Lunedì, 06 Aprile 2020

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New York, sette notti dopo l'uragano torna la luce nella zona sud. Aspettando il Big Tuesday

di Donatella Mulvoni da NEW YORK

E’ tornata la luce a casa, dopo cinque giorni di buio totale. Sono rientrata e ho trovato tutte le lampade accese, anche le lucine che di solito si mettono a Natale. In questi giorni post uragano, ci ho provato in tutti i modi a trovare un barlume. Va bene un giorno, due, tre, ma dopo quasi una settimana, l’attesa diventa snervante. Tra vedere e non vedere le batterie alla torcia le ho cambiate comunque, erano scariche, hanno lavorato troppo. Quasi per abitudine o per pessimismo, mi sono addormenta mettendola vicino al cuscino. Sono passate quasi 30 ore e per il momento non mi è più servita.
Si è riaccesa nel mio palazzo, ma anche in quasi tutti gli edifici che si trovano nella parte bassa di Manhattan. Sandy aveva letteralmente diviso l’isola: da una parte il buio, dall’altra la luce. Attraversare la 34esima strada era come oltrepassare un muro, al di la del quale si viveva una vita pressoché normale.
Per cinque giorni downtown Manhattan si è fermata. Blackout: strade buie, case senza corrente, acqua calda, gas, riscaldamento, internet. Chiusa la borsa, le scuole, la metropolitana, i negozi, gli uffici, i cinema. Fermi anche gli autobus e molti programmi televisivi che hanno gli studi da queste parti. Molti tunnel allagati, ponti inagibili a chiudere ogni collegamento con Brooklyn, il Queens e l’isolotto di Roosvelt island. I semafori non funzionavano, guidare era pericoloso, così come uscire per strada senza una torcia. Anche i ripetitori delle linee telefoniche out. Se per un secondo si smetteva di pensare alla scia di morte e di disastri causati dal passaggio dell’uragano Sandy, a New York, come in New Jersey e in altri Stati, c’era quasi da ridere davanti a certe scene surreali. Le regole sono saltate: niente multe per chi parcheggiava in zona vietata, I pochi autobus che viaggiavano non facevano pagare la corsa e i taxi erano costretti a far salire più clienti per velocizzare i tempi. Gli occhi delle autorità rimanevano chiusi anche davanti ai piccoli esercizi commerciali che aprivano al buio per vendere i prodotti senza fare lo scontrino, avendo la cassa spenta. Era curioso vedere la gente entrare e farsi luce con i telefonini per cercare merendine e biscotti o qualche bibita. Il conto era forfetario e scritto a penna su un foglietto.
Per strada i maggiori incidenti si sono rischiati a nord dove tutto funzionava, perché gli autisti ci arrivano senza più considerare i semafori, abituati ormai nelle zone senza elettricità a mercanteggiare precedenze e stop direttamente con le altre vetture. Se da sud risalivi a piedi, in ogni angolo salvato dal blackout c’erano decine di persone con i computer in mano e il naso all’insù a cercare una connessione wifi, altri che “scroccavano “ un po’ di corrente per ricaricare i cellulari negli hotel aperti, nei ristoranti, o anche per strada, sfruttando le prese delle lucine sistemate negli alberi dell’elegante park Avenue. Era tutto semplicemente assurdo. Downtown Era spettrale, fermo. Un ritorno al passato.
In città alla vigilia molti hanno preso sottogamba questa tempesta. Il metro di paragone era quella dell’anno scorso, la famosa Irene, tanto attesa e mai, per fortuna, arrivata. “A Manhattan cosa vuoi che accada”, ci siamo ripetuti di bocca in bocca. Così la gente ha fatto un po’ di spese, comprato acqua e candele, ma più pensando a chi invitare per cena in attesa dell’arrivo di Sandy, che ai reali pericoli. Tutti sapevano che i veri danni sarebbero stati altrove: Brooklyn, Queens, Staten Island, la costa del New Jersey. Anche io che sono fifona di natura ero preoccupata, ma non troppo. Nessun amico è voluto venire a casa, così lunedì pomeriggio con calma ho fatto la spesa (abbondante), e riempito la vasca in caso fosse mancata l’acqua. La mattina sono andata a Battery Park proprio nella punta estrema di Manhattan, da dove si può vedere la statua della Libertà. Tirava già il vento e le onde del fiume battevano forti, il cielo era cupo e la polizia era in ogni angolo per controllare che nessuno si avvicinasse troppo agli argini.
Era evidente da subito che l’uragano questa volta sarebbe arrivato forte e intenso. Il pomeriggio si respirava la tipica aria da film prima di una tempesta. Tutto era silenzioso. Per strada poche persone e poche macchine. Le tv non facevano che parlare di Sandy: “comprate acqua, le medicine necessarie e ricaricate i cellulari”, ripetevano come un mantra. Il presidente Obama ha dichiarato lo stato di emergenza in molte città; Chris Christie, governatore del New Jersey, ha messo il coprifuoco e ordinato l’evacuazione dalle case vicino alla costa, così come ha fatto anche il sindaco di New York, Michael Bloomberg.
