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Halloween 2012: Per la notte delle streghe si spende dai 25 € ai 70 €

halloweenIl 31 ottobre  è ormai una data segnata sul calendario degli italiani, soprattutto per giovani e bambini. I negozi provvedono ad allestire le vetrine a tema e le  zucche, chiamate "Jack-o'-lantern"  per le originidall'omonima leggenda irlandese, sono il simbolo tipico di questa ricorrenza e in questo periodo dell’anno se ne  trovano di tutti i tipi: illuminate, porta candele, a secchiello per contenere i dolcetti. Il tutto dai 3,50 € ai 7 €. Ma per i consumatori questa festa porta con sé una spesa che,  se non operata oculatamente, potrebbe essere consistente per le finanze. Tra le spese rientrano:  abiti,  accessori, dolcetti e per i più fortunati anche le feste organizzate. I più piccoli abbandonano gli abiti carnevaleschi da principesse ed eroi per lasciare spazio a streghe, fantasmi , scheletri e zombi. L’Osservatorio Codici ha monitorato i costi degli abiti e degli accessori per Halloween proposti dai grandi centri commerciali. Partiamo dai costumi: i costi partono da circa 10 € ai 22 € .Anche gli accessori hanno il loro peso: cappelli da strega, mantelli, maschere, ali e cerchietto da pipistrello e da diavoletto. E poi ancora forconi , falce, dentiere in lattice, unghie e set trucco ecc. Infatti, per gli accessori si spende a partire dai 3 € circa sino ai 20 € circa. Ad esempio per l’abito da piccola diavoletta, forcone, set trucco e cerchietto corna si può arrivare a spendere dai  25 ai 30 €  ! Si tratta di prezzi modici rispetto a quelli proposti da punti vendita privati dove solo il costo dell’abito oscilla dai 25 € ai 30 € al quale va aggiunto il costo degli eventuali accessori per un totale di circa 40 €. Ma questa festa ha attratto anche gli adulti , i quali si dimenano su Internet per la ricerca del vestito perfetto: si può arrivare a spendere in media 70 € o poco più considerando che gli abiti partono da circa 30 € per arrivare ai 60 € esclusi gli accessori. E sono proprio i giovani a prepararsi per trascorrere la notte tra balli e musiche, infatti sempre più locali e discoteche organizzano una serata ad hoc. I prezzi? Si parte da un minimo di 20€! E poi come potrebbe mancare la parte ‘ dolce’di questa festa? Già, perché é boom di vendita di caramelle e cioccolatini. Per caramelle e cioccolatini di media qualità si spende circa 10 € . In tempi di crisi, distrarsi e divertirsi non è possibile per tutte le tasche. Per questo, Codici consiglia di organizzare delle feste ‘ fai da te’ sia per piccoli che per i più grandi. Un modo low cost per trascorre in compagnia del tempo: ci si incontra a casa di amici, qualche zucca per l’atmosfera, qualcosa da mangiare e una mostruosa maschera che nei grandi ipermercati va dai 3 ai 5 € e tanta musica! Il tutto con una spesa massima di 10 € e così, almeno, nella notte più misteriosa e tenebrosa dell’anno non saranno le nostre ‘ già povere’ tasche a tremare dalla paura.

Marco Del Greco ricorda Hans Werner Henze: "Ecco com'era suonare al suo cospetto"

