Sabato, 20 Luglio 2019

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Cinema Alfellini: va in scena "Il mio domani" di Marina Spada

cinemaNon sapete cosa fare il martedì sera? Vi sentite annoiati? Depressi? Insoddisfatti? Volete venire via dalla monotona vita familiare almeno per una sera? Quale miglior modo se non quello di fare un salto al Cinema! La Rete degli spettatori in collaborazione con la provincia di Roma, assessorato alle politiche culturale e con il patrocinio della Roma Lazio Film Commission ha organizzato un progetto di promozione cinematografica patrocinato dalla Provincia di Roma e dai Comuni di Bracciano, Grottaferrata, Tivoli e Tolfa. Questa sera verrà proiettato al cinema "ALFELLINI" il film di Marina Spada "Il mio domani" con Claudia Gerini, Raffaele Pisu, Claudia Coli, Paolo Pierobon e Lino Guanciale. Il film è stato presentato nel 2011 al Festival del Cinema di Roma e ha valso una candidatura alla Gerini al David di Donatello e ai Nastri d'Argento come Miglior Attrice Protagonista.
Insomma che aspettate? Tanto a casa non fate nulla, in televisione non c'è nulla e oltretutto quello che c'è non vale la pena di essere guardato. Quindi alzate le terga e dirigetevi fiduciosi al cinema "ALFELLINI" viale I Maggio 82, Grottaferrata.

A Spazio Novecento arriva il primo Rum festival italiano

rum in romeSi  svolgerà sabato 3 e domenica 4 novembre, nella splendida cornice di  Spazio Novecento a Roma (Piazza Guglielmo Marconi, 56/B), la manifestazione "RUM IN ROME FEST", il primo festival italiano dedicato al  prezioso distillato dei Carabi. L'evento, organizzato da NEEO Group S.r.l. e  Patrocinato da FEDERLAZIO, FIPE-Confcommercio  Roma e Assessorato alle Attività Produttive, al Lavoro e al  Litorale di Roma Capitale, è finalizzato alla valorizzazione ed alla  diffusione della cultura del rum nonché al rafforzamento delle partnerships  commerciali, turistiche e culturali tra l'Italia ed i paesi da cui trae origine  questo prezioso distillato. Nell'ampio open  space di Spazio Novecento i visitatori avranno la possibilità di degustare le  etichette appositamente selezionate presenti alla manifestazione. Durante i due  giorni di manifestazione verrà organizzata una Rum Cocktail Competition che  vedrà barman di diverso livello sfidarsi in una gara di cocktails a base di rum.  Ma non mancheranno anche la musica e la danza caraibica. Durante la serata di  sabato 3 Novembre i visitatori potranno assistere, bicchiere di rum alla mano,  alle performance musicali del Septeto Naborì, un gruppo di giovani di Santiago  de Cuba, specializzato nella musica tradizionale cubana come il Son, la Salsa,  la Guaracha, il Bolero e il Guaguanco.
Direttore artistico  di RUM IN  ROME FEST sarà Mansur Naziri, già direttore artistico "Fiesta!", una delle manifestazioni estive più amate dal pubblico.
Orari:  sabato 3 novembre dalle ore 16.00 alle 03.00 – domenica 4 novembre dalle ore  14.00 alle ore 21.00

Per  ulteriori informazioni e per conoscere il programma della manifestazione:
www.ruminromefest.com
Tel:  06.66183792 - 338.4467573

