Scritto da Alessio RANUCCI
Roma celebra le radici della pastorizia con una due giorni dedicata alla transumanza e alla tradizione casearia. Il 5 e 6 luglio, in via Ardeatina, dimostrazioni pratiche e degustazioni di prodotti tipici si alterneranno a tavole rotonde istituzionali. L’evento, promosso dall’Associazione Pastori Resilienti del Lazio, punta a sensibilizzare politica e cittadini sulla tutela di un settore vitale per il territorio e la biodiversità
Il fascino antico della transumanza e i sapori autentici della campagna laziale si incontrano alle porte di Roma. Sabato 5 e domenica 6 luglio, la via Ardeatina (km 11.500) ospiterà una manifestazione interamente dedicata alla cultura pastorale e casearia, un appuntamento che unisce la celebrazione di una pratica riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale alla riflessione sul futuro del comparto agricolo.
La kermesse prenderà il via sabato pomeriggio con una dimostrazione pratica della lavorazione del latte ovino, seguita da una degustazione delle eccellenze locali. Tuttavia, l’evento non sarà solo un’occasione conviviale: il cuore politico della giornata sarà una tavola rotonda dedicata alle criticità della pastorizia laziale. All’incontro parteciperanno figure di spicco delle istituzioni, tra cui l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini e il presidente della Commissione Bilancio Marco Bertucci, insieme a rappresentanti di ARSIAL, Coldiretti, Confagricoltura e CIA.
L’obiettivo, come sottolineato da Claudio Celletti, presidente dell’Associazione Pastori Resilienti del Lazio, è accendere un faro su una categoria che si sente spesso isolata e schiacciata da oneri burocratici. I pastori non sono solo produttori, ma veri e propri custodi del territorio e della biodiversità. Il messaggio degli organizzatori è chiaro: senza il sostegno a chi alleva e coltiva, si rischia di perdere un presidio fondamentale per la collettività.
Per i visitatori e i numerosi turisti attesi, il weekend offrirà un’esperienza sensoriale completa. Il menu prevede classici della cucina romana come l’abbacchio, la pecora “all’callara” e il pecorino romano DOP. L’atmosfera sarà scaldata dai canti tradizionali dei pastori e dalle esibizioni del gruppo folk “Le Calandre”, mentre la serata di sabato si chiuderà con un omaggio musicale a Rino Gaetano.
La domenica si aprirà nel segno della genuinità con la “colazione del pastore”, un banchetto a base di latte fresco, formaggi, dolci e marmellate artigianali. Nel pomeriggio, una mostra fotografica racconterà per immagini la varietà delle specialità casearie laziali, chiudendo un cerchio che lega storia, lavoro e gastronomia in un unico percorso di valorizzazione del territorio.