I vetri hanno iniziato a tremare verso le sette. Poi il vento si è fatto sempre più forte. L’effetto di come  spostava con ira la pioggia era quasi affascinante. Per paura che le finestre si potessero spaccare, ho messo il nastro isolante sui vetri, copiando il lavoro fatto dagli esercizi commerciali per non far volare i pezzi in caso di rottura. Sui davanzali ho piazzato un po’ di cuscini per attutire il rumore della pioggia battente. A un certo punto tutto si è spento: lampade, tv, internet, la ricezione del cellulare. “Tornerà, tornerà…”, mi ripetevo mentre spostavo il materasso in corridoio, dove non c’erano finestre, per sentirmi più sicura. Dieci minuti, mezz’ora, due ore. Alle dieci stesso rumore incessante del vento e stesso buio. Grazie al telefono fisso, sono riuscita a tenermi in contatto con qualcuno. Chiamavo spesso un mio compaesano, Giovanni Scano. Sapevo che era responsabile del reparto emergenze in alcune zone del New Jersey. In ogni telefonata mi raccontava di allagamenti, alberi caduti, macchine impantanate, cantine di villette piene d’acqua. Ho passato la notte preoccupata, non per me, che ero al sicuro: ma per tutte quelle famiglie evacuate, per chi sapevo che avrebbe perso la casa o la vita. Pensavo ai senzatetto, o a tutte le squadre di soccorsi che correvano da un’emergenza all’altra. L’uragano ci stava facendo male. La maggior parte degli abitanti del mio palazzo li ho conosciuti quella notte, tra lunedì e martedì, mentre Sandy spinta un vento di 120 km/h si impattava con l’alta marea, trasformandosi in una furia distruttrice. Con i vicini ci siamo incontrati per le scale buie e nei marciapiedi coperti da rami e foglie. Tutti con una candela. La New York che corre frenetica è stata costretta a fermarsi e distogliere gli occhi dall’iphone, dall’ipad, dall’ebook. E’ stato un momento social, irripetibile. Tutti avevano tempo: per parlare, aiutarsi, scambiarsi consigli e cibo. Dalla mia finestra vedevo solo buio. Mi sono addormentata fantasticando sulle vite delle famiglie che abitavano nelle case del palazzo di fronte al mio. Nessuno a New York ha le tapparelle, pochi usano le tende. Grazie alla luce fievole delle candele sistemate sui davanzali, si intravedevano squarci di vita: una mamma che dava da mangiare al figlioletto, due anziani seduti a fissare il vuoto con i gomiti sul tavolo, i ragazzi che fumavano rassegnati.
Il giorno dopo identico a quello precedente. Tutti ancora ad aspettare. A poco a poco iniziavano ad arrivare le notizie: una centralina elettrica si era rotta, molte zone di Manhattan erano allagate, ripetitori saltati, tralicci precari. Meglio non stare ad aspettare il ritorno della corrente. Eravamo fuori dal mondo. Era più facile che sapessero in Italia quello che stava accadendo che noi. Era pericoloso uscire di casa, si rischiava di essere colpiti da tronchi o pezzi di cemento. Il silenzio di una vita in standby era spezzato solo dal rumore delle sirene. Da una radiolina a batterie sentivo i giornalisti raccontare cose orribili. Morti, distruzione, disperazione. Sentivo fare il paragone con Katrina, l’uragano che sconvolse New Orleans. Raccontavano di case completamente sradicate, di macchine immerse nell’acqua. Il governatore del New jersey non faceva che ripetere con voce ferma “i danni sono incalcolabili. molti posti sulla costa dove andavo da bambino non ci sono più. They are gone”. Ma cosa vuol dire? Vuol dire che l’acqua ha travolto tutta la costa. Le prime immagini che sono riuscita a vedere dalle tv accese nei bar mentre cercavo informazioni e internet ad uptown, sopra la 34esima strada, erano sconvolgenti.
La ricostruzione sarà lenta, ci sono decine e decine di miliardi di danni. Certe aree saranno completamente ridisegnate. Tra martedì 6 e mercoledì, nella notte dell’Election day che deciderà il prossimo presidente degli Stati Uniti, è attesa tra l’altro una seconda ondata di piogge e vento. Le temperature sono calate improvvisamente. La situazione per le famiglie ancora senza corrente, gas, riscaldamento e cibo sta diventando drammatica. In quelle zone (del New Jersey e di New York) i mezzi pubblici ancora non viaggiano e uscire in macchina è difficile, non si trova più benzina.
A Manhattan a poco a poco invece si sta ritornando alla normalità. La luce c’è dappertutto, la Borsa ha riaperto; le scuole lo faranno lunedì 5. Mercoledì 31 invece molte vie della ricca upper west side hanno comunque festeggiato Halloween, nonostante la parata ufficiale dei mostri fosse stata rimandata. I bambini fremevano, dopo giorni rinchiusi in casa. La maratona invece alla fine non si farà: ovunque ti giri vedi un atleta nervoso, che però continua ad allenarsi. Erano venuti solo per correre. Ma New York è in lutto e le forze dell’ordine sono tutte impegnate nei soccorsi, non potrebbero assicurare il normale svolgimento della manifestazione. Le metropolitane hanno ripreso a funzionare parzialmente. Sono ferme, causa allagamenti ancora a sud. Da sabato ha riniziato a splendere il sole. Da quasi fastidio però. E’ un bagno di luce che stride dannatamente con l’inferno che molte famiglie stanno vivendo da lunedì scorso. Le tv hanno smesso di parlare di loro. Martedì è il gran giorno. C’è da riconfermare o bocciare il primo presidente nero della storia americana.