"Padre Marco racconta": da Bellegra al Perù con la fede nel cuore

padre marco morascaPadre Marco Morasca, è un sacerdote originario di Bellegra (nei pressi di Subiaco), il quale dopo aver vestito l'abito dell'Ordine di Sant'Agostino, ha deciso nel 1977  di lasciare l'Italia per diventare missionario in Perù, trascorrendo 26 anni della sua vita in Apurimac, regione delle Ande peruviane tra le più isolate del continente americanoUna lunga esperienza di vita, che Padre Marco ha descritto nel volume " Padre Marco racconta",edito da Apurimac. Nelle 160 pagine del libro, il sacerdote parla del lungo soggiorno in Perù, suddividendo l'interessante racconto in 20 capitoli, tutti caratterizzati da descrizioni di usi,costumi e tradizioni oltre che da riferimenti,annotazioni e considerazioni. Dopo aver ricordato il giorno della partenza,Padre Marco conduce il lettore alla scoperta di una parte del mondo rimasta intatta fino a pochi anni fa, a causa del suo isolamento, con piccoli villaggi posti fino ad oltre 5 mila metri di altitudine. Una realtà che Padre Marco affronta con serenità e tanto impegno,riuscendo ad inserirsi completamente in un contesto difficilmente immaginabile, imparando moltissimo da quelle popolazioni,"riscoprendo –  egli ha scritto nel libro -  antichi valori come quello del silenzio e la bellezza della contemplazione della natura,che rivela la grandezza di Dio". Completano il volume una ricca documentazione fotografica ed un glossario, che facilitano la comprensione di particolari espressioni del linguaggio locale.



Fabrizio Lollobrigida

Miss Teenager Italy 2012

Nella serata del 26 ottobre s’è svolta ad Anzio, in località Lavinio Stazione, nel ristorante "Boccuccia", la terza tappa del concorso “Miss Teenager Italy 2012”.

La serata è stata organizzata e presentata da Daniela Valenzi, in compagnia di Ennio Abbondanza, che hanno presentato ospiti ricchi di talento come Catia Leone, Gladys Mariotti, Leonardo Starace, Lamberto De Simone e Marzia De Lorenzo; presente tra gli ospiti a cena anche il principe Idrissi Azzouzi Abdallah.

Per contornare la serata ci ha deliziato della sua presenza e del fascino la bellissima attrice e modella Demetra Lisa Ann Hampton, madrina dell’evento, famosa per aver interpretato “Valentina”, il celebre fumetto, nella versione televisiva e poi le due vincitrici delle tappe precedenti Natalia Spada ed Ellyson Esposito.

Le partecipanti del concorso sono state divise in due categorie: canto e moda.

Per quanto riguarda la prima categoria abbiamo avuto il piacere di ascoltare le ragazze cantare canzoni famose d’artisti internazionali e non, che si sono cimentate nell'interpretazione di generi molto diversi tra loro: Giada Agasucci, Sara Maranesi, Camilla Longo, Ilaria Mariani ed Arianna Donnici.

Per quanto riguarda la categoria moda, invece, abbiamo ammirato le ragazze sfilare in abiti sportivi ed in costume da bagno, scelti dal guardaroba personale in modo da poter vedere i loro gusti nel vestire, lo stile, la personalità ed il modo di rappresentarli indossati: Luisa Bassotto, 19 anni alla sua seconda esperienza di concorsi, sogna di entrare nel mondo dello spettacolo in qualunque campo; Sara Petronio, 17 anni sogna di diventare hostess e magari fotomodella; Alessia De Angelis, 18 anni spera di fare altri concorsi e diventare modella; Corinne Colli ragazza dai capelli ramati sogna di fare modella e fotomodella; Gaia Piazzolla 17 anni; Arianna Cozzi, 17 anni ha fatto altri concorsi tra cui miss Italia mascotte Lazio e sogna di diventare testimonial di “Victoria Secret”; Arianna Donnici, 19 anni che oltre nel campo della moda cerca d’affermarsi come cantante; Giada Di Berardino, 14 anni anche lei sogna il mondo dello spettacolo.

Nella giuria, accuratamente scelta e competente nei vari settori, c'erano Roberta Murzilli, Liana Amicone, Marco Pedrozzi, Andrea Elia e Giovanni D'Onofrio.

Tutte le partecipanti sono molto carine, oltre che ragazze talentuose, con possibili potenziali da scoprire o da affinare, alla loro prima esperienza oppure che hanno già partecipato a concorsi o sfilate.