HenzeIl compositore Hans Werner Henze è morto lo scorso sabato 27 ottobre all'età di 86 anni a Dresda, dove si trovava per un concerto in suo onore alla Semperoper. Con il suo enorme catalogo di composizioni, comprendente dieci sinfonie (sfatando tra l'altro il mito romantico, nato dall'opus beethoveniano, dell'insuperabilità del numero nove), le oltre trenta opere dedicate al teatro musicale e al balletto, le decine di lavori per solista e orchestra, di musica da camera e per strumenti solisti, Henze è considerato il diretto prosecutore della grande tradizione di compositori di area mitteleuropea, che parte da Bach e passando attraverso Mozart, Beethoven, Schubert, Brahms, Wagner, Mahler e Schoenberg arriva fino ai nostri giorni. A conferma di ciò, Henze era stato nominato quest'anno compositore residente presso la Staatskapelle di Dresda (una delle orchestre più antiche d'Europa) e nello scorso febbraio aveva terminato di comporre un brano commissionato per la celebrazione degli 800 anni dalla nascita del coro della Thomaskirche di Lipsia, la chiesa che ebbe per 27 anni come Kantor Johann Sebastian Bach, dal 1723 fino alla sua morte nel 1750. La notizia mi arriva in mattinata durante una prova con il mio violista della Sonata “Arpeggione” di Franz Schubert. Subito mi torna alla mente il nostro ultimo incontro lo scorso febbraio nella sua dimora di Marino, poco più di un chilometro in linea d'aria dalla mia casa: la splendida villa della Leprara, un tempo tenuta di caccia della famiglia Colonna, dove all'ombra dei suoi millenari ulivi si incontravano Michelangelo e Vittoria Colonna. L'amore di Henze per l'Italia e in particolare per i Castelli Romani nasce seguendo le orme di Goethe nell'estate del 1951: la luce di un tramonto, il lago Albano e una serata all'aperto in una trattoria di Frascati lo sedussero nel profondo e lo legarono per sempre a questa terra. Nel '53 si trasferisce definitivamente in Italia, prima a Napoli e Ischia (dove abitavano anche Luchino Visconti e William Walton), poi a Roma e a Castel Gandolfo, sulle sponde del lago, infine dal 1966 proprio a Marino alla Leprara. Insieme all'Italia il Maestro si innamorò anche della chitarra: Henze mi raccontò di essersi avvicinato alle sei corde ispirato dai suoni delle strade di Napoli e dalle numerose rappresentazioni nei quadri di Picasso, definendo chiaramente già nel suo primo approccio la secolare e duplice anima popolare-colta dello strumento. Ci sono dei brani che, dopo averli studiati a fondo ed eseguiti in pubblico, lasciano un segno indelebile, diventando una sorta di chiave di volta nel percorso artistico di un musicista. Così è successo con i suoi Drei Tentos, ispirati a liriche di Hölderlin, che hanno svegliato in me sei anni fa la curiosità e la passione nei confronti della musica del ventesimo e ventunesimo secolo. Difficile descrivere a parole le mie emozioni nel momento in cui lo scorso febbraio mi sono trovato a suonare questi pezzi in un concerto privato nel grande salone della Leprara, di fronte al compositore stesso (un'analogia potrebbe essere per un attore poter recitare un monologo dell'Amleto al cospetto di Shakespeare in persona!). Ero di ritorno da una tournée in Giappone e nei miei recital avevo proposto anche i suoi Tentos. Il suo modo di distillare le parole, riempiendo le conversazioni di lunghe (all'inizio quasi interminabili) pause, portava spesso la mia attenzione ai suoi profondi occhi blu, sprizzanti una magnetica vivacità e una curiosità fuori la norma. Con il suo linguaggio musicale personalissimo, privo di dogmatismi, è stato sempre in bilico tra sperimentazione e tradizione, lirismo e atonalità, impegno etico e esigenza espressiva. Lavoratore instancabile fino all'ultimo, componeva tutti giorni nel suo studio su una grande scrivania in legno di ciliegio con un piano di lavoro regolabile costruita decenni fa da un artigiano locale, immerso tra carta pentagrammata, temperamatite elettrici, metronomi e cronometri. Amante della letteratura, delle arti figurative, della mitologia, della natura e della bellezza in generale, la sua vita e la sua musica, sempre indissolubilmente legate, ci restano come esempio e testimonianza di un grande Artista, vero monumento della musica contemporanea.



Marco Del Greco

Riccardo Cresci, l'ex golden boy di SkyMeteo24 si racconta a Le Città: "Non chiamatemi meteorino"

Riccardo Cresci l’ex golden boy di Sky Meteo 24 torna sulle colonne del settimanale “Le Città” in uscita domani mercoledì 31 ottobre con un’intervista a quasi un anno dalla fine della sua esperienza nella tv “all meteo”.  Tra un omaggio a Enzo Tortora e uno a Corrado, il meteorino più amato di Sky parla di sé e del proprio futuro: “Sole e nuvole sono stati il mio primo amore in tv ma vi prego non chiamatemi meteorino” questo il titolo dell’intervista pubblicata nella rubrica TeLeCittà.
Cresci parla anche della sua esperienza radiofonica a Radio Deejay e ora su Twitter, con il meteo addirittura personalizzato.  Un format vincente che non può non far pensare a un conduttore di successo come Fabio Fazio: “Ci ha visto già molto lungo, anche se Che tempo che fa lo reputo un po’ troppo fazioso e in effetti il pubblico che lo segue, corre su un determinato filone politico, ma non ne faccio solo una questione politica, Fazio ha ideato questo suo modo un po’ buonista di condurre, il finto ragazzo della porta accanto che nel frattempo, ti giri un attimo e ha già tutta la mano dentro il barattolo di marmellata. Ironico e tagliente. Sono stili di presentazione differente, però è un grande comunicatore, sa come arrivare al pubblico, sono sicuro che il suo Festival sarà un ennesimo successo, lì sì che ci sarà spazio per un bel solleone…”
Riccardo Cresci sarà ospite venerdì  2 novembre della trasmissione “Un giorno speciale” di Radio Radio dove sarà intervistato dal direttore de Le Città, Daniele Priori.

