Nei suoi piani anche il “mondo” della fantascienza: parliamo di comicità con Alberto Lancellotti

Andiamo qualche mese indietro e precisamente alla scorsa estate. Ricordi a cosa stavi lavorando?

Certamente. Un progetto in cui mi sono davvero divertito! Come di consueto ero l’unico straniero del cast (ricordiamo che in Cina esclusi casi eccezionali, c’e’ un limite per il numero di stranieri, di norma 4/5 che possono essere utilizzati).

Abbiamo sentito di un progetto “comic style” a cui hai preso parte. Ce lo illustri?

Ho recitato la parte di un prete pazzo con poteri inventati.

Si tratta di un film di fantascienza dove ho recitato da coprotagonista e rappresentavo la linea comica (come direbbero in ”Boris”). Il regista mi ha dato carta bianca , si e’ fidato della mia improvvisazione e rivedendomi nelle scene devo dire che sono proprio un …..Fa ridere insomma.

Si trattava di un film o altro? Quali erano le caratteristiche del tuo personaggio?

In un buon 80% dei film cinesi lo straniero e’ il villain, il cattivo. Come nei film americani vediamo spesso il russo fare l’assassino, per i film cinesi prima era il giapponese e poi e’ stato sostituito dallo straniero in generale (per un periodo e’ stato solo l’americano).

Questo per dire che recitare finalmente la parte comica e non cattiva del film e’ stato un “toccasana”. Ero la voce spensierata intorno al protagonista, ero il suo migliore amico, libero da qualsiasi dovere e in cerca di avventure. Docile, innocuo ed in preda alla paura per qualsiasi minimo pericolo, tutto e’ un gioco per lui.

E’ vero che è il tuo lavoro preferito in termini di comicità? Ci spieghi perchè?

Durante le riprese dei film ci sono tante difficolta’ per l’attore che agli occhi del telespettatore non vengono espresse ovviamente. In Cina quelle difficolta’ sono moltiplicate per 10 dal momento che qui si lavora dalle 14 alle 20 ore al giorno senza giorni di riposo per oltre 30giorni e si recita tutto in cinese con un copione ricevuto in cinese da tradurre e capire all’ultimo secondo.

Ecco queste difficolta’ scompaiono quando sul set ci si diverte, quando si da spazio alla vena piu’ bella e creativa dell’attore in questione, la passione e l’amore per questa professione prendono il sopravvento e tutto diventa un gioco.

Per me questo film e’ stato un gioco in cui mi sono espresso liberamente e sono felice di averne fatto parte.