Per la giuria è stato difficile poter scegliere le vincitrici, con un colpo di scena, infatti, c'è stato anche un pari merito per quanto riguarda le ragazze della sezione canto, hanno ricevuto l'attestato e la medaglia per partecipare alla semifinale due ragazze: Arianna Donnici e Camilla Longo, entrambe bravissime. Arianna ha cantato “It's oh so quiet” di Bjork un brano particolare che richiede molta interpretazione e che permette all'artista di alternare note più basse e più alte per sottolineare la sua bravura. Camilla canta invece una canzone di Miley Cyrus in cui non c'è una grande variazione di testo o di note, impersonata in maniera forte ed emozionante.

Nella sezione moda vince invece Giada Di Berardino, una ragazza di soli 14 anni, che in passerella ha saputo spiccare e rimanere impressa sia al pubblico sia alla giuria per la sua bellezza e la sicurezza; ad un solo punto di distacco sono arrivare, a pari merito, Sara Petronio ed Arianna Cozzi. La serata è stata piacevole per le partecipanti del concorso che si sono divertite e si sono messe in gioco e per il pubblico che ha assistito ad uno spettacolo ben fatto accompagnato da un’ottima cena, a base di pesce, nella splendida location del Ristorante Boccuccia.

Peccato per il brutto tempo che non ha permesso ai numerosi presenti d’assistere allo spettacolo pirotecnico offerto dello sponsor “Ostia pirotecnica”.

Un augurio alle vincitrici per la semifinale e la finale e che vinca la migliore!

Monte Porzio Catone: “Una borgata che è tutta un’osteria”

MonteporzioSabato 3 novembre, alle ore 17.00, presso il Museo Diffuso del Vino di Monte Porzio Catone, verrà presentato ufficialmente il volume Una borgata che è tutta un’osteria- Catalogo del Museo diffuso del Vino.
Il libro, curato dalla dott.ssa Simona Soprano (in forza al personale del Polo Museale e che, per il tramite dell’Associazione Manacubba, si occupa della gestione del Museo diffuso del Vino) viene pubblicato da EXORMA edizioni, nell’ambito della collana “Tusculana – Quaderni del Museo di Monte Porzio Catone”. Il volume è suddiviso in due sezioni: introduzioni e saggi che introducono alle tematiche legate alla produzione del vino (redatte da Marcello Arduini, Docente di Antropologia dei Patrimoni Culturali, Università della Tuscia di Viterbo e Direttore del Museo del Vino di Castiglione in Taverina; Simona Soprano, conservatrice in Beni Culturali e curatrice del volume; Flavia Braconi, antropologa; Luciano Ledda, antropologo; Francesca Sbaraglia, storica dell’arte; Maurizio Taglioni, sociologo e giornalista enogastronomico) e il catalogo inventariale della collezione museale.

Gabriele Cirilli: "Sono un attore totale..."

664-gabriele-cirilliNon c’è bisogno di molte presentazioni. Nato artisticamente a Roma, ma consacrato a Milano con Zelig e con la romanissima Kruska (proprio lei, l’amica di Tatiana): Gabriele Cirilli è senza dubbio uno dei comici italiani più amati. Dopo gli studi di recitazione presso il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diretto da Gigi Proietti, ha fatto teatro, cabaret, doppiaggio, cinema e televisione. Lo abbiamo incontrato prima della diretta di Tale e Quale Show, programma di Rai Uno di cui è la punta di diamante.

Sei l’unico concorrente della scorsa edizione ad essere stato riconfermato…
Alla fine della scorsa edizione io e Carlo Conti ci siamo accorti che stavamo lavorando bene: stavamo facendo ascolti paurosi, avevamo superato anche Zelig. Mi ha riproposto per questo format perché serviva una verve comica, e siccome trovare un comico che oltre a far ridere sappia anche cantare e intrattenere è veramente difficile…

Proprio quello che abbiamo visto in queste sere: un artista completo.
Quando ho iniziato la scuola di recitazione, Gigi Proietti ci teneva a far capire una cosa molto importante: che l’attore deve’essere a 360 gradi. Deve poter spaziare, deve saper fare cabaret, teatro comico e drammatico, cantare, ballare… qui in Italia purtroppo non c’è modo di far capire che se uno è bravo, lo è sempre. In America ad esempio è tutto diverso. Per fare dei nomi: Jim Carrey, Billy Cristal, Ben Stiller, Eddy Murphy, e poi Jack Black - al quale mi ispiro molto - riescono a fare tutto senza nessuna etichetta.

