‘Il paradosso mariano’, Cornelio Fabro rilegge Kierkegaard

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‘Il paradosso mariano’, Cornelio Fabro rilegge Kierkegaard

‘Il paradosso mariano’, Cornelio Fabro rilegge Kierkegaard
Presentato il libro della prof.ssa Agata Spampinato nel corso di un seguitissimo webinar organizzato dal Soroptmist International Club di Milazzo. Il dibattito ha offerto un’interessante lettura della figura della Madonna: Maria la “prescelta”
La centralità della figura della Vergine Maria, la sua lettura e interpretazione. Questo il focus di un seguitissimo evento online, con collegamenti da tutta Italia, organizzato il 19 gennaio 2022 dal Soroptimist di Milazzo, un club al femminile che offre supporto alle donne nei diversi ambiti della loro vita sociale, dalla famiglia al lavoro, promuovendo azioni e creando opportunità per migliorarne le condizioni di vita e per fare emergere e attuare le loro potenzialità. Nel corso del webinar, la past president dello stesso Agata Spampinato, ha presentato il proprio libro di recente pubblicazione ‘Il paradosso mariano’, Cornelio Fabro rilegge Kierkegaard.
Introduzione dei lavori e saluti. In apertura dei lavori, la presidente del Soroptimist club di Milazzo Raffaella Catania ha messo in risalto gli aspetti fondamentali dell’opera sottolineando l’importanza della lettura del testo per le donne. Sono seguiti i saluti di Padre Alberto Carrara, professore di Antropologia filosofica e Neuroetica presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” di Roma, e Mons. Cesare Di Pietro, vescovo ausiliario della Diocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela, il quale ha ricordato come il lavoro di Agata Spampinato, affondi le sue radici in una lunga e minuziosa attività di ricerca iniziata sin dalla preparazione della tesi di laurea e proseguita con il Dottorato in Filosofia conseguito presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”, dove collabora con il gruppo di ricerca di Neurobioetica.
“Maria, insieme con Gesù, incarna in sé un paradosso e supera in fede lo stesso Abramo”. All’evento è intervento Carmelo Pandolfi, ordinario di Filosofia Medievale nel Pontificio Ateneo “Regina Apostolorum” di Roma, autore di importanti pubblicazioni su Tommaso, Boezio, von Balthasar e di volumi teoretici.
Pandolfi ha ripercorso l’itinerario filosofico-teologico su cui si basa il saggio di Agata Spampinato. Il testo, ha sottolineato, si muove su due piani tra loro interconnessi: la dialettica della fede del filosofo danese Søren Kierkegaard, in particolare l’attenta analisi della figura della Vergine Maria, e la sua lettura e interpretazione da parte di Cornelio Fabro, padre stimmatino, filosofo, teologo, storico della filosofia e accademico italiano, che in Kierkegaard riconobbe “un maestro di libertà più radicale dello stesso Dottor Angelico”. Quella libertà vera, che non è arbitrio, ma dolce assentire alla verità dell’essere, espresso attraverso un sublime silenzio di accettazione. Il contributo originale dell’autrice a questa duplice analisi filosofica, ha sottolineato Pandolfi, va individuato nella messa a fuoco del concetto che Maria, insieme con Gesù, incarna in sé un paradosso e supera in fede lo stesso Abramo, padre dei credenti, primo patriarca del popolo ebraico considerato da Kierkegaard “il cavaliere della fede”. Infatti, mentre Abramo rischiò il figlio Isacco, cioè una metà di sé, Maria con il suo Fiat voluntas Dei, mise a rischio la sua vita e quella del Figlio. Secondo la chiave di lettura di Agata Spampinato, «Maria è paradosso e scandalo, perché è vergine e al tempo stesso madre, così come Gesù Cristo è paradosso e scandalo perché è uomo e al tempo stesso Dio, l’Eterno che entra nel tempo in carne umana». Il paradosso di Cristo sta anche nel fatto che Egli è un «Dio che si rivolge ai peccatori prima che ai giusti e che gioisce di un peccatore convertito più che di novantanove giusti». Una logica, questa, che «per la mediocre ragione umana si pone come logica dell’assurdo». Allo stesso modo Maria, nella lettura kierkegaardiana non finisce mai di ringraziare Dio per la grazia che le ha fatto di essere madre di Gesù, anche se questo le costa come conseguenza l’essere schivata dalle altre ragazze e tenuta per una donna leggera, oltre a dover subire la più grande sofferenza per una madre che è quella di vedere uccidere il proprio figlio. Su questi aspetti dell’opera si è soffermata anche Marianna Gensabella, già professore ordinario di Filosofia morale presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università degli Studi di Messina.
Secondo Kierkegaard, l’intera esistenza di Maria di Nazareth è paradosso e scandalo. A conclusione dell’evento l’autrice Agata Spampinato ha ringraziato i relatori e i partecipanti e ha letto alcuni brevi passi del libro che ne sintetizzano il tema di fondo, di cui riportiamo uno dei più significativi: «Maria è la prescelta, ma al tempo stesso vive la dimensione dello scandalo e del paradosso; la madre di Dio, infatti, proclamandosi “ancella del Signore”, non cerca l’ammirazione effimera del contesto circostante, ma, attraverso il paradosso e le sofferenze, risale ad una dimensione che supera anche quella dell’eroe. Nell’intuizione fabriana, secondo Kierkegaard, l’intera esistenza di Maria di Nazareth è quindi paradosso e scandalo, così come lo sarà quella del Figlio Gesù”.

Biografia dell’autrice. Agata Spampinato è laureata in filosofia e dottoressa in filosofia, madre di famiglia, past president Soroptimist di Milazzo, è insegnante di Religione nella Scuola superiore statale a Catroreale e Barcellona Pozzo di Gotto, Messina. Ha conseguito il Dottorato in Filosofia presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”, dove collabora con il gruppo di ricerca di Neurobioetica