Cinema Alfellini: va in scena "Il mio domani" di Marina Spada

cinemaNon sapete cosa fare il martedì sera? Vi sentite annoiati? Depressi? Insoddisfatti? Volete venire via dalla monotona vita familiare almeno per una sera? Quale miglior modo se non quello di fare un salto al Cinema! La Rete degli spettatori in collaborazione con la provincia di Roma, assessorato alle politiche culturale e con il patrocinio della Roma Lazio Film Commission ha organizzato un progetto di promozione cinematografica patrocinato dalla Provincia di Roma e dai Comuni di Bracciano, Grottaferrata, Tivoli e Tolfa. Questa sera verrà proiettato al cinema "ALFELLINI" il film di Marina Spada "Il mio domani" con Claudia Gerini, Raffaele Pisu, Claudia Coli, Paolo Pierobon e Lino Guanciale. Il film è stato presentato nel 2011 al Festival del Cinema di Roma e ha valso una candidatura alla Gerini al David di Donatello e ai Nastri d'Argento come Miglior Attrice Protagonista.
Insomma che aspettate? Tanto a casa non fate nulla, in televisione non c'è nulla e oltretutto quello che c'è non vale la pena di essere guardato. Quindi alzate le terga e dirigetevi fiduciosi al cinema "ALFELLINI" viale I Maggio 82, Grottaferrata.

A Spazio Novecento arriva il primo Rum festival italiano

rum in romeSi  svolgerà sabato 3 e domenica 4 novembre, nella splendida cornice di  Spazio Novecento a Roma (Piazza Guglielmo Marconi, 56/B), la manifestazione "RUM IN ROME FEST", il primo festival italiano dedicato al  prezioso distillato dei Carabi. L'evento, organizzato da NEEO Group S.r.l. e  Patrocinato da FEDERLAZIO, FIPE-Confcommercio  Roma e Assessorato alle Attività Produttive, al Lavoro e al  Litorale di Roma Capitale, è finalizzato alla valorizzazione ed alla  diffusione della cultura del rum nonché al rafforzamento delle partnerships  commerciali, turistiche e culturali tra l'Italia ed i paesi da cui trae origine  questo prezioso distillato. Nell'ampio open  space di Spazio Novecento i visitatori avranno la possibilità di degustare le  etichette appositamente selezionate presenti alla manifestazione. Durante i due  giorni di manifestazione verrà organizzata una Rum Cocktail Competition che  vedrà barman di diverso livello sfidarsi in una gara di cocktails a base di rum.  Ma non mancheranno anche la musica e la danza caraibica. Durante la serata di  sabato 3 Novembre i visitatori potranno assistere, bicchiere di rum alla mano,  alle performance musicali del Septeto Naborì, un gruppo di giovani di Santiago  de Cuba, specializzato nella musica tradizionale cubana come il Son, la Salsa,  la Guaracha, il Bolero e il Guaguanco.
Direttore artistico  di RUM IN  ROME FEST sarà Mansur Naziri, già direttore artistico "Fiesta!", una delle manifestazioni estive più amate dal pubblico.
Orari:  sabato 3 novembre dalle ore 16.00 alle 03.00 – domenica 4 novembre dalle ore  14.00 alle ore 21.00

Per  ulteriori informazioni e per conoscere il programma della manifestazione:
www.ruminromefest.com
Tel:  06.66183792 - 338.4467573

