GABRIELLACARAMANICA

Il numero dei cinghiali in #Italia è in continua espansione. Gli Enti istituzionali riferiscono infatti che sono passati da una popolazione di circa 900 mila capi in Italia nel 2010 ai quasi 2/3milioni di oggi ed è stimata una crescita fino a 5/6 milioni nei prossimi 5 anni. Tendenzialmente i cinghiali non attaccano l’uomo anche se negli ultimi 50 anni si sono registrati in Italia alcuni incidenti mortali (soprattutto ai danni di cacciatori, cercatori di funghi e altri frequentatori dei boschi e a guidatori di veicoli) ma quando il loro numero nei contesti urbani diventerà incontrollato e le risorse di cibo disponibili diventeranno insufficienti la loro pericolosità intrinseca per gli animali domestici e per l’uomo potrebbe aumentare sensibilmente. L’esigenza di una riduzione del loro numero appare quindi come una cosa assolutamente necessaria e non più procrastinabile. Attualmente le proposte in tal senso sono diverse. L’abbattimento controllato è la soluzione più scontata e più gettonata. Il fronte animalista, naturalmente contrario ad azioni cruente nei confronti degli animali, ha proposto come soluzione per la riduzione del numero dei cinghiali in circolazione una campagna di sterilizzazione finalizzata alla riduzione delle nascite. Numerose critiche vengono rivolte alla proposta di sterilizzazione sia per il fatto che i cinghiali sterilizzati continuerebbero a circolare nel territorio e per diversi anni il loro numero non verrebbe così ridotto mantenendo quindi la loro pericolosità intrinseca ma soprattutto per le molte difficoltà pratiche e per i costi insostenibili. Rivoluzione Ecologista e Animalista non può certamente auspicare l’uccisione di animali per qualsiasi motivo e ragione. Allo stesso tempo però ritiene che delle proposte inapplicabili e basate solo su una base ideologica possono divenire controproducenti e possono far perdere di credibilità l’intero mondo animalista. Per onestà intellettuale dovremmo forse ammettere che sistemi incruenti realmente efficaci e realizzabili in base alle attuali conoscenze scientifiche e in base alle risorse economiche ed organizzative attualmente disponibili per la riduzione del numero dei cinghiali in Italia ancora non sono stati individuati. E Rivoluzione Ecologista e Animalista auspica primariamente che la comunità scientifica riceva le risorse necessarie per sviluppare dei progetti di ricerca in tale ambito e che le idee e le proposte siano quindi figlie della scienza e della razionalità e non delle emozioni diffuse o peggio ancora degli interessi economici delle varie lobbies. Siamo convinti che interrompere intanto i ripopolamenti di migliaia di capi (spesso anche di tipo non autoctono) che nelle zone di caccia al cinghiale vengono ancora inspiegabilmente effettuati dovrebbe essere la prima iniziativa concreta possibile da attivare su scala nazionale. È stato inoltre approvato di recente un finanziamento di 500 mila euro per tentare una azione di sterilizzazione diffusa dei cinghiali. A tal proposito non si capisce come mai questi fondi non siano stati destinati esclusivamente alla fornitura di mezzi e strumenti ai Carabinieri Forestali i cui compiti comprendono anche il controllo della fauna selvatica e che sono già pagati (e professionalmente preparati) per tale attività”.
Così, in una nota, il segretario nazionale del partito Rivoluzione Ecologista Animalista, Gabriella Caramanica.