Romana, sposata, mamma, dottoressa in Economia e Commercio, vive da sempre nel II Municipio. La sua passione per la politica territoriale la accompagna sin dai tempi del Liceo. Conosciamo Chiara Togliani, ecco le domande e le risposte che abbiamo raccolto per voi:

La viabilità a Roma e in particolare nel II municipio è un problema che i romani conoscono bene, quali sono i progetti che intendete portare avanti con FdI?

«È vero; Roma è una città complessa sotto tanti punti di vista, e sicuramente la viabilità è una delle maggiori criticità, considerando pure che abbiamo molti pendolari che oggi preferiscono l’uso del mezzo privato per recarsi al proprio posto di lavoro.

Posto che non si ha la bacchetta magica per una risoluzione immediata e valevole per tutte le parti della città, credo che un grande aiuto possa essere, anche e soprattutto nel II Municipio, l’apertura dei parcheggi pubblici. Ce ne sono ad esempio due nel quartiere, quello di piazza Annibaliano e quello di via Chiana, che, oltre a essere molto grandi, risolverebbero sicuramente parte delle problematiche relative ai parcheggi, offrendo anche, come nel caso di quello di piazza Annibaliano, l’ulteriore vantaggio di essere punto di scambio presso una delle stazioni metro più trafficate di questo quadrante. Il problema è che entrambi sono chiusi da tanto tempo e che necessitano di iter amministrativi lunghi per renderli agibili; iter che, però, sembrano ancor più lunghi e tortuosi sotto questa amministrazione capitolina e municipale.

Al di là della notoria necessità, per l’intera città, di aumentare il trasporto pubblico su gomma e rotaia, sicuramente la riapertura delle fermate metro chiuse da troppo tempo, causa manutenzioni non effettuate, e il mantenimento in buono stato di quelle aperte – ma che tuttavia presentano troppe criticità al primo acquazzone – potrebbe essere di grande aiuto per incentivare i cittadini a utilizzare questo mezzo pubblico anziché le proprie automobili.

Infine, penso che l’istituzione di ciclabili senza aver prima ben ponderato la loro locazione, sicurezza e viabilità all’interno di un sistema stradario non può che aver nuociuto ulteriormente al traffico del Municipio; sono favorevole alle ciclabili, ma non se create senza condividerne prima il progetto con cittadini e commercianti (che magari ce l’hanno davanti alle loro saracinesche), e non senza aver messo in sicurezza, in primis per i ciclisti e poi anche per noi automobilisti non avvezzi a questo tipo di circolazione, le strade che le vedono protagoniste.

Infine, la circolazione non regolamentata né prevedibile dei monopattini elettrici (che a parer mio dovrebbero essere equiparati ai motoveicoli quanto a obblighi) non può che generare ulteriore caos e incidenti in una città e in un Municipio così vivo come il nostro, come del resto recentemente abbiamo dovuto, purtroppo, tristemente appurare.»

Più volte vi abbiamo sentito parlare del tema legato alle mamme lavoratriciquali sono le iniziative e i supporti alle famiglie presenti nel vostro programma?

«Come FdI siamo stati sempre un partito attento alle famiglie e alle donne che, indiscutibilmente, le portano avanti. Io, come mamma e come lavoratrice, oltre che come membro del partito, naturalmente, non posso non essere particolarmente sensibile a questo tema.

Le statistiche sui licenziamenti durante e subito dopo la parte più emergenziale della pandemia hanno infatti evidenziato come a pagarne maggiormente le spese, in termini di sacrifici gestionali ma anche di posti di lavoro, siano state le donne, che, se mamme, si sono ritrovate in situazioni davvero molto critiche. Penso dunque che un valido aiuto per le mamme lavoratrici sia assolutamente necessario, concretizzabile, ad esempio, nella proposizione di attività pre e post scuola e di attività extrascolastiche pubbliche, accessibili economicamente a tutti, garantite e funzionanti anche durante le chiusure scolastiche (ad esempio le vacanze di Natale o di Pasqua sono molto lunghe, così come durante le votazioni elettorali non dimentichiamoci che gli istituti che sono seggio chiudono mediamente 3 giorni). Nel nostro Municipio abbiamo tantissimi teatri, cinema e spazi all’aperto che potrebbero ben essere utilizzati, a seconda della stagione, in occasioni del genere, così come potrebbero essere luoghi idonei per la realizzazione di progetti culturali, civici, scientifici ed extrascolastici atti all’educazione a 360° dei nostri bambini e ragazzi.»

Le aree verdi del II Municipio versano in una situazione di degrado. Come pensate di risolvere la situazione?

«Piantumare nuovi alberi e mantenere il verde anche coinvolgendo privati e associazioni (ce ne sono molte, e di attive, nel quartiere) è cosa che già noi cittadini stiamo facendo e che ci siamo, purtroppo, trovati costretti a fare laddove il Comune e il Municipio non hanno altrimenti provveduto. Ripristinare i cestini nei parchi (scelta scellerata dati i risultati ben visibili sotto gli occhi di tutti) e avviare un sistema di “baratto amministrativo” tra i privati che si prendono cura degli spazi verdi e l’Amministrazione Capitolina penso possa essere la chiave di volta per aumentare il senso civico collettivo e risollevare le sorti di molte zone verdi sostanzialmente abbandonate a se stesse o male gestite (e nel nostro  Municipio vantiamo di ben 66 aree verdi, con una superficie di circa 5000 mq!).»