Henze, domani i funerali del grande compositore. A Marino proclamato il lutto cittadino

Lunedì 5 ottobre prossimo, in occasione dei funerali del Maestro Hans Werner Henze compositore di fama mondiale e Cittadino onorario di Marino, scomparso il 27 ottobre scorso a Dresda in Germania, il sindaco Adriano Palozzi, nella sua volontà di manifestare il cordoglio della comunità marinese, ha proclamato una giornata di «Lutto Cittadino».
Le esequie del grande compositore tedesco, che aveva scelto Marino quale sua residenza in Italia decidendo di vivere nella storica tenuta della Leprara per 46 anni, si terranno presso il Cimitero Monumentale di Marino, dove Henze aveva espresso volontà di riposare, nella sua città di adozione che lo ha con grande gioia e orgoglio ospitato.
Il corteo funebre muoverà dalla tenuta della Leprara, residenza del Maestro, alle ore 14.30 e passerà per le vie principali della città fino ad arrivare al cimitero dove, alle ore 15, si terrà la cerimonia di commemorazione ufficiale alla presenza delle Autorità comunali.
Già mercoledì 31 ottobre scorso, in apertura della seduta di Consiglio precedentemente convocata,  il Sindaco e il presidente del Consiglio Comunale Stefano Cecchi, hanno ricordato la figura del Maestro Henze annunciandone la scomparsa ai consiglieri comunali e invitando l’assemblea ad osservare un minuto di silenzio.
In segno di cordoglio e raccoglimento, le bandiere nella sede Municipale verranno esposte a mezz’asta. Alle ore 12, un minuto di raccoglimento è previsto in tutti gli uffici pubblici e nelle scuole di ogni ordine e grado.
Stessa cosa per gli esercizi commerciali, le imprese e le attività artigianali che dopo aver osservato il minuto di silenzio cittadino alle ore 12, sono invitati a tenere le serrande abbassate dalle ore 13 alle ore 15.30 in concomitanza con la cerimonia funebre.
«Con Hans Werner Henze, la cui scomparsa ha profondamente colpito la nostra comunità – afferma il sindaco Adriano Palozzi – Marino perde il suo cittadino più illustre. La complessa e mai banale opera del Maestro, che lo ha visto partecipare a numerose iniziative culturali con protagonisti giovani musicisti e ragazze delle nostre scuole che hanno messo in scena Pollicino la sua famosa opera per bambini, mancheranno tanto a Marino, all’Italia e al mondo della musica. Che, fortunatamente, continuerà a ricordarlo e celebrarlo ogni giorno come succede solo ai grandi. La Città di Marino, orgogliosa di averlo ospitato per tanti anni, esprime il più profondo cordoglio per la sua scomparsa e lo ricorderà sempre con il grande affetto, la stima, il rispetto e la considerazione dovute ad un personaggio di spicco nel panorama musicale internazionale. Pertanto, nel giorno delle esequie del Maestro, invito personalmente tutta la comunità a volergli tributare l’estremo saluto sia lungo il percorso cittadino del corteo funebre che alla commemorazione ufficiale presso il cimitero».

