È nella pancia della maggioranza che il Pucg sta scavando più in profondità. Non nei corridoi dell’opposizione perché il terremoto arriva da dentro: tre consiglieri di maggioranza che fino a ieri sostenevano Cecchi, più un quarto che ha aderito a Forza Italia, oggi, ne chiedono il rinvio.
Un segnale forte, anzi fortissimo, che dice molto più di mille dichiarazioni: il Pucg, così com’è, non convince nemmeno chi dovrebbe votarlo a occhi chiusi.
La mozione firmata da Crisanti (FI), Esposto e Martella (Lega) e quella parallela di Raparelli (Forza Italia) mettono nero su bianco tutto ciò che in paese si mormora da settimane: mancano approfondimenti, la Vas non c’è, il Dpi del 2020 viene disatteso, i “parchi” ricadono su terreni privati e in alcune zone le cubature “spuntano” come funghi dopo la pioggia. Se a questo si aggiunge anche il secco no di Fdi che, secondo i ben informati, sarebbe pronta a votare ‘no’ sia all’assestamento di Bilancio che al Pugc, cosa anche ovvia e naturale essendo all’opposizione dell’attuale amministrazione, ne esce fuori un clima politico sempre più arroventato in cui l’unica certezza sembra l’unione dei partiti di centrodestra contro il Pucg di Cecchi.
E ricordiamo che tutto ciò sta avvenendo mentre si parla di tesseramenti forzati, tensioni interne e consiglieri accusati di “infedeltà” solo per aver partecipato a un evento del proprio partito. Ma il vero nodo è un altro: questo piano urbanistico divide e lo fa profondamente. Divide i partiti, i consiglieri, ma anche la città.
E allora la domanda resta sospesa, come i metri cubi non ancora edificati: Cecchi ha davvero i numeri per andare avanti? Oppure proseguirà ancora agonizzante tra inconcludenza, lassismo, superficialità e pochi fatti concreti per la collettività? O magari sarà proprio il Pucg l’ultima (pesante) pietra sulla sua maggioranza? Del resto, l’amministrazione Cecchi non si è distinta sino ad oggi per operosità, ma per il totale immobilismo in cui è precipitata la città.