"Padre Marco racconta": da Bellegra al Perù con la fede nel cuore

padre marco morascaPadre Marco Morasca, è un sacerdote originario di Bellegra (nei pressi di Subiaco), il quale dopo aver vestito l'abito dell'Ordine di Sant'Agostino, ha deciso nel 1977  di lasciare l'Italia per diventare missionario in Perù, trascorrendo 26 anni della sua vita in Apurimac, regione delle Ande peruviane tra le più isolate del continente americanoUna lunga esperienza di vita, che Padre Marco ha descritto nel volume " Padre Marco racconta",edito da Apurimac. Nelle 160 pagine del libro, il sacerdote parla del lungo soggiorno in Perù, suddividendo l'interessante racconto in 20 capitoli, tutti caratterizzati da descrizioni di usi,costumi e tradizioni oltre che da riferimenti,annotazioni e considerazioni. Dopo aver ricordato il giorno della partenza,Padre Marco conduce il lettore alla scoperta di una parte del mondo rimasta intatta fino a pochi anni fa, a causa del suo isolamento, con piccoli villaggi posti fino ad oltre 5 mila metri di altitudine. Una realtà che Padre Marco affronta con serenità e tanto impegno,riuscendo ad inserirsi completamente in un contesto difficilmente immaginabile, imparando moltissimo da quelle popolazioni,"riscoprendo –  egli ha scritto nel libro -  antichi valori come quello del silenzio e la bellezza della contemplazione della natura,che rivela la grandezza di Dio". Completano il volume una ricca documentazione fotografica ed un glossario, che facilitano la comprensione di particolari espressioni del linguaggio locale.



Fabrizio Lollobrigida

Miss Teenager Italy 2012

Nella serata del 26 ottobre s’è svolta ad Anzio, in località Lavinio Stazione, nel ristorante "Boccuccia", la terza tappa del concorso “Miss Teenager Italy 2012”.

La serata è stata organizzata e presentata da Daniela Valenzi, in compagnia di Ennio Abbondanza, che hanno presentato ospiti ricchi di talento come Catia Leone, Gladys Mariotti, Leonardo Starace, Lamberto De Simone e Marzia De Lorenzo; presente tra gli ospiti a cena anche il principe Idrissi Azzouzi Abdallah.

Per contornare la serata ci ha deliziato della sua presenza e del fascino la bellissima attrice e modella Demetra Lisa Ann Hampton, madrina dell’evento, famosa per aver interpretato “Valentina”, il celebre fumetto, nella versione televisiva e poi le due vincitrici delle tappe precedenti Natalia Spada ed Ellyson Esposito.

Le partecipanti del concorso sono state divise in due categorie: canto e moda.

Per quanto riguarda la prima categoria abbiamo avuto il piacere di ascoltare le ragazze cantare canzoni famose d’artisti internazionali e non, che si sono cimentate nell'interpretazione di generi molto diversi tra loro: Giada Agasucci, Sara Maranesi, Camilla Longo, Ilaria Mariani ed Arianna Donnici.

Per quanto riguarda la categoria moda, invece, abbiamo ammirato le ragazze sfilare in abiti sportivi ed in costume da bagno, scelti dal guardaroba personale in modo da poter vedere i loro gusti nel vestire, lo stile, la personalità ed il modo di rappresentarli indossati: Luisa Bassotto, 19 anni alla sua seconda esperienza di concorsi, sogna di entrare nel mondo dello spettacolo in qualunque campo; Sara Petronio, 17 anni sogna di diventare hostess e magari fotomodella; Alessia De Angelis, 18 anni spera di fare altri concorsi e diventare modella; Corinne Colli ragazza dai capelli ramati sogna di fare modella e fotomodella; Gaia Piazzolla 17 anni; Arianna Cozzi, 17 anni ha fatto altri concorsi tra cui miss Italia mascotte Lazio e sogna di diventare testimonial di “Victoria Secret”; Arianna Donnici, 19 anni che oltre nel campo della moda cerca d’affermarsi come cantante; Giada Di Berardino, 14 anni anche lei sogna il mondo dello spettacolo.

Nella giuria, accuratamente scelta e competente nei vari settori, c'erano Roberta Murzilli, Liana Amicone, Marco Pedrozzi, Andrea Elia e Giovanni D'Onofrio.

Tutte le partecipanti sono molto carine, oltre che ragazze talentuose, con possibili potenziali da scoprire o da affinare, alla loro prima esperienza oppure che hanno già partecipato a concorsi o sfilate.

Per la giuria è stato difficile poter scegliere le vincitrici, con un colpo di scena, infatti, c'è stato anche un pari merito per quanto riguarda le ragazze della sezione canto, hanno ricevuto l'attestato e la medaglia per partecipare alla semifinale due ragazze: Arianna Donnici e Camilla Longo, entrambe bravissime. Arianna ha cantato “It's oh so quiet” di Bjork un brano particolare che richiede molta interpretazione e che permette all'artista di alternare note più basse e più alte per sottolineare la sua bravura. Camilla canta invece una canzone di Miley Cyrus in cui non c'è una grande variazione di testo o di note, impersonata in maniera forte ed emozionante.