Hai mai pensato ad un tuo One Man Show?
Diciamo che nei miei spettacoli live lo faccio: il problema sta nel portarlo in televisione, visto che in Italia o c’è Fiorello, o c’è Panariello – per carità, beati loro che hanno la fiducia cieca degli sponsor. Questa cosa è uno dei guai del nostro Paese: non si danno possibilità, non si rischia, non si dice mai “perché no, proviamo”. Ed è così anche nel cinema. Per dire, la settimana scorsa al cinema ho visto quattro trailers: in tre di questi c’era Valerio Mastrandrea come protagonista. Mi vuoi far credere che non esistano attori bravi quanto lui? Ecco, questa è l’Italia.

Gli ascolti dicono però che il pubblico ti vuole, eccome.
Il pubblico vede che io mi dò completamente. Sono una persona vera, e credo proprio che questo il pubblico lo noti. La gente per strada mi ferma con calore, con affetto reale.

Certo, siamo rimasti tutti affezionati al personaggio di Kruska…
Kruska per me è tutto. Mi ha dato popolarità, mi ha dato visibilità, e mi ha dato quei ‘soldini’ grazie ai quali sono stato in grado di fare delle scelte: non ho dovuto accettare tutto per forza. In questo modo puoi cominciare a fare la tua carriera scegliendola, e non subendola.

Sei cambiato molto?
No, in realtà non sono cambiato. Quando facevo teatro vedevo che erano i tormentoni a rendere visibili i personaggi televisivi: allora ci ho provato allo stesso modo, per rimanere impresso anche io al pubblico e alle persone. Non rinnego niente di tutto quello che ho fatto, anzi, per me è motivo di orgoglio. Solo che in questo periodo, semplicemente, non mi va più di fare personaggi televisivi: preferisco fare uno stand up, un monologo, fare un po’ più l’attore: ciò da cui sono partito quando ho fatto la scuola di Gigi Proietti.

E non vuoi più “tornà bambino”?
Certo! La vera fortuna di quel tormentone è che è stato il primo personaggio dopo ‘Ninetto’, ‘Kruska’ e l’Abruzzese’, che mi ha permesso di essere me stesso. E’ nato quando è nato mio figlio. Quando ti nasce un bambino devi iniziare a prenderti delle responsabilità: dopo un po’ di responsabilità ‘accumulata’, ti viene proprio da dire “oddio, vojo tornà bambino!”.

Del resto Ursula K. Le Guin ha detto: “Un adulto creativo è un bambino sopravvissuto”...
Nella mia anima da adulto ci deve sempre essere un bambino. Quando mi chiedono perché sono sempre allegro, io rispondo che non faccio uno sforzo: se Dio m’ha dato il sorriso, perché non sorridere?

Per questo hai deciso di fare il comico?
Io non ho deciso di fare il comico, ho deciso di fare l’attore. Faccio il comico perché mi viene meglio, ma ho dato prova di essere bravo anche a livello drammatico, ad esempio, quando ho interpretato San Leone (nella fiction  “San Francesco” su Rai Uno, ndr). Poi l’emozione si può far avere attraverso una risata, attraverso un pianto, anche attraverso una canzone: ecco, l’importante è dare un’emozione, e a me riesce meglio facendo ridere.

Pensi sia utile la comicità in Italia, in questo periodo così nero?
Ogni lavoro è una missione. Ad esempio un giornalista fornisce informazioni che il lettore non conosce, quindi è utile. Io credo di essere utile regalando un sorriso: del resto esiste la comico-terapia, e ti posso garantire che ridere fa bene. Quindi, mi sento utile alla società, e soprattutto in questo periodo, in cui una risata, magari, ti può distogliere da un problema.