Numerosi cittadini fanno notare l’assenza o l’impossibilità all’utilizzo di strutture adatte a fare sport all’aperto. Nel vostro programma elettorale abbiamo sentito che questo è un tema abbracciato anche da voi di FdI, in che modo?

«Nel nostro Municipio ci sono strutture nuove mai aperte – come la palestra del Campo Artiglio di via Boemondo -, da completare – quella di via Como -, o addirittura storicamente chiuse – è il caso dello Stadio Flaminio -; ripristinare, completare e riaprire quanto già esistente sarebbe sicuramente un buon punto di partenza. Inoltre, occorrerebbero più attrezzature nelle ville per fare sport, naturalmente ben ideate e mantenute (dal basket al calcio alle piste di atletica ai percorsi per il fitness), così come dovrebbe essere prioritario l’organizzazione, anche con privati, di corsi per le varie fasce d’età, al fine di permettere un’educazione sportiva per tutto l’anno a chiunque volesse usufruire delle attrezzature o dei corsi a disposizione.»

E per i meno giovani?

«L’educazione fisica e sportiva non dovrebbe essere appannaggio dei più giovani; agevolare anche chi è più in là con l’età nell’approccio a pratiche sportive dovrebbe essere interesse della comunità. Con questo intendo che l’organizzazione di corsi all’aperto di ginnastica anche per i meno giovani, ad esempio, potrebbe essere, oltre che un momento di socialità per persone a volte anche sole, anche uno sprone per mantenersi in salute e attivi. Parallelamente, la salute fisica dovrebbe essere accompagnata dalla salute mentale; in un mondo che va così veloce e che si tecnicizza e tecnologizza così velocemente, permettere anche ai meno giovani, attraverso corsi ad hoc, di essere per lo meno in grado di usufruire dei principali strumenti di comunicazione moderni potrebbe essere molto utile. Basti pensare che ormai per qualsiasi attività con l’Amministrazione Pubblica occorre lo SPID e che molti non sanno come poterlo ottenere, oltre che utilizzare!

Rendere cittadini attivi anche chi è ormai fuori dal mondo lavorativo è una risorsa su cui secondo me dobbiamo puntare (tramite l’istituzione di diversi corsi, da quello di giardinaggio per mantenere il parco pulito a quello di Primo Soccorso) e sostenere; la famiglia, e i meno giovani, devono essere al centro dell’interesse della collettività, non solo come destinatari di forme assistenziali ma anche come detentori di un bagaglio d’esperienze e civico di cui fare tesoro.»

Un altro punto molto importante della vostra campagna elettorale è quello inerente gli animali domestici. Come intendete intervenire sul problema delle aree cani presenti sul territorio che si trovano in uno stato di completo abbandono e come vorreste rispondere all’annoso problema dei padroni incivili che non raccolgono i bisogni dei propri amici a quattro zampe?

«Gli incivili andrebbero puniti severamente, perché sporcano e male trattano ciò che è bene di tutti.

Posto che i controlli andrebbero intensificati e che le regole dovrebbero essere rispettate, è però vero che, a differenza che all’estero, il Comune non fornisce alcune cose essenziali affinché anche il più distratto dei padroni possa non trasgredire la legge. Mi riferisco, ad esempio, ai distributori dei sacchetti per le deiezioni, che, se posti in tutte le aree cani, forse (e dico forse perché c’è sempre l’elemento di civilità del padrone), potrebbero evitare ai passanti spiacevoli pestaggi.

Nel nostro Municipio abbiamo un’area cani che secondo me ben rappresenta come andrebbero gestite queste zone; mi riferisco a quella di villa Narducci, dove, grazie alla cogestione tra un’associazione di cittadini e Comune, l’area risulta pulita, controllata e ben mantenuta.»

Veniamo infine alla valorizzazione del II Municipio, ci sono progetti che intendono conferire più importanza ad alcuni luoghi storici del territorio?

«È innegabile che il nostro sia uno dei più bei Municipi della città e che sia ricco di luoghi storici, culturali e di prestigio che dovremmo valorizzare e tutelare. Ciò che è successo, ad esempio, a via Ticino nel 2017, è una cosa gravissima, che non dovremmo assolutamente permettere nuovamente; la tutela del patrimonio architettonico esistente deve andare di pari passo con il recupero di edifici storici, come è accaduto ad esempio con Villa Paolina, e devono essere entrambi elementi fondamentali di condotta della dirigenza municipale.

Riqualificare le aree degradate che, ahimè, purtroppo vi sono anche nel nostro Municipio e che stanno pericolosamente aumentando (da una parte di San Lorenzo fino alla stazione Nomentana, dalle Mura Aureliane alla stazione Tiburtina) trovo sia essenziale, sia per un discorso di decoro pubblico, sia e soprattutto per un discorso di sicurezza di noi cittadini.

I progetti che abbiamo come FdI sono tanti, ma nessuno di essi è finalizzato a valorizzare solo una parte di questo nostro Municipio così grande, bensì l’obiettivo è migliorare l’intero suo territorio, anche e soprattutto ascoltando le esigenze, le proposte e le necessità di chi lo abita, lo vive e lo vuole potenziare e perfezionare.

Dal canto mio, vorrei poter valorizzare di più i teatri, le compagnie del territorio e tutti gli operatori culturali (tra i maggiori sofferenti di questo periodo pandemico), coinvolgendoli in progetti di riqualificazione e riconversione di nuovi luoghi di cultura, con cui, spero, attraverso tutti i loro talenti (danza, teatro, musica, arti figurative, etc) si possano creare nuovi centri aggregativi e artistici sul territorio municipale.»

Francesco Vullo