“Abbiamo un fiume leggendario nella Capitale d’Italia, che è parte della storia della nostra città, e che continua ad essere bistrattato per incapacità di trovare soluzioni adeguate a renderlo una risorsa reale. Basta scaricabarili e rimpalli di competenze: quello sul Tevere è un discorso che va affrontato seriamente. Per i romani, per Roma e la sua economia”. A dirlo Maria Beatrice Romani, candidata della Lega al consiglio comunale di Roma,   commentando le ultime notizie sulla morìa di pesci nel Tevere.
“Servono alla svelta azioni in grado di valorizzare le peculiarità del fiume di Roma – prosegue Romani – anche rilanciando, ad esempio, il progetto del Museo del Tevere presentato dai 5 circoli remieri della Capitale, da sempre presidi del “Biondo”. Uno spazio capace di valorizzare la storia del nostro fiume, pure attraverso le nuove tecnologie, e di attrarre il mondo della scuola, dell’università, della cultura, dello sport. Ma occorre anche altro. E’ necessario ripartire da un punto fermo: programmare, in primis, un’azione di bonifica di dettaglio, con l’ausilio di esperti, in grado di scoraggiare sversamenti illegali di materiali di risulta, ingombranti ed altro, eliminando le discariche abusive che attanagliano il fiume. Ed investire concretamente sulla sicurezza del Tevere”. “Una soluzione – evidenzia la candidata del partito di Salvini – potrebbe essere l’impiego di sistemi di droni e sensori IoT (Internet of Things) in grado di consentire la costruzione di modelli digitali al fine di valutare la situazione dei luoghi, l’impatto delle attività illegali, l’aggressione della vegetazione infestante, la presenza di agenti inquinanti nell’aria”. “Per il Tevere – conclude Romani – ciò che serve è volontà di agire, per invertire la rotta in tema di produttività e turismo, specialmente nel momento delicato che stiamo vivendo”. Info contatto media 3387363191