Ti abbiamo pizzicato durante le prove di Tale e Quale Show, ma sappiamo che non ti fermi un attimo. Cosa bolle nella pentola di Gabriele?
Non potrei dirlo, ma…ho un progetto un po’ambizioso, e difficilissimo. Vorrei ricreare una coppia artistica, e sto cercando un’attrice brava, che stia bene vicino a me. Vorrei portarla a Zelig, ma non solo: ho girato una puntata pilota di una sitcom che si sviluppa in cucina, “Giorgio e Matilde cuochi” - la puntata pilota l’ho fatta con Anna Falchi, ma non credo che con lei possa nascere questa coppia. Poi c’è “Pit Stop”, che vorrei portare su Rai2 in seconda serata, dove io e mia moglie gestiamo un locale in cui c’è di tutto, che io vorrei diventasse un luogo di spettacolo, e invece lei pensa solo a fare soldi. E poi in teatro. Insomma, questa coppia la vorrei portare in giro: televisione, teatro, cinema.. proprio come le tante coppie artistiche “di una volta” che hanno segnato il mondo dello spettacolo. Ma ancora non riesco a trovare la persona giusta.



Carol Verde 

Lavinia Guglielman: "Vado ancora dove mi porta il cuore"

guglielman lavinia pic2Lavinia Guglielman è una giovane attrice italiana.
Romana, figlia della scrittrice toscana Tiziana Marini, sin da piccola inizia a frequentare la Dance School Academy e, ancora bambina, viene notata dalla regista Cristina Comencini e ciò le ha permesso di lavorare nel film "Và dove ti porta il cuore", a fianco di Virna Lisi, tratto dall'omonimo romanzo di Susanna Tamaro.
Da allora ha interpretato numerosi ruoli, in particolare drammatici, come ad esempio il ruolo della figlia di Enzo Tortora, Gaia, nel film di Maurizio Zaccaro "Un uomo perbene" ed è apparsa in numerose fiction per la televisione.
Ha vinto la "Rosa d'Argento della città di Roseto degli Abruzzi" come protagonista del film "Samir"; il premio "Sogno D'Amore" al Gran Galà di San Valentino della Città di Terni per "Distretto di Polizia"; nonché il premio "Cristallo dei corti di Sabaudia 2006" come protagonista del corto "La ninfetta e il maggiordomo" di Luca Verdone.


Seguo Lavinia da molto tempo, come raro esempio di talento italiano in ambito artistico. Inoltre non posso negare che è una cara amica dallo spiccata simpatia ed è anche per questo che ho deciso di proporle quest'intervista, in esclusiva.                                                                                                                                    
“Ricordo perfettamente che fin da piccolissime io e mia sorella Ilaria passavamo intere giornate davanti alla televisione ad imitare in ogni minimo dettaglio i passi di danza delle ballerine dei corpi di ballo e, i miei genitori, vedendo la passione che ci mettevamo, hanno deciso di iscriverci presso questa scuola, dove ho trovato insegnanti favolosi che mi hanno insegnato tecnica e disciplina e hanno radicato ancora di più in me l’amore verso quest’arte meravigliosa”.

Il tuo primo ruolo come attrice, peraltro molto commovente (ancora ricordiamo i tuoi tristi occhioni neri), lo interpretasti bambina. Com'è stato per Lavinia-bambina recitare quel ruolo ?
“Avevo 9 anni quando ho recitato con Virna Lisi in ‘Và dove ti porta il cuore’ e per me fu una grande opportunità. Recitare è un divertente gioco per i grandi, figuriamoci per i bambini! Loro si immedesimano con molta più naturalezza e spigliatezza degli adulti. Per me questa è stata l’occasione di esprimere, fare, dire, inventare, creare situazioni, il tutto seguita da grandi professionisti che mi hanno coccolato dal primo all’ultimo giorno di set”.

Tu di provini, sin da bambina, ne hai fatti parecchi, in effetti...
 
