolo nasce da un’esperienza personale realmente vissuta – spiega il regista – Per alcuni anni della mia vita, parallelamente al mio lavoro “normale”, mi sono dedicato a fingermi persone realmente esistenti in situazioni reali e all’insaputa di tutti, accumulando molto materiale video che nessuno ha mai visto. Qui lo mostrerò. Ma questo spettacolo racconta anche come è nata questa attività, come si è trasformata nel tempo, e soprattutto le conseguenze che ha avuto sulla mia vita familiare. Ho pensato a lungo su quale destinazione dare alle tante ore di filmati che ho girato in quegli anni. Solo dopo molto tempo ho capito che non volevo soltanto raccontare le mie “imprese”, ma anche parlare della perdita di sé stessi, del gioco dell’attore, della confusione tra vero e falso, e soprattutto delle cose incredibili che possono nascere dal dolore. Perché non c’è condizione più favorevole di quella di chi non ha nulla da perdere per tirar fuori capacità nascoste».