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“Il presidente della Regione Abruzzo Marsilio pensi a potenziare la sanità, a favorire la riapertura delle scuole e a tutelare come si deve la fauna, piuttosto che autorizzare lasciapassare per i cacciatori in tempi di covid. Il governatore, infatti, nella giornata del 16 marzo, firma una nuova ordinanza, la n. 16/2021, avente per oggetto: “Disposizioni in materia di controllo delle popolazioni di cinghiale, caccia di selezione del cinghiale, vigilanza volontaria e allenamento dei cani nelle aree soggette a limitazione degli spostamenti per l’epidemia da Covid-19”, con la quale di fatto autorizza lo spostamento per svolgere ‘attività venatoria, nonostante le restrizioni in atto su tutto il territorio nazionale per impedire la diffusione del virus. Ci chiediamo se oltre alla caccia, che reputa solo lui di pubblica utilità in spregio alle normative nazionali, le quali specificano la ludicita di tale esercizio, egli abbia messo o pensato di mettere in atto un efficace campagna di sterilizzazione per le popolazioni di cinghiali e se abbia pensato minimamente alla possibilità di introdurre le cosiddette “infrastrutture verdi” per permettere la coabitabiltà tra specie animali ed esseri umani.
Le scuole restano chiuse, ma la caccia al cinghiale viene reputata essenziale.
Sono queste le priorità del governo regionale? La caccia al cinghiale risulta per il nostro Presidente di Regione un’attività essenziale oppure ad essere essenziali sono i voti dei cacciatori?
Dia spiegazioni a famiglie, ad associazioni di categoria e ai poveri animali.
Ci spieghi soprattutto come mai noi regione verde d’Europa e maestri nella gestione dell’orso autoctono, non riusciamo a trovare soluzioni organiche per la gestione del fenomeno e per l’adozione di pratiche più coerenti con la gestione di tutta la fauna, o sono solo i cinghiali a causare problemi?”.
Così, in una nota, il coordinatore regione Abruzzo di Rivoluzione Animalista, Rino Febonio.