Nella sezione moda vince invece Giada Di Berardino, una ragazza di soli 14 anni, che in passerella ha saputo spiccare e rimanere impressa sia al pubblico sia alla giuria per la sua bellezza e la sicurezza; ad un solo punto di distacco sono arrivare, a pari merito, Sara Petronio ed Arianna Cozzi. La serata è stata piacevole per le partecipanti del concorso che si sono divertite e si sono messe in gioco e per il pubblico che ha assistito ad uno spettacolo ben fatto accompagnato da un’ottima cena, a base di pesce, nella splendida location del Ristorante Boccuccia.

Peccato per il brutto tempo che non ha permesso ai numerosi presenti d’assistere allo spettacolo pirotecnico offerto dello sponsor “Ostia pirotecnica”.

Un augurio alle vincitrici per la semifinale e la finale e che vinca la migliore!

Monte Porzio Catone: “Una borgata che è tutta un’osteria”

MonteporzioSabato 3 novembre, alle ore 17.00, presso il Museo Diffuso del Vino di Monte Porzio Catone, verrà presentato ufficialmente il volume Una borgata che è tutta un’osteria- Catalogo del Museo diffuso del Vino.
Il libro, curato dalla dott.ssa Simona Soprano (in forza al personale del Polo Museale e che, per il tramite dell’Associazione Manacubba, si occupa della gestione del Museo diffuso del Vino) viene pubblicato da EXORMA edizioni, nell’ambito della collana “Tusculana – Quaderni del Museo di Monte Porzio Catone”. Il volume è suddiviso in due sezioni: introduzioni e saggi che introducono alle tematiche legate alla produzione del vino (redatte da Marcello Arduini, Docente di Antropologia dei Patrimoni Culturali, Università della Tuscia di Viterbo e Direttore del Museo del Vino di Castiglione in Taverina; Simona Soprano, conservatrice in Beni Culturali e curatrice del volume; Flavia Braconi, antropologa; Luciano Ledda, antropologo; Francesca Sbaraglia, storica dell’arte; Maurizio Taglioni, sociologo e giornalista enogastronomico) e il catalogo inventariale della collezione museale.

Gabriele Cirilli: "Sono un attore totale..."

664-gabriele-cirilliNon c’è bisogno di molte presentazioni. Nato artisticamente a Roma, ma consacrato a Milano con Zelig e con la romanissima Kruska (proprio lei, l’amica di Tatiana): Gabriele Cirilli è senza dubbio uno dei comici italiani più amati. Dopo gli studi di recitazione presso il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diretto da Gigi Proietti, ha fatto teatro, cabaret, doppiaggio, cinema e televisione. Lo abbiamo incontrato prima della diretta di Tale e Quale Show, programma di Rai Uno di cui è la punta di diamante.

Sei l’unico concorrente della scorsa edizione ad essere stato riconfermato…
Alla fine della scorsa edizione io e Carlo Conti ci siamo accorti che stavamo lavorando bene: stavamo facendo ascolti paurosi, avevamo superato anche Zelig. Mi ha riproposto per questo format perché serviva una verve comica, e siccome trovare un comico che oltre a far ridere sappia anche cantare e intrattenere è veramente difficile…

Proprio quello che abbiamo visto in queste sere: un artista completo.
Quando ho iniziato la scuola di recitazione, Gigi Proietti ci teneva a far capire una cosa molto importante: che l’attore deve’essere a 360 gradi. Deve poter spaziare, deve saper fare cabaret, teatro comico e drammatico, cantare, ballare… qui in Italia purtroppo non c’è modo di far capire che se uno è bravo, lo è sempre. In America ad esempio è tutto diverso. Per fare dei nomi: Jim Carrey, Billy Cristal, Ben Stiller, Eddy Murphy, e poi Jack Black - al quale mi ispiro molto - riescono a fare tutto senza nessuna etichetta.

Hai mai pensato ad un tuo One Man Show?
Diciamo che nei miei spettacoli live lo faccio: il problema sta nel portarlo in televisione, visto che in Italia o c’è Fiorello, o c’è Panariello – per carità, beati loro che hanno la fiducia cieca degli sponsor. Questa cosa è uno dei guai del nostro Paese: non si danno possibilità, non si rischia, non si dice mai “perché no, proviamo”. Ed è così anche nel cinema. Per dire, la settimana scorsa al cinema ho visto quattro trailers: in tre di questi c’era Valerio Mastrandrea come protagonista. Mi vuoi far credere che non esistano attori bravi quanto lui? Ecco, questa è l’Italia.

Gli ascolti dicono però che il pