di Alessio RANUCCI
Trasporti, Tiso (Accademia Iniziativa Comune): “Su auto elettrica ancora molto da fare”
La transizione verso la mobilità sostenibile rappresenta una svolta epocale, ma l’Italia deve ancora colmare importanti divari strutturali ed economici prima di poter dire di essere davvero pronta. A tracciare il bilancio sulle luci e le ombre del settore è Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca, che in una nota analizza lo stato dell’arte dell’auto elettrica nel nostro Paese.
Pur definendo la mobilità a zero emissioni una delle più grandi trasformazioni del settore dei trasporti degli ultimi decenni, spinta dall’urgenza di contrastare il cambiamento climatico e ridurre i gas serra, Tiso pone un interrogativo cruciale sulla reale reattività del sistema Paese di fronte a questo cambiamento.
Negli ultimi anni, in effetti, il parco auto a batteria ha registrato un’accelerazione significativa. Merito degli incentivi pubblici, della crescente sensibilità ecologica e dei passi da gigante compiuti dalla tecnologia, che oggi mette a disposizione veicoli con autonomie elevate, tempi di ricarica sempre più ridotti e prestazioni del tutto paragonabili, se non superiori, alle tradizionali motorizzazioni a combustione.
Tuttavia, il percorso verso la piena elettrificazione continua a scontrarsi con ostacoli complessi. Il problema principale risiede nella capillare distribuzione delle infrastrutture di ricarica: se nelle grandi metropoli e lungo le arterie autostradali la presenza delle colonnine è in costante crescita, nei piccoli centri e nelle aree rurali la rete rimane fortemente limitata, rendendo complicata la pianificazione dei lunghi viaggi e alimentando l’incertezza negli automobilisti.
A questo freno infrastrutturale si aggiungono fattori di natura economica. Il costo d’acquisto dei veicoli nuovi continua a rappresentare una barriera d’ingresso importante per un’ampia fascia di consumatori, mentre la lentezza con cui si sta sviluppando il mercato dell’usato genera ulteriori dubbi sul valore futuro dei veicoli nel tempo.
In conclusione, la portavoce di Accademia Iniziativa Comune sottolinea come l’avvento dell’elettrico non sia una semplice innovazione tecnologica, ma una vera e propria trasformazione culturale che ridefinisce il modo di muoversi, produrre energia e progettare le città del futuro. La vera sfida per le istituzioni non è dunque decidere se il cambiamento avverrà, bensì farsi trovare pronte per gestirlo in modo efficace, sostenibile e accessibile a tutti.