 

Le Città on air alle 13 su Radio Radio (fm 104.5) Daniele Priori intervista Riccardo Cresci

Oggi alle ore 13 sui 104.5 FM di Radio Radio Riccardo Cresci l'ex golden boy di Sky Meteo 24 torna a parlare nel corso di "Un giorno speciale" talk show radiofonico condotto da Francesco Vergovich e Valeria Colangelo.
Cresci sarà intervistato dal direttore del settimanale "Le Città", Daniele Priori nel corso della rubrica "Le Città on air" dopo l'intervista rilasciata dal conduttore al tabloid romano nell'edizione uscita lo scorso 31 ottobre.   
Tra un omaggio a Enzo Tortora e uno a Corrado, il meteorino più amato di Sky parla di sé e del proprio futuro: "Sole e nuvole sono stati il mio primo amore in tv ma vi prego non chiamatemi meteorino" questo il titolo dell'intervista pubblicata nella rubrica TeLeCittà.
Cresci ha parlato anche della sua esperienza radiofonica a Radio Deejay e ora su Twitter, con il meteo addirittura personalizzato.Un format vincente che non può non far pensare a un conduttore di successo come Fabio Fazio: "Ci ha visto già molto lungo, anche se Che tempo che fa lo reputo un po' troppo fazioso e in effetti il pubblico che lo segue, corre su un determinato filone politico, ma non ne faccio solo una questione politica, Fazio ha ideato questo suo modo un po' buonista di condurre, il finto ragazzo della porta accanto che nel frattempo, ti giri un attimo e ha già tutta la mano dentro il barattolo di marmellata. Ironico e tagliente. Sono stili di presentazione differente, però è un grande comunicatore, sa come arrivare al pubblico, sono sicuro che il suo Festival sarà un ennesimo successo, lì sì che ci sarà spazio per un bel solleone..."
E' possibile ascoltare e vedere Radio Radio in streaming sul sito www.radioradio.it e al canale 96 del digitale terrestre.
Non mancate l'appuntamento delle 13!!! .