“Penso che la vita in generale sia un continuo provino. Come diceva Eduardo ‘gli esami non finiscono mai’. Sì, è vero, ho fatto tanti provini. Credo, in realtà,di non averne mai saltato uno. E questo per coerenza e serietà professionale. Il provino è un momento molto importante per un attore, inutile negarlo. Se va bene, può cambiarti la vita, se va male ‘domani è un altro giorno’ e ci sarà una nuova occasione. Io metto in questo aspetto del mio lavoro un po’ di sano ottimismo e mi avvicino ai provini con la massima preparazione.

I ruoli che spesso interpreti sono drammatici ed il tuo sguardo, ad un'attenta osservazione, è in effetti profondo ed a tratti un po' malinconico. Cosa c'è nello sguardo di Lavinia Guglielman ?
 “Nello sguardo di tutti c’è il nostro vissuto, i momenti più belli ma anche quelli più delicati della nostra vita, e forse, data la mia forte sensibilità che con il tempo ho cercato di far diventare il mio punto di forza, c’è proprio questo. L’aver vissuto ogni situazione con grande partecipazione emotiva. Quando recito quelle emozioni diventano lo strumento atraverso il quale affronto un personaggio”. 

Sei molto giovane, ma hai già un interessante curriculum alle spalle. Pensi di continuare a recitare, oppure hai altri progetti per il futuro ?
 “Sì, sono convinta che è quello che voglio fare. E' ciò che mi fa stare bene e, dato che di vita ce ne è stata data solo una, voglio viverla facendo quello che amo fare”.

Preferisci recitare in teatro, in un film o in una fiction ?
“Non ho una preferenza particolare. La mia esperienza riguarda di più la telecamera, ma per me recitare è recitare, in qualsiasi forma”.

Che cosa pensi della televisione di oggi?
“La televisione è lo specchio dei tempi. Talvolta ci troviamo a guardare programmi superficiali e di basso livello culturale. Ora, poiché ritengo che fra i compiti della televisione ci sia quello di migliorare il livello culturale dell’ascoltatore medio, sono contraria a certi programmi un po’ stupidi. Però ritengo anche che la tv, proprio perché specchio dei tempi debba offrire una vasta gamma di prodotti al suo pubblico, che è ovviamente eterogeneo. Credo che ognuno debba poter trovare il “suo programma”. E poi non dimentichiamoci che lo spettatore ha un’arma potentissima per neutralizzare le eventuali imbecillità e cioè il telecomando. Comunque devo dire che oggi l’offerta della tv è molto ampia, per cui alla fine qualcosa di buono si trova sempre . La cultura? Ce n’è di buona e di cattiva. Non si deve mai generalizzare e non è facile dare un giudizio. Però penso che, volendo, senza spendere troppo si possono leggere buoni libri, si può andare al cinema e a teatro. Insomma, anche la tv a suo modo è cultura, i giornali, internet. Insomma voglio dire che ognuno può arricchire cuore e mente in modi diversi, come meglio crede. Io sono per una cultura che salvi la creatività, l’originalità, la fantasia, l’intelligenza, la memoria, sempre con un occhio rivolto all’uomo ed alla società. Non mi piace la cultura che omologa e appiattisce”.



