Albano/ “Basta scuse, la sfiducia a Borelli è stato un atto di responsabilità”

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Albano/ “Basta scuse, la sfiducia a Borelli è stato un atto di responsabilità”

Gli ex consiglieri Laura Faccia, Simonetta Lucci, Umberto Gambucci, Stefania Cavalieri e Matteo Santilli rispondono all’ex sindaco: “Nessun tradimento, solo la fine di una paralisi durata cinque anni. Ora basta con la propaganda e il vittimismo”

A pochi mesi dalla caduta dell’amministrazione, i firmatari della sfiducia tornano a far sentire la propria voce, respingendo al mittente le accuse di aver causato una crisi ingiustificata e ribadendo la natura politica della loro scelta.

“Dopo anni di crisi politica e lunghi mesi di paralisi amministrativa, cinque consiglieri di maggioranza hanno sfiduciato l’ex Sindaco Borelli. Non è stato un capriccio. Non è stato un tradimento. Staccare la spina ad un mandato già scaduto ed in proroga è stato un atto di responsabilità”, si legge nella nota diramata dagli ex esponenti della maggioranza. I firmatari denunciano di essere stati bersaglio di un “vero e proprio linciaggio mediatico, alimentato con argomentazioni artificiose da una macchina del fango messa in azione esclusivamente per nascondere la verità dei fatti”.

Secondo il gruppo, la crisi non è scaturita dal nulla, ma è il risultato di una gestione deficitaria: “Una verità che vedeva un Sindaco incapace di indirizzare l’azione amministrativa ed una maggioranza priva di guida e coordinamento politico, prigioniera di veti incrociati e sfilacciata financo nei rapporti di fiducia personale”. Una diagnosi che, a detta dei consiglieri, sarebbe confermata anche dalla scelta di altre due componenti della ex compagine amministrativa di correre in autonomia, prendendo le distanze dall’ex sindaco.

Gli ex consiglieri non risparmiano critiche alla narrazione elettorale portata avanti da Borelli: “Quando assistiamo alla propaganda elettorale con cui si vorrebbe accreditare una narrazione vittimistica, secondo la quale la sfiducia di ottobre avrebbe bloccato le magnifiche e progressive sorti dell’ex amministrazione, ci viene da sorridere, amaramente. Perché sostenere che in sette mesi si sarebbe fatto ciò che non si è riusciti a fare, ed in alcuni casi neppure a discutere nelle riunioni di maggioranza, in cinque anni, significa prendere in giro, non noi, ma i cittadini di Albano”.

Nel mirino finiscono anche i nuovi progetti presentati in campagna elettorale, bollati come una “cortina fumogena” atta a nascondere il fallimento amministrativo e lo stato di abbandono in cui versa la città. I firmatari ricordano inoltre come ogni tentativo di confronto interno sia stato vanificato: “Per due anni, alle reiterate richieste provenienti dall’opposizione e da parte dell’ex maggioranza, di aprire una discussione franca in Consiglio Comunale sulla crisi in atto, si è risposto con un ‘niet’, pensando di sostituire il confronto politico con una specie di ‘culto della personalità’”.

Infine, la replica sul tema, caldissimo, del termovalorizzatore: “Destano ilarità le accuse di essere noi protagonisti di oscure quanto fantasiose trame. Perché mentre ci si erge a paladini del territorio, l’ex primo cittadino chiama a suo sostegno il principale sponsor politico di Gualtieri e praticamente tutti gli esponenti romani del Partito Democratico che quel progetto hanno ideato e realizzato”.

Il comunicato si chiude con una nota di rottura definitiva: “La sfiducia non è stata la fine di Albano, è stata l’inizio della possibilità di scegliere, e noi scegliamo Albano”.