A Frascati torna il grande jazz al femminile

linda presgraveDodici anni di “Controcanto – Donne in Jazz”. Parte infatti domenica 4 novembre nelle Scuderie Aldobrandini del Comune di Frascati la nuova edizione della manifestazione di jazz tutta al femminile (o quasi) più famosa dei Castelli Romani. L’appuntamento come al solito è alle 18, con ingresso libero fino ad esaurimento posti, nell’Auditorium cittadino, dove la bravissima e simpatica pianista e compositrice americana Linda Presgrave aprirà la rassegna jazz. Titolo della serata è “New York New York” e con lei sul palco ci saranno Stan Chovnick (sassofono e batteria) e Eufemia Mascolo (contrabbasso). La manifestazione è realizzata dalla Fondazione Adkins Chiti: Donne in Musica in collaborazione con il Comune di Frascati -Assessorato alle Politiche Culturali «Torna una delle più interessanti e seguite rassegne di jazz contemporaneo dei Castelli Romani con sette importanti nuovi appuntamenti al femminile che ci terranno compagnia fino a Natale - dichiara il Sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso -. L’americana Linda Presgrave è una delle più interessanti compositrici e presenterà un concerto di grande intensità musicale dedicato a New Yor, forse la più famosa città americana, dove si incontrano e si miscelano tra loro tutti i tipi di jazz». «L’appuntamento autunnale con Donne in Jazz è diventato uno dei più qualificanti dell’intera programmazione culturale della nostra Città - dichiara L’Assessore alle Politiche Culturali Gianpaolo Senzacqua -; in quell’occasione le Scuderie Aldobrandini richiamano un grande numero di appassionati e cultori del jazz, confermando alla nostra struttura quell’eccellenza che è andata crescendo negli anni» 
La Presgrave, pianista, compositrice e arrangiatrice, è nata a Sant Louis dove ha iniziato la sua carriera. Nel 1998 si è stabilita a New York e lì nel 2000, ha inciso per la Metropolitan “In your eyes”. “The Linda Presgrave Quartet – LIVE”, e “The Journey”. Suona con l’Astoria Big Band e ha partecipato al Kennedy Center di Washington D.C, per il “Mary Lou Williams Jazz Festival”. Nel Dicembre del 2003, ha debuttato in Europa ricevendo un largo consenso al “ControCanto: Donne in Musica” di Frascati ed è tornata nel 2004. Nel 2005 è stata invitata dalla Fondazione per il World Forum on Music a Los Angeles.
Stan Chovnick. Nato a New York, ha studiato tromba con Roy Stevens e John Darth e successivamente, è passato al sax soprano influenzato dalla musica di John Coltrane. Ha fatto parte della cosiddetta “Jazz family” al “Brooklin Conservatory of Music”. E’ il presidente della casa discografica Metropolitan Records responsabile della produzione di molti CD di grandissimo successo come “Above & Beyond” di Freddie Hubbard, “Soul of Angel” di Billy Harper, e di un CD inciso in onore di Rahsaan Roland Kirk intitolato “Haunted Melodies”.
Eufemia Mascolo, suonatrice di double-bass e sitar, diplomata presso il Conservatorio di Matera, completa la sua formazione con Ermanno Calzolari, Franco Petracchi ed Hugo Aisemberg. Con l’ensemble Jani’ ha realizzato la sonorizzazione del film muto La terre di Dovjinko nell’ambito del festival cinematografico IMAGES ’04 (Vevey).Comecompositrice ha realizzato musiche per teatro e documentari.
Donne in Musica - membro del Consiglio Internazionale per la Musica dell'Unesco e del Consiglio Europeo per la Musica - è nata nel 1978 per rendere visibile e palese il ruolo delle donne come creatrici e compositrici di musica: oggi la Fondazione coordina una rete mondiale di oltre 27mila compositrici, didatte, musicologhe e musiciste in 108 paesi. Fino al 2014 la Fondazione, è impegnata nel progetto triennale WIMUST (Women in Music Uniting Strategies for Talent) che tende ad ottenere l'assunzione, in ogni Paese, della "Risoluzione del Parlamento Europeo del 10 marzo 2009” che auspica la piena parità di trattamento ed accesso tra uomini e donne nel mondo dello spettacolo e della cultura".

