Zoomarine e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana compiono insieme un passo avanti nella ricerca scientifica

Roma, 9 novembre 2020 – Grazie alla proficua collaborazione tra Zoomarine e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana è stato possibile realizzare una rilevante ricerca nell’ambito della medicina rigenerativa, con significativi risultati per il trattamento delle malattie traumatiche e degenerative dei delfini.

Nata nell’ambito del progetto “Cellule Staminali: Nuovi Strumenti in Applicazioni Cliniche”, a cura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana, la ricerca, sviluppatasi grazie alla richiesta di analisi del cordone ombelicale della delfina Maya ad opera di Zoomarine (QUI il video della nascita), e portata avanti dall’Istituto, ha condotto, con risultati postivi, all’isolamento e alla crescita di cellule staminali mesenchimali.

Con risvolti dalle molteplici potenzialità, la ricerca ha in primo luogo evidenziato la capacità replicativa delle cellule staminalimesenchimali, fondamentale nell’ambito della medicina rigenerativa, con specifica applicazione alla cura delle malattie traumatiche e degenerative dei delfini.

In secondo luogo, la ricerca ha aperto le porte ad ulteriori indagini, tra cui l’applicazione delle cellule staminali mesenchimali alla cura dei virus che colpiscono i mammiferi marini.

Di buon auspicio per il futuro, è che le caratteristiche di queste cellule ne rendono possibile la conservazione in biobanche. Una chance per le cure del futuro, di cui l’avvento della medicina rigenerativa è solamente l’inizio.

Ancora una volta, la collaborazione tra Zoomarine e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana si è rivelata di fondamentale importanza – Ha commentato il Dr. Renato Lenzi – Grazie alla richiesta di analisi del cordone ombelicale della delfina Mayanata a Zoomarine nell’ottobre del 2019è stato compiuto un importante passo in avanti nell’ambito della medicina rigenerativa. Zoomarine ha da sempre a cuore il benessere degli animali ospitati nel Parco, per questo abbiamo richiesto l’analisi del cordone ombelicale della nostra ultima nata. Siamo lieti di aver contribuito alla ricerca, che recherà benessere a moltissime specie animali”.

“La nostra collaborazione con Zoomarine rappresenta il dinamico legame dell’Istituto con le realità del territorio. Molti i nostri laboratori impegnati per gli animali del Parco con le attività di diagnostica anatomo patologica, la parassitologia, la virologia, e in continuo rinnovamento anche il supporto nella formazione degli operatori” – Conclude il Direttore Generale Ugo Della Marta – “Con Maya abbiamo applicato la ricerca che conduciamo nell’ambito della medicina rigenerativa, un settore in via di sviluppo dal 2006, risorsa molto importante anche nel settore veterinario”.