Scritto da Alessio RANUCCI
Un progetto di riqualificazione da 23 milioni di euro, finanziato anche dal Pnrr, che restituisce alla città un edificio storico e garantisce spazi moderni ed efficienti alla Corte più grande d’Europa. Intitolata l’aula magna ai magistrati vittime del terrorismo Vittorio Occorsio e Mario Amato
È stata inaugurata la nuova sede della Corte d’Appello di Roma all’interno della storica ex Caserma Luciano Manara, nel quartiere Prati, al termine di un lungo percorso di riqualificazione che ha restituito alla città uno degli edifici simbolo della Capitale.
Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Corte d’Appello Giuseppe Meliadò e numerose autorità civili, militari e istituzionali. Presente anche il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma.
L’intervento di recupero e ammodernamento della struttura rappresenta uno dei più importanti progetti di edilizia giudiziaria realizzati negli ultimi anni e si inserisce nel più ampio programma di investimenti previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
«Ci sono voluti più di cinquant’anni per consegnare questa importante sede alla Corte d’Appello di Roma», ha sottolineato il presidente Giuseppe Meliadò, evidenziando come il nuovo complesso restituisca «dignità e decoro al lavoro dei magistrati e al loro rapporto con la città e con i cittadini».
La Corte d’Appello di Roma, la più grande d’Europa, svolge un ruolo centrale nel sistema giudiziario italiano, garantendo il principio del doppio grado di giudizio attraverso il riesame delle sentenze emesse dai tribunali in materia civile e penale.
Momento particolarmente significativo della giornata è stata l’intitolazione dell’aula magna ai magistrati Vittorio Occorsio e Mario Amato, due servitori dello Stato assassinati dal terrorismo neofascista durante gli anni di piombo. Occorsio fu ucciso il 10 luglio 1976 da un commando di Ordine Nuovo, mentre Amato venne assassinato il 23 giugno 1980 dai Nuclei Armati Rivoluzionari, mentre proseguiva proprio le indagini avviate dal collega.
Nel suo intervento, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha evidenziato il valore simbolico e operativo dell’opera. «Oggi non inauguriamo soltanto una nuova sede giudiziaria, ma consegniamo ai cittadini un’infrastruttura concreta della giustizia, pensata per migliorare efficienza, organizzazione e tempi di risposta», ha dichiarato.
Nordio ha inoltre ricordato come la riqualificazione della Caserma Manara rappresenti un esempio virtuoso di rigenerazione urbana, capace di coniugare il recupero di un edificio storico con l’innovazione tecnologica e la funzionalità degli spazi. Nell’ambito del Pnrr, il Ministero della Giustizia ha avviato circa 60 cantieri in tutta Italia, raggiungendo già oltre 289 mila metri quadrati di edifici giudiziari riqualificati.
Per la nuova sede della Corte d’Appello di Roma sono stati investiti quasi 23 milioni di euro per l’edificio A, di cui 8 milioni provenienti dai fondi del Pnrr, ai quali si aggiungono ulteriori 6,6 milioni di euro destinati all’edificio C.
L’inaugurazione segna così una tappa storica per la giustizia romana e nazionale, offrendo alla più grande Corte d’Appello d’Europa una sede moderna, efficiente e all’altezza delle sfide del presente.