Halloween 2012: Per la notte delle streghe si spende dai 25 € ai 70 €

halloweenIl 31 ottobre  è ormai una data segnata sul calendario degli italiani, soprattutto per giovani e bambini. I negozi provvedono ad allestire le vetrine a tema e le  zucche, chiamate "Jack-o'-lantern"  per le originidall'omonima leggenda irlandese, sono il simbolo tipico di questa ricorrenza e in questo periodo dell’anno se ne  trovano di tutti i tipi: illuminate, porta candele, a secchiello per contenere i dolcetti. Il tutto dai 3,50 € ai 7 €. Ma per i consumatori questa festa porta con sé una spesa che,  se non operata oculatamente, potrebbe essere consistente per le finanze. Tra le spese rientrano:  abiti,  accessori, dolcetti e per i più fortunati anche le feste organizzate. I più piccoli abbandonano gli abiti carnevaleschi da principesse ed eroi per lasciare spazio a streghe, fantasmi , scheletri e zombi. L’Osservatorio Codici ha monitorato i costi degli abiti e degli accessori per Halloween proposti dai grandi centri commerciali. Partiamo dai costumi: i costi partono da circa 10 € ai 22 € .Anche gli accessori hanno il loro peso: cappelli da strega, mantelli, maschere, ali e cerchietto da pipistrello e da diavoletto. E poi ancora forconi , falce, dentiere in lattice, unghie e set trucco ecc. Infatti, per gli accessori si spende a partire dai 3 € circa sino ai 20 € circa. Ad esempio per l’abito da piccola diavoletta, forcone, set trucco e cerchietto corna si può arrivare a spendere dai  25 ai 30 €  ! Si tratta di prezzi modici rispetto a quelli proposti da punti vendita privati dove solo il costo dell’abito oscilla dai 25 € ai 30 € al quale va aggiunto il costo degli eventuali accessori per un totale di circa 40 €. Ma questa festa ha attratto anche gli adulti , i quali si dimenano su Internet per la ricerca del vestito perfetto: si può arrivare a spendere in media 70 € o poco più considerando che gli abiti partono da circa 30 € per arrivare ai 60 € esclusi gli accessori. E sono proprio i giovani a prepararsi per trascorrere la notte tra balli e musiche, infatti sempre più locali e discoteche organizzano una serata ad hoc. I prezzi? Si parte da un minimo di 20€! E poi come potrebbe mancare la parte ‘ dolce’di questa festa? Già, perché é boom di vendita di caramelle e cioccolatini. Per caramelle e cioccolatini di media qualità si spende circa 10 € . In tempi di crisi, distrarsi e divertirsi non è possibile per tutte le tasche. Per questo, Codici consiglia di organizzare delle feste ‘ fai da te’ sia per piccoli che per i più grandi. Un modo low cost per trascorre in compagnia del tempo: ci si incontra a casa di amici, qualche zucca per l’atmosfera, qualcosa da mangiare e una mostruosa maschera che nei grandi ipermercati va dai 3 ai 5 € e tanta musica! Il tutto con una spesa massima di 10 € e così, almeno, nella notte più misteriosa e tenebrosa dell’anno non saranno le nostre ‘ già povere’ tasche a tremare dalla paura.

Marco Del Greco ricorda Hans Werner Henze: "Ecco com'era suonare al suo cospetto"

