PROTESTE LAZIO

PROTESTE LAZIOChe cosa sta accadendo a questi arbitri? Se ne è parlato tanto in questi giorni ma i fatti di Catania e Firenze gridano davvero vendetta. È certo che noi italiani siamo poco elastici con questa categoria, cerchiamo il pelo nell’uovo, formuliamo accuse di condanna senza appello per fuorigioco millimetrici, ore ed ore di trasmissioni ad analizzare il loro operato. Forse siamo un po’ esagerati, è vero, forse dovremmo lasciarli lavorare più serenamente, è vero, forse dovremmo accettare gli errori che, umanamente, possono capitare, è vero. Vedere però una domenica così ricca di sviste arbitrali come quella scorsa lascia tutti gli amanti del calcio basiti e demoralizzati. Cosa si guardano più a fare le partite se i risultati vengono falsati così? Riassumiamo la vicenda: il Catania passa in vantaggio con un gol regolare, il guardialinee convalida la rete, l’arbitro ci pensa su (dopo le sviscerate proteste della panchina juventina), parla con guardialinee e giudice di porta, sembrano tutti un po’ indecisi sul da farsi. Alla fine il gol viene annullato, a dire che era fuorigioco è stato l’arbitro di porta. Possibile? Dalla sua posizione come fa a vedere un fuorigioco? Perché avere tentennamenti se il guardialinee non ha alzato la bandierina? Solo perché la Juve ha protestato? Sudditanza psicologica o c’è dell’altro? Sappiamo tutti poi com’è finita: la Juve passa 1-0 (con una rete in fuorigioco, sempre dalla stessa parte del campo, quindi con gli stessi interpreti arbitrali). Veniamo a Firenze: Bergonzi non ha di certo dei buoni precedenti con la Lazio, ricordiamo tutti la partita a Udine, con il triplice fischio ingannevole e il 2-0 bianconero. Dal quale poi sono scaturite diverse giornate di stop per Marchetti e per Dias. Può essere sereno un arbitro con dei trascorsi del genere? Evidentemente proprio no, e si è visto, sui primi 5 falli 5 ammonizioni, rigore nettissimo non concesso, gol più che regolare di Mauri annullato, 2 espulsioni che ci potevano forse stare, ma simbolo dell’esasperazione dei giocatori laziali. Non c’è molto da dire, se non che avremmo voluto vedere tutti come sarebbe andata con rigore e gol concessi, forse i biancocelesti sarebbero usciti dal Franchi con ben altro bottino. Piangere e lamentarsi come al solito fa bene, Pradè l’aveva fatto per tutta la settimana, ora fra torti e favoritismi di certo si è riequilibrata la bilancia per la Fiorentina, peccato accada sempre a scapito della Lazio. Anche in casa Roma ci si può lamentare dell’arbitro, per un rigore concesso all’Udinese, che ne ha decretato la vittoria, quanto meno dubbio, tanto per completare l’ottima domenica per la classe arbitrale. Certo è, però, che la Roma mostra una difesa a dir poco imbarazzante, è soprattutto la mentalità che non va, subire una rimonta del genere vuol dire esser fragili, non crederci fino in fondo, non lottare, arrendersi. La mentalità te la passa il tuo allenatore, direi che è il caso di iniziare a dare qualche colpa per i limiti di questa squadra a Zeman. Mercoledì sera turno infrasettimanale: per la Lazio c’è in casa il Torino (senza Hernanes e Ledesma espulsi domenica), mentre i giallorossi saranno ospiti del Parma. Ore 20.45.

Silvia Panizza