“Homonili”, l’identità umana di Stefania Mecucci in mostra dall’8 marzo in via Margutta

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“Homonili”, l’identità umana di Stefania Mecucci in mostra dall’8 marzo in via Margutta

Con Homonili, l’artista Stefania Mecucci, originaria di Viterbo e residente a Roma, l’8 marzo mette in mostra il suo ultimo lavoro sull’identità umana. Una “monilizzazione” degli umani di cui tenta una riproduzione della forma. La galleria Monogramma accoglierà, in via Margutta n. 102, a Roma, una collezione di ventisei pezzi per una esposizione personale che verrà inaugurata il giorno della festa della donna e resterà aperta fino al 22 marzo nella strada del centro capitolino notoriamente dedicata all’arte. I materiali e le tecniche attraverso cui l’autrice si esprime rappresentano la trasparenza, più o meno vacante o utopistica, attraverso la resina, la preziosità celata all’interno di ciascuno, attraverso i metalli utilizzati come la foglia d’oro e d’argento, l’instabilità del sentirsi tutti appesi ad un filo, simboleggiata dai fili di sospensione installativa di alcuni manufatti, l’attaccamento alla terra, tramite la terra cotta e l’esercizio dello sguardo a creare la tridimensionalità mediante uno sketch, un bozzetto, un frame di un’immagine onirica ancora più grande e, infine, lo slancio materico dello smalto che fuoriesce dal piano della tela per comunicare una sua dimensione esistenziale che prende forma e vita nella lucentezza di un linguaggio discreto, sempre piuttosto monocromatico.

Il gesto di “inglobare” nella materia quel lato prezioso che è presente in ciascuno di noi, più o meno celato o visibile, attrae il pensiero sul dubbio che talvolta la preziosità possa essere veritiera, ricondotta al reale o talvolta meno. La “serialità” dei calchi produce forme apparentemente identiche sebbene tutte diverse l’una dall’altra, sia nella morfologia significativa sia nella specifica modalità e cromaticità allestitiva, proprio a significare la similitudine di ogni singolo individuo riconducibile ad una affine condizione umana pur sempre nella pluralità della moltitudine. Ciascun colore utilizzato prende vita dalla simbologia dello spirito (blu), della passione (rosso rame), dalla preziosità (oro e argento). La varietà dei materiali raffigura la molteplicità delle espressioni e dei cambiamenti naturali lungo il divenire di ogni esistenza. I rapporti tensivi dell’umanità nel tentativo di raggiungere propri equilibri e completamenti definiscono e creano nella tridimensionalità delle opere un movimento che possa orientarli dall’incompletezza dell’essere eternamente in ricerca, alla tridimensionalità di uno stato se non altro, almeno, di beatitudine. Trasparenza e valore rafforzano quell’idea nascosta in ciascun essere umano, tutta da tirare fuori e far emergere con personalità e autenticità irriproducibili, che talvolta fanno fatica a venire allo scoperto.

Stefania Mecucci nasce a Viterbo, dove si diploma in scultura presso l’Accademia di Belle arti. Fin da subito si dedica alla ricerca artistica esponendo in varie mostre e partecipando ad eventi e progetti in Italia, nella Città del Vaticano e nel resto d’Europa. Negli anni, lavora ad installazioni e sugli “spazi abitabili” che evochino luoghi in cui l’uomo possa ritrovare se stesso, utilizzando diversi materiali: terracotta, tessuto, legno, pietra, bronzo e altri metalli. Poi, per proseguire ad approfondire lo studio dello spazio senza tralasciare tecnica, progettualità e metodologie costruttive, consegue la laurea in architettura. Nelle sue opere più recenti è evidente l’inizio di un’introspettiva analisi dell’aspetto umano legato alla sostanza spirituale di cui sono fatte le persone. Il legame con il passato plasma e genera in ognuno mondi interiori differenti. La curiosità si manifesta e risiede proprio nell’indagare questi mondi interiori, preziosi e unici in qualsiasi maniera essi si manifestino, sperimentando nuovi materiali simbolici come resina, plexiglass, fogli oro, argento e rame. Dal 1997 vive e lavora a Roma.