HenzeIl compositore Hans Werner Henze è morto lo scorso sabato 27 ottobre all'età di 86 anni a Dresda, dove si trovava per un concerto in suo onore alla Semperoper. Con il suo enorme catalogo di composizioni, comprendente dieci sinfonie (sfatando tra l'altro il mito romantico, nato dall'opus beethoveniano, dell'insuperabilità del numero nove), le oltre trenta opere dedicate al teatro musicale e al balletto, le decine di lavori per solista e orchestra, di musica da camera e per strumenti solisti, Henze è considerato il diretto prosecutore della grande tradizione di compositori di area mitteleuropea, che parte da Bach e passando attraverso Mozart, Beethoven, Schubert, Brahms, Wagner, Mahler e Schoenberg arriva fino ai nostri giorni. A conferma di ciò, Henze era stato nominato quest'anno compositore residente presso la Staatskapelle di Dresda (una delle orchestre più antiche d'Europa) e nello scorso febbraio aveva terminato di comporre un brano commissionato per la celebrazione degli 800 anni dalla nascita del coro della Thomaskirche di Lipsia, la chiesa che ebbe per 27 anni come Kantor Johann Sebastian Bach, dal 1723 fino alla sua morte nel 1750. La notizia mi arriva in mattinata durante una prova con il mio violista della Sonata “Arpeggione” di Franz Schubert. Subito mi torna alla mente il nostro ultimo incontro lo scorso febbraio nella sua dimora di Marino, poco più di un chilometro in linea d'aria dalla mia casa: la splendida villa della Leprara, un tempo tenuta di caccia della famiglia Colonna, dove all'ombra dei suoi millenari ulivi si incontravano Michelangelo e Vittoria Colonna. L'amore di Henze per l'Italia e in particolare per i Castelli Romani nasce seguendo le orme di Goethe nell'estate del 1951: la luce di un tramonto, il lago Albano e una serata all'aperto in una trattoria di Frascati lo sedussero nel profondo e lo legarono per sempre a questa terra. Nel '53 si trasferisce definitivamente in Italia, prima a Napoli e Ischia (dove abitavano anche Luchino Visconti e William Walton), poi a Roma e a Castel Gandolfo, sulle sponde del lago, infine dal 1966 proprio a Marino alla Leprara. Insieme all'Italia il Maestro si innamorò anche della chitarra: Henze mi raccontò di essersi avvicinato alle sei corde ispirato dai suoni delle strade di Napoli e dalle numerose rappresentazioni nei quadri di Picasso, definendo chiaramente già nel suo primo approccio la secolare e duplice anima popolare-colta dello strumento. Ci sono dei brani che, dopo averli studiati a fondo ed eseguiti in pubblico, lasciano un segno indelebile, diventando una sorta di chiave di volta nel percorso artistico di un musicista. Così è successo con i suoi Drei Tentos, ispirati a liriche di Hölderlin, che hanno svegliato in me sei anni fa la curiosità e la passione nei confronti della musica del ventesimo e ventunesimo secolo. Difficile descrivere a parole le mie emozioni nel momento in cui lo scorso febbraio mi sono trovato a suonare questi pezzi in un concerto privato nel grande salone della Leprara, di fronte al compositore stesso (un'analogia potrebbe essere per un attore poter recitare un monologo dell'Amleto al cospetto di Shakespeare in persona!). Ero di ritorno da una tournée in Giappone e nei miei recital avevo proposto anche i suoi Tentos. Il suo modo di distillare le parole, riempiendo le conversazioni di lunghe (all'inizio quasi interminabili) pause, portava spesso la mia attenzione ai suoi profondi occhi blu, sprizzanti una magnetica vivacità e una curiosità fuori la norma. Con il suo linguaggio musicale personalissimo, privo di dogmatismi, è stato sempre in bilico tra sperimentazione e tradizione, lirismo e atonalità, impegno etico e esigenza espressiva. Lavoratore instancabile fino all'ultimo, componeva tutti giorni nel suo studio su una grande scrivania in legno di ciliegio con un piano di lavoro regolabile costruita decenni fa da un artigiano locale, immerso tra carta pentagrammata, temperamatite elettrici, metronomi e cronometri. Amante della letteratura, delle arti figurative, della mitologia, della natura e della bellezza in generale, la sua vita e la sua musica, sempre indissolubilmente legate, ci restano come esempio e testimonianza di un grande Artista, vero monumento della musica contemporanea.



Marco Del Greco

Riccardo Cresci, l'ex golden boy di SkyMeteo24 si racconta a Le Città: "Non chiamatemi meteorino"

Riccardo Cresci l’ex golden boy di Sky Meteo 24 torna sulle colonne del settimanale “Le Città” in uscita domani mercoledì 31 ottobre con un’intervista a quasi un anno dalla fine della sua esperienza nella tv “all meteo”.  Tra un omaggio a Enzo Tortora e uno a Corrado, il meteorino più amato di Sky parla di sé e del proprio futuro: “Sole e nuvole sono stati il mio primo amore in tv ma vi prego non chiamatemi meteorino” questo il titolo dell’intervista pubblicata nella rubrica TeLeCittà.
Cresci parla anche della sua esperienza radiofonica a Radio Deejay e ora su Twitter, con il meteo addirittura personalizzato.  Un format vincente che non può non far pensare a un conduttore di successo come Fabio Fazio: “Ci ha visto già molto lungo, anche se Che tempo che fa lo reputo un po’ troppo fazioso e in effetti il pubblico che lo segue, corre su un determinato filone politico, ma non ne faccio solo una questione politica, Fazio ha ideato questo suo modo un po’ buonista di condurre, il finto ragazzo della porta accanto che nel frattempo, ti giri un attimo e ha già tutta la mano dentro il barattolo di marmellata. Ironico e tagliente. Sono stili di presentazione differente, però è un grande comunicatore, sa come arrivare al pubblico, sono sicuro che il suo Festival sarà un ennesimo successo, lì sì che ci sarà spazio per un bel solleone…”
Riccardo Cresci sarà ospite venerdì  2 novembre della trasmissione “Un giorno speciale” di Radio Radio dove sarà intervistato dal direttore de Le Città, Daniele Priori.

Cinema Alfellini: va in scena "Il mio domani" di Marina Spada

cinemaNon sapete cosa fare il martedì sera? Vi sentite annoiati? Depressi? Insoddisfatti? Volete venire via dalla monotona vita familiare almeno per una sera? Quale miglior modo se non quello di fare un salto al Cinema! La Rete degli spettatori in collaborazione con la provincia di Roma, assessorato alle politiche culturale e con il patrocinio della Roma Lazio Film Commission ha organizzato un progetto di promozione cinematografica patrocinato dalla Provincia di Roma e dai Comuni di Bracciano, Grottaferrata, Tivoli e Tolfa. Questa sera verrà proiettato al cinema "ALFELLINI" il film di Marina Spada "Il mio domani" con Claudia Gerini, Raffaele Pisu, Claudia Coli, Paolo Pierobon e Lino Guanciale. Il film è stato presentato nel 2011 al Festival del Cinema di Roma e ha valso una candidatura alla Gerini al David di Donatello e ai Nastri d'Argento come Miglior Attrice Protagonista.
Insomma che aspettate? Tanto a casa non fate nulla, in televisione non c'è nulla e oltretutto quello che c'è non vale la pena di essere guardato. Quindi alzate le terga e dirigetevi fiduciosi al cinema "ALFELLINI" viale I Maggio 82, Grottaferrata.

A Spazio Novecento arriva il primo Rum festival italiano

rum in romeSi  svolgerà sabato 3 e domenica 4 novembre, nella splendida cornice di  Spazio Novecento a Roma (Piazza Guglielmo Marconi, 56/B), la manifestazione "RUM IN ROME FEST", il primo festival italiano dedicato al  prezioso distillato dei Carabi. L'evento, organizzato da NEEO Group S.r.l. e  Patrocinato da FEDERLAZIO, FIPE-Confcommercio  Roma e Assessorato alle Attività Produttive, al Lavoro e al  Litorale di Roma Capitale, è finalizzato alla valorizzazione ed alla  diffusione della cultura del rum nonché al rafforzamento delle partnerships  commerciali, turistiche e culturali tra l'Italia ed i paesi da cui trae origine  questo prezioso distillato. Nell'ampio open  space di Spazio Novecento i visitatori avranno la possibilità di degustare le  etichette appositamente selezionate presenti alla manifestazione. Durante i due  giorni di manifestazione verrà organizzata una Rum Cocktail Competition che  vedrà barman di diverso livello sfidarsi in una gara di cocktails a base di rum.  Ma non mancheranno anche la musica e la danza caraibica. Durante la serata di  sabato 3 Novembre i visitatori potranno assistere, bicchiere di rum alla mano,  alle performance musicali del Septeto Naborì, un gruppo di giovani di Santiago  de Cuba, specializzato nella musica tradizionale cubana come il Son, la Salsa,  la Guaracha, il Bolero e il Guaguanco.
Direttore artistico  di RUM IN  ROME FEST sarà Mansur Naziri, già direttore artistico "Fiesta!", una delle manifestazioni estive più amate dal pubblico.
Orari:  sabato 3 novembre dalle ore 16.00 alle 03.00 – domenica 4 novembre dalle ore  14.00 alle ore 21.00

Per  ulteriori informazioni e per conoscere il programma della manifestazione:
www.ruminromefest.com
Tel:  06.66183792 - 338.4467573