paro imparo

paro imparoPresentato in Campidoglio, dal vicesindaco Sveva Belviso, il pacchetto di iniziative per prevenire le situazioni di illegalità e disagio minorile nella Capitale. Laboratori di fotografia, musica e danza, attività pomeridiane nelle scuole, rubriche on line su temi di interesse per i giovani, sportelli di ascolto via web e un’unità di strada per intercettare e aiutare ragazzi in difficoltà. Sono alcune delle attività dei progetti che Roma Capitale, in collaborazione con il Centro Italiano di Solidarietà Don Mario Picchi (CeIS) e l’Istituto di Ortofonologia (IdO), porterà nei prossimi giorni in circa 50 scuole romane. Pari e Impàri e Prevenzione del disagio e dei comportamenti a rischio devianza sono i nomi dei progetti, realizzati rispettivamente da Ceis e IdO, che vedranno il coinvolgimento di scuole e studenti che si trovano in quartieri difficili o in zone dove maggiore è il rischio di disagio tra i giovani (Municipi IV, V, VIII, XII, XIII, XV). Medici, psicologi, psicoterapeuti, sessuologi, educatori e operatori sociali svolgeranno attività di prevenzione non solo all’interno degli istituti scolastici e sul territorio, ma anche attraverso il web. Nelle scuole sarà applicata la peer education, una delle strategie più efficaci rivolte alla fascia adolescenziale e giovanile, che prevede siano gli studenti a diventare formatori dei loro compagni di scuola e attori delle iniziative finalizzate alla prevenzione della delinquenza giovanile. Verrà consegnato un questionario esplorativo, per conoscere cosa pensano gli studenti dei comportamenti a rischio diffusi tra i loro coetanei, delle loro abitudini, della situazione scolastica, e il ruolo che attribuiscono alla scuola, agli insegnanti e alla famiglia. Riguardo le azioni sul territorio, i luoghi più frequentati dai ragazzi saranno monitorati da un’unità mobile con operatori del CeIS, che fungerà anche da centro d’ascolto itinerante per i giovani e le loro famiglie. Prevista, inoltre, la creazione di una rete tra la scuola e l’ambiente circostante – che va dalla Asl ai Sert, dalle associazioni cattoliche ai centri sportivi e culturali. Gli interventi sul web prevedono invece: sportelli di ascolto, concorsi on line a premi, rubriche on line su diverse tematiche d’interesse giovanile. In particolare, attraverso il portale Diregiovani.it, si potranno realizzare i progetti ideati in ambito scolastico ed extrascolastico; inviare slogan, disegni e foto sul tema della violenza, dei comportamenti a rischio e degli stili di vita consapevoli; consultare materiale informativi e formativi (relativi all’educazione sessuale, alle problematiche legate alle dipendenze da sostanze come le droghe e l’alcool, agli stili di vita consapevoli). “Vogliamo rendere i nostri ragazzi protagonisti del loro futuro – ha commentato Sveva Belviso – e per fare questo è necessario agire innanzitutto in quei quartieri difficili, dove il rischio che gli adolescenti adottino comportamenti devianti è più alto. In questo contesto il ruolo della scuola e del territorio di riferimento è fondamentale, perché attraverso un intervento strutturato e integrato è possibile creare una rete di supporto che dia ai nostri ragazzi gli strumenti necessari per non cadere in fenomeni di illegalità. E questo percorso deve prevedere due strade parallele: la valorizzazione della scuola come luogo di crescita e di educazione innanzitutto civica e, allo stesso tempo, la formazione dei ragazzi affinché diventino loro stessi ‘testimonial’ di comportamenti sani con i propri coetanei e compagni”.