L’Europa dei banchieri bastona pure i bambini. La democrazia è in tilt. Torniamo alla politica vera!

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L’Europa dei banchieri bastona pure i bambini. La democrazia è in tilt. Torniamo alla politica vera!

di Daniele Priori

Il 14 dicembre 2010, il 15 ottobre 2011, 14 novembre 2012.
Tre giorni che segnano un punto di non ritorno per l’Europa dei banchieri.
Siamo al corto circuito. La crisi divora ogni spiraglio di speranza. La speculazione si ferma solo se loro stessi, i banchieri, la
vogliono fermare. Lo spread e non il lavoro è diventato l’indicatore del benessere.                                                                      Ci hanno fatto credere a questa barzelletta per troppo tempo. Ora che la gente, in tutta Europa, non solo in Grecia, non solo in Spagna, non solo nella nostra Italia ma un po’ ovunque si è stancata di queste frasi fatte, di questi numeri finti, e vuole tornare a vivere una vita vera, fatta di lavoro e soddisfazioni, ambizioni, gioie e dolori, politica vera, piazze, manifestazioni, sangue e merda, come diceva qualcuno, loro, i governi dell’Europa dei banchieri, colpiscono a suon di manganelli. E fanno scorrere il sangue vero, quello delle teste rotte, anche dei ragazzini di tredici anni e delle adolescenti. Senza pietà.
Per chi non se ne fosse accorto siamo al corto circuito della democrazia. Forse è ora di fare davvero qualcosa. Che se ne accorgano i politici, la finiscano di rubare e di litigare e tornino a fare il loro unico dovere: rappresentare i bisogni, le necessità e le volontà del popolo.
 Oggi il popolo è sceso in piazza sfidando i banchieri e il loro rigore. E ha parlato chiaro: che se ne vada a casa questa governance europea. E cominciamo davvero a costruire l’Europa dei diritti di tutti, al posto dei manganelli.