Luca Bagatin 

Kaput Mundi, a teatro con Angelo Longoni

Persia De Angelis Morigi FranciaSarà in scena al Teatro dell’Angelo dal 30 ottobre all’18 novembre lo spettacolo KAPUT MUNDI, un progetto teatrale di Angelo Longoni. Uno spettacolo composto da due atti unici: “Angeli” e “Bravi Ragazzi”; Il primo è una novità assoluta per l’autore e regista, mentre il secondo torna in scena a Roma dopo essere stato uno degli spettacoli di maggior successo degli ultimi anni. Protagonisti sono Riccardo Francia, Lorenzo De Angelis, Valerio Morigi, Edoardo Persia. Kaput Mundi è un progetto teatrale dedicato a Roma in particolare e a tutte le metropoli italiane in generale, ai giovani che in esse abitano, al disagio che generano, alla difficoltà d’integrazione e all’impossibilità di vivere serenamente la gioventù. L'espressione latina caput mundi, riferita alla città di Roma, significa capitale del mondo noto, e si ricollega alla grande estensione raggiunta dall'impero romano tale da fare della città capitolina il crocevia di ogni attività politica, economica e culturale mondiale. Il significato della parola tedesca kaputt è tristemente noto e proviene dall'ebraico koppâroth che vuol dire vittima e che si allarga a: rotto, fuori combattimento, guasto, finito, distrutto, morto. Il titolo del progetto, costruito da queste due parole, è quindi un chiaro riferimento alla passata magnificenza di Roma, alla sua storia, alla gloria eterna dei suoi fasti e della sua grandiosità. L’abbinamento a kaputt, nell’assonanza, invece mira ironicamente al contrario: ai difetti della città, al disagio che vive la sua popolazione, alla rottura del patto civile tra i suoi cittadini, alla difficoltà di essere giovani in una città difficile nella quale integrazione e occupazione sono due ideali mai veramente attuati. Kaput Mundi è anche un omaggio da parte di un autore e regista milanese, residente da quasi vent’anni nella capitale, alle coloriture del linguaggio, alle costruzioni verbali, al modo di provare ed esprimere i sentimenti, alle parole per manifestarli e alle situazioni sociali che caratterizzano Roma e i suoi abitanti. Kaputt Mundi è anche una denuncia nei confronti di un paese, l’Italia, che si sta progressivamente dimenticando dei giovani e del loro futuro impedendo loro di proiettarsi al di là di un presente molto deprimente, confuso e squallido che francamente non meritano.
Kaput Mundi è costituito da due spettacoli separati da un intervallo. Lo spettacolo è propdotto da Break Art di Emilia Campanile e Valeria Ventrella (anche organizzatrici dell’evento) e Titania Produzioni.

A Bracciano arriva Antonio Rezza

pitecus antonio rezzaIn scena stasera alle 21 all’auditorium comunale di Bracciano. Parla l’innovativo interprete italiano “Gli spettacoli nostri non invecchiano mai”. Antonio Rezza che stasera alle 21 sarà in scena con Pitecus (1995) all’auditorium comunale di Bracciano con molto chiarezza racconta il suo lavoro. “Noi facciamo ritmo, un lavoro che non vuole dare messaggi. Dare messaggi è una cosa lasciamo a chi è più sfortunato di noi”. Ed è proprio con lo spettacolo Pitecus che si basa sull’invenzione estetica di Flavia Mastrella che Rezza è noto al grande pubblico con apparizioni anche televisive. “Ma la TV – precisa Rezza – ha il terrore di quello che facciamo. Noi diciamo quello che ci passa per la testa”. Un attore a tutto tondo, Antonio Rezza, con un passato da autodidatta, che dalla sua Nettuno si proietta in una tournée perenne in Italia ma anche all’estero. “Siamo andati – dice – in Francia, in Spagna. Vorremmo più spesso andare all’estero per sperimentare i nostri lavori”. Se nel sodalizio con Flavia Mastrella lei si ispira agli artisti-scultori come Burri e Fontana, a Rezza piace Antonin Artaud, compianto esponente del teatro francese. “Lo spettacolo non muore. Siano in giro con sette lavori contemporaneamente in tutta Italia. Il nostro lavoro è indipendente - dice Rezza - non abbiamo sovvenzioni”. Ma gli azionisti degli spettacoli di Rezza sono gli spettatori che ogni volta numerosi affollano le sue performance. Una risposta chiara a chi si mette in gioco, a chi innova, a chi propone ritmi nuovi. Un grande interprete quindi per il pubblico di Bracciano e per gli affezionati della Rassegna d’Autunno la manifestazione evento, ad ingresso gratuito, organizzata dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Bracciano. “Ci onora – dice l’assessore Nardelli – ospitare a Bracciano uno sperimentatore come Antonio Rezza. Siamo convinti che il pubblico di Bracciano saprà apprezzare un raffinato interprete come lui alle prese
con un “ritmo” di sicuro effetto”.