Agroalimentare, Confeuro spinge sulla reciprocità UE per fermare la concorrenza sleale

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Agroalimentare, Confeuro spinge sulla reciprocità UE per fermare la concorrenza sleale

Scritto da Alessio RANUCCI

Confeuro accoglie con favore l’orientamento dell’Unione Europea verso l’adozione di norme più severe sulla reciprocità negli scambi agroalimentari. Secondo il presidente Andrea Tiso, imporre ai Paesi terzi gli stessi standard europei su pesticidi e benessere animale è l’unica via per contrastare la concorrenza sleale e garantire la competitività dei piccoli produttori, tutelando al contempo la sicurezza dei consumatori e l’ambiente 

Il settore agricolo europeo guarda con rinnovata speranza alle ultime manovre di Bruxelles. Secondo quanto riferito da Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo, l’Unione Europea starebbe definendo un piano strategico per rafforzare il principio di reciprocità negli standard di produzione e nel commercio agroalimentare. L’obiettivo è chiaro: imporre normative rigorose su pesticidi e benessere animale anche ai Paesi extra-UE che esportano i propri prodotti nel mercato unico.

Attraverso una nota stampa, il presidente nazionale di Confeuro, Andrea Tiso, ha espresso forte soddisfazione per quello che definisce un “target istituzionale fondamentale”. L’associazione sollecita da tempo un intervento di questo tipo, ritenendolo l’unico scudo efficace per proteggere l’agricoltura continentale dalle dinamiche di mercato distorsive che colpiscono duramente le piccole e medie imprese agricole.

Il nodo centrale della questione risiede nell’equità commerciale. Attualmente, i produttori italiani ed europei sono sottoposti a rigidi protocolli ambientali e sociali che spesso non trovano riscontro nelle merci d’importazione. Questa asimmetria genera una concorrenza sleale, poiché i prodotti esteri, coltivati con metodi meno onerosi e standard qualitativi inferiori, possono essere immessi sul mercato a prezzi più bassi, penalizzando chi opera nel rispetto delle regole comunitarie.

Tiso ha sottolineato che la reciprocità deve diventare il pilastro di un commercio realmente equo e sostenibile. Non si tratta solo di una battaglia economica per la competitività, ma di una questione di sicurezza alimentare e responsabilità ecologica. Accettare passivamente l’ingresso di beni prodotti senza le dovute garanzie significa, infatti, vanificare gli sforzi dell’Unione verso la transizione green e mettere a rischio la salute dei cittadini.

In conclusione, Confeuro auspica che il percorso intrapreso dalle istituzioni europee venga consolidato attraverso un inasprimento dei controlli, specialmente nei porti del Nord Europa, che rappresentano i principali varchi d’accesso per le merci estere. Solo garantendo una vigilanza costante e regole identiche per tutti gli attori sul mercato sarà possibile assicurare un futuro solido al comparto agroalimentare d’eccellenza che l’Italia e l’Europa rappresentano nel mondo.