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difelicegabriellaevento“Una pagina da scrivere…insieme”. E’ questo il nome del nuovo laboratorio civico presentato ieri, giovedì 23 luglio 2020 a #Marino, da Gabriella De Felice nello splendido contesto all’aperto, inedito per una manifestazione politica, dell’agriturismo “La Fattoria di Valentino”.
Una platea di oltre 400 persone immersa nell’amplissima spianata verde, rispettosa del distanziamento fisico e dell’uso dei dispositivi di protezione individuale, in ossequio alle stringenti norme anti-Covid rispettate alla lettera dagli organizzatori, e un pubblico di oltre 7 mila contatti che hanno seguito la manifestazione on line sulla pagina Facebook del nascente movimento marinese, hanno fatto da cornice di assoluto riguardo al dialogo a 360 gradi su presente, passato e prospettive future della città di Marino.
Trasversale, in tal senso, ma pienamente coerente con il mood dell’evento è stato anche il parterre di politici del territorio presenti: vi erano tra di essi alcuni ex sindaci e amministratori dei Castelli Romani e di Marino, come esponenti cittadini delle principali forze politiche di centrodestra e centrosinistra.
“Ci ho tenuto — ha detto la De Felice – a invitare personalmente anche il sindaco Carlo Colizza che non è riuscito ad essere presente per un altro impegno coincidente”
Non si è trattato quindi – lo hanno ripetuto anche più volte De Felice e il giornalista marinese Daniele Priori, firma de Il Riformista e HuffPost Italia– di un evento elettorale “anche perché a settembre si vota in altre realtà del territorio, non a Marino” hanno sottolineato i due con un sorriso..
“Qui non ci sono personalismi, leaderismi, padrini o padroni” ha sferzato De Felice.
Di famiglia marinese, sposata e madre di due figli, avvocato, un percorso di formazione e di lavoro che l’ha portata spesso anche lontano dalla sua città, riuscendo tuttavia a mantenere a Marino le radici proprio grazie a valori inossidabili come quelli della famiglia, dei rapporti umani pur vissuti, fino ad oggi, nella riservatezza che è uno dei tratti peculiari del carattere di Gabriella, mai impegnata in politica, un passato non recente, risalente alla fine degli anni Novanta, come giovanissima dirigente e segretaria generale vicaria al Comune di Marino.
Quello che, però, interessava lanciare evidentemente con questo evento De Felice era un messaggio ai concittadini: ”Impegnarsi per la propria città è possibile. Arriva un momento nel quale, come è accaduto a me, ci si guarda attorno e si sente viva la necessità di un risveglio, si comincia a ragionare, si cercano gli strumenti per poter fare qualcosa e il primo che mi è venuto in mente è proprio il richiamo alla partecipazione attiva da mettere al servizio della nostra città”.
In questo senso “Una pagina da scrivere” potrà essere uno dei possibili contenitori di questo rinnovato e auspicato attivismo popolare.
“Mi piace pensare a un movimento che nasca dal basso e dall’alto al tempo stesso” ha introdotto, provocando la curiosità dei presenti.
“Dal basso perché nasce nella città, tra le persone ma dall’alto perché nasce con la forza delle idee di tutti e le idee nascono nelle teste delle persone, quindi in alto”.
“Una vera rivoluzione copernicana che guarda, vivaddio, la popolazione come corpo sociale e culturale prima ancora che come elettorato” ha osservato Priori rivolto alla De Felice la quale però ha fatto un’altra sottolineatura importante. Pur volendo distinguersi dati tanti passati succedutisi nell’ultimo mezzo secolo di storia marinese, Gabriella non intende partecipare alla gara di chi punta il dito, cercando i responsabili.
“Le responsabilità della politica sono il più delle volte collettive, quelle personali non devono diventare oggetto del dibattito politico ma hanno altri luoghi deputati ad analizzarle, indagare, giudicarle.
“Se c’è stata o ci sono state più generazioni di politici che, nella nostra Marino, come in Italia, possono aver sbagliato, ci sono da capire le responsabilità e gli errori, spesso strutturali, dell’intero sistema politico” ha aggiunto.
“Serve una responsabilizzazione generale – ha proseguito — non c’è scampo. Altrimenti se non ci si responsabilizza, anche individualmente, si torna al rifugiarci in una antipolitica che, lo abbiamo visto, è abbastanza fine a se stessa perché, da ultimo, di fatto, anche gli antipolitici, diventano a loro volta dei politici…” In questo senso, entrando più nel vivo, De Felice ha detto: “né un individuo e tantomeno una comunità possono considerarsi risolti senza una propria chiara identità”.
Il riferimento cade presto sulla città di Marino. Con un centro storico ridotto a un deserto. “Girando per il corso ci sono la metà delle botteghe chiuse…” E una realtà più viva, ma anche profondamente diversa, quella dei “territori a valle” (#Frattocchie, #SMariadelleMole, #CavadeiSelci) che però “non si è mai riusciti a capire come rendere valorizzata e al tempo stesso, pur nella sensibile differenziazione, parte del medesimo corpo territoriale, amministrativo, sociale e civile che è la città di Marino nella sua unità”.
Elemento collante, secondo Gabriella De Felice che in questi pur difficili primi mesi del 2020, ha provato a portare avanti molti incontri conoscitivi con il mondo associazionistico, i gruppi culturali, le rappresentanze di categoria, sono proprio le associazioni nelle quali “ho conosciuto punte di eccellenza che vanno certamente valorizzate e messe a sistema in quello che dovrà diventare un vero e proprio brand Marino che torni a diventare simbolo esso stesso di identità, riconoscibilità in ambito produttivo, commerciale, nel marketing del territorio e nella sua cornice culturale e sociale”.
La platea apprezza. Nell’immaginario dei presenti, alcuni dei quali chiedono di intervenire, rimane soprattutto l’immagine forte scelta da Gabriella De Felice del “deserto”.
“Però da questo deserto si deve uscire – afferma decisa Gabriella – e sebbene qui non ci sia nessun programma elettorale, sebbene la pagina sia ancora tutta da scrivere insieme ho provato a individuare almeno le prima tre lettere dell’alfabeto da mettere al servizio di una nuova Marino. Un ABC. A come assetto del territorio, quindi la programmazione urbanistica che non può continuare a vivere sul consumo di suolo indiscriminato ma deve fondarsi sulla riqualificazione, su un incremento sostanziale dei servizi alle persone e su un patto non più rimandabile con l’ambiente”. In tal senso De Felice cita come punto di riferimento l’Agenda 2030 approvata dalle Nazioni Unite. Quindi B come buongoverno ovvero un “patto tra cittadini e istituzioni e tra cittadini e cittadini, meglio un patto tra generazioni come proponeva Zaccaria Negroni” e C come cultura, “vero motore della città e della società che alla base ha la scuola”.
In questo senso Gabriella De Felice svela il suo sogno: affiancare al liceo artistico un liceo classico, uno scientifico o anche un buon istituto tecnico. Sarà infatti credere di più nella scuola che aiuterà il territorio e chi lo vive a tornare davvero al centro dello sviluppo e del progresso futuro”.