Due settimane fa ospite in un evento di food e spettacolo nel cuore di Roma, abbiamo appreso che fra tre giorni la attende un nuovo set: è tutto allestito, infatti, per scatti fotografici che la vedono protagonista di un fotoromanzo; si tratta di un lavoro che ha già fatto fin dall’adolescenza, stimolante divertente e simpatico. Stiamo parlando di Martina Menichini, modella, attrice, artista, conduttrice, speaker e doppiatrice appassionata di nuoto sincronizzato e danza orientale, di cui è anche insegnante. Andiamo subito a conoscerla meglio…

Fare l’attrice. Quanto “fa bene” condividere i propri stati d’animo con gli altri? Cosa ti piace di più del tuo mestiere?

Condividere i propri stati d’animo per un attore è essenziale, viviamo per esprimerci. Ovviamente questa è un’arma a doppio taglio perché ci porta ad essere esposti, vulnerabili. Penso però che esprimere e non reprimere faccia bene per poter vivere equilibrati.
A prescindere dal mio mestiere, preferisco mostrare se ho qualcosa che mi turba piuttosto che soffrire in silenzio, o gioire per un risultato finalmente raggiunto.
Il mio mestiere va di pari passo con la mia vita e l’aspetto che più mi piace è che posso essere chiunque ma con le mie emozioni, dare vita ad un personaggio ma con delle caratteristiche solo mie.

Aspirazioni. Hai un personaggio femminile, un’attrice, che rappresenta il tuo modello?

Ce ne sono tante, ma ce ne sono due che ammiro…Maryl Streep e Charliz Theron, due donne straordinarie che non si sono arrese ai giudizi di chi diceva che non avrebbero fatto mai le attrici (attualmente hanno 3 Oscar una e 1 Oscar l’altra ).

Un progetto imminente: la parte più divertente e quella meno (se c’è) di posare per fotoromanzi.

Ho un amore per i fotoromanzi. La mia prima volta a 16 anni ho posato per Cioè e Pops, avventura durata per ben 4 anni. Mi sono davvero molto divertita sia sul set che con le amiche quando leggevamo le storie d’amore di cui ero protagonista. La parte meno divertente era sicuramente stare immobile con la stessa espressione per 5 minuti a scatto, ma a forza di farli ormai ne ero abituata! Ritornare a scattare per i fotoromanzi è oltre ad un tuffo nel passato anche un progetto che mi piace e vorrei che fosse di nuovo continuativo.

Ci racconti la prima volta che sei finita su un fotoromanzo? Era tutto nuovo?

Ho fatto un casting e mi hanno presa, da poco avevo iniziato a posare per qualche rivista, avevo ancora poca esperienza e praticità davanti all’obiettivo. Mi è sicuramente servito per prendere confidenza con il fare foto, lo stare con gli altri professionisti e capire se questo mondo poteva far parte della mia vita. L’esito è stato senz’altro positivo perché oltre al essere attrice e doppiatrice, sono sempre una fotomodella.

Cinema: quali sono i tuoi desideri per il futuro.

Vorrei di nuovo prendere parte ad un film, respirare il set, le attese, l’emozione del Ciak, l’ansia della prima e la soddisfazione di vedere sul grande schermo il lavoro di tutta quanta la troupe. Mi manca davvero!