paolacci lupa frascati

paolacci lupa frascatiProbabilmente la serie D della Lupa Frascati avrebbe evitato volentieri la sosta che il calendario ha imposto per la concomitanza
con la “Viareggio Cup”. D’altronde la squadra di mister Attilio Gregori (ancora imbattuto da quando è subentrato sulla panchina frascatana) è in un ottimo momento di forma come testimonia la serie positiva (aperta) di tre vittorie e tre pareggi. L’ultimo successo
(1-0 in casa contro il San Basilio Palestrina con rete decisiva di Pippi) ha permesso ai giallorossi di accorciare le distanze dalla
capolista Torres, ora lontana sette punti. «Ci crediamo eccome – dice il 28enne difensore Marco Paolacci – anche se sappiamo che non
possiamo commettere passi falsi, dovendo inseguire». L’ultima vittoria, comunque, è servita ad aumentare l’autostima del gruppo frascatano. «Abbiamo vinto una gara difficile – sostiene Paolacci – perchè, nonostante l’ultimo k.o. da cui proveniva, il San Basilio era
tra le squadre più in forma del campionato. Noi, però, abbiamo fatto una gara attenta e grazie al successo di domenica scorsa abbiamo
approfittato in pieno dei rallentamenti di Torres e Sarnese, le prime due della classe». La Lupa e Paolacci sono già concentrati sulla sfida di domenica 17 febbraio sul campo del Budoni, reduce proprio dal pari esterno con la Sarnese. «Sono una squadra giovane – sottolinea
Paolacci -, ma con un grande carattere. All’andata vincevamo 2-0 e ci hanno ripreso, tra l’altro hanno diversi elementi offensivi
interessanti e dovremo stare attenti». Paolacci, che l’anno scorso indossava la maglia del Marino, è diventato in poco tempo la “colonna
portante” della difesa della Lupa sorprendendo tutti nella fase iniziale del campionato anche per l’incisività nell’area di rigore avversaria. «Ho segnato sei gol e probabilmente mi ero abituato bene – sorride il difensore -. Ho notato che ultimamente le marcature sono
più strette, ma domenica scorsa ho sfiorato la segnatura. Comunque il gol non mi manca: se viene bene, ma l’importante è che segni la Lupa».