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A quasi cinque mesi dalla sentenza della Corte Costituzionale, la numero 189 del 7 ottobre 2021 – che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, a far data dal 29 aprile 2006, dell’art. 6, comma 2, lettere b) e c), quest’ultima limitatamente al riferimento alla lettera b), della legge della Regione Lazio 9 luglio 1998, n. 27 (Disciplina regionale della gestione dei rifiuti) – in materia di autodemolizione, la Regione Lazio sembra non avere idea di cosa fare, anzi a tutela di un servizio di fondamentale rilievo esercitato da privati l’amministrazione del presidente Zingaretti sembra quasi rispondere picche. A quanto apprendiamo, infatti, mancherebbero ancora uffici competenti e risorse preposte alla trafila amministrativa per la riattivazione di autorizzazioni sospese illegittimamente. Da mesi e mesi, dunque, gli autodemolitori non sembrerebbero avere di fatto interlocutori istituzionali e questo lo reputiamo un fatto di una gravità inaudita. Siamo di fronte a un disservizio che potrebbe avere effetti negativi su imprenditori e cittadini. In questo contesto, pertanto, chiediamo al presidente Zingaretti immediata e concreta chiarezza, e alla Regione Lazio cosa intenda fare per risolvere questa empasse. Per questa ragione, preannuncio la presentazione di una interrogazione regionale ad hoc al fine di avere risposte concrete e precise sulla questa preoccupante vicenda”.
Così, in una nota, il consigliere regionale del Lazio e responsabile nazionale “Organizzazione” di Cambiamo con Toti, Adriano Palozzi.