Marino Laziale, polemica al Cimitero Monumentale: loculi storici estumulati per “fare spazio”

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Marino Laziale, polemica al Cimitero Monumentale: loculi storici estumulati per “fare spazio”

In molti si chiedono perché l’amministrazione Cecchi non abbia avviato un piano di ampliamento del cimitero, come auspicabile in una città in crescita, anziché intervenire con misure che appaiono drastiche e lesive della sensibilità collettiva

Il silenzio solenne del Cimitero Monumentale di Marino Laziale è stato interrotto da un’ordinanza che sta generando malumori e interrogativi tra cittadini, familiari dei defunti e associazioni locali. A firmarla è stato il sindaco Stefano Cecchi, con l’Ordinanza n. 13 del 3 luglio 2025: prevede l’apertura e l’estumulazione di decine di loculi — alcuni contenenti salme tumulate da oltre cinquant’anni, altri ormai senza lapide né riferimenti identificativi — per liberare spazio nel camposanto.

L’operazione, tecnicamente prevista dalla normativa in caso di concessioni scadute o di abbandono delle sepolture, si appoggia anche alla Delibera di Giunta Comunale n. 89 del 12 giugno 2025 che ne definisce le linee operative. Tuttavia, la scelta ha sollevato un’ondata di indignazione. In molti si chiedono se sia etico “fare spazio” in un luogo che dovrebbe custodire memoria e rispetto, prima ancora che rispondere a urgenze logistiche.

Il provvedimento, comunicato con cartelli e avvisi ufficiali, prevede che le salme estumulate vengano ricollocate in ossari comuni o, in assenza di richieste da parte dei parenti, siano trattate secondo la prassi prevista dalla legge. Ma non tutti i cittadini ne erano informati. Alcuni hanno scoperto la decisione solo dopo aver visto i segnali sugli spazi di sepoltura dei propri cari.

In molti si chiedono perché l’amministrazione Cecchi non abbia avviato un piano di ampliamento del cimitero, come auspicabile in una città in crescita, anziché intervenire con misure che appaiono drastiche e lesive della sensibilità collettiva. Il rispetto per la memoria e per la dignità dei defunti non può diventare un puzzle amministrativo, la memoria non si può misurare in metri quadrati. Ma è davvero questo il modo migliore per gestire un luogo che si chiama, appunto, “monumentale”? Un luogo che non è solo di culto e sepoltura, ma anche custode della memoria storica, artistica e culturale della comunità marinese. Un’area che, per valore e significato, meriterebbe tutela e valorizzazione, non uno svuotamento sistematico.

Nel silenzio delle istituzioni, il cimitero diventa solo un contenitore da ottimizzare. Ma la storia, anche quando sbiadita, non si archivia così.