La presidente del VII Municipio di Roma Monica Lozzi, passata dal M5S a Italexit con Paragone, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente su Radio Cusano Campus.

Riguardo alla sua candidatura alle prossime elezioni comunali. “In tanti mi hanno detto chi me l’ha fatto fare, soprattutto mio marito –ha affermato Lozzi-. Per me è difficile, ma non impossibile governare Roma. Se chi viene eletto si concentra sulla città ed ha una visione di città da portare avanti, soprattutto dal punto di vista di organizzazione burocratica, si possono fare dei passi in avanti importanti ed evidenti anche se ci vuole tempo. Quando ho visto che nel M5S contavano più i nomi che i programmi, con la mia squadra abbiamo deciso di affrontare questa sfida da soli portando avanti il nostro modo di fare politica”.

Sull’uscita dal M5S. “Io, prima di lasciare il M5S, siccome la priorità è sempre il governo del municipio, ho parlato sia con la mia giunta che con i consiglieri di maggioranza che hanno scelto di rimanere nel M5S, ma di continuare sostenere l’attuale giunta del municipio sulla base di un accordo programmatico. Ho deciso di lasciare il M5S perché da mesi cercavo di confrontarmi con i vertici, avevo pagato con Crimi per capire se c’era la voglia da parte del nazionale di coinvolgere Roma in un percorso verso le elezioni del 2021, per valutare questi anni di giunta e un programma. Alla fine questo non è accaduto, si è usciti con un endorsement alla sindaca, nessuno si è preoccupato di sentire i presidenti di municipio. Poi è venuto fuori l’apparentamento con i partiti, a prescindere da un accordo programmatico e quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A Roma correrò con una lista civica, perché Italexit è incentrata prevalentemente sull’uscita dall’UE, mentre per Roma serve una lista civica, tenendo fuori gli scontri che di solito avvengono all’interno dei partiti che utilizzano Roma come campo di battaglia. Parecchi big del M5S mi hanno scritto dei messaggi, dicendosi dispiaciuti per la mia decisione. Morra mi ha chiamato ed è stata una chiamata per me importante. Raggi? I rapporti con la sindaca al momento sono istituzionali, non ci sono rapporti personali. In ambito lavorativo ognuno rispetta il lavoro dell’altro. Ho sempre cercato di collaborare con il Campidoglio, ma quando ho visto una chiusura nei confronti dei territori ed un voler andare avanti per conto proprio, si sono rotti i rapporti lavorativi, non ho nulla contro la sindaca come persona. Ora nel M5s si è perso il senso iniziale, che era quello della democrazia partecipata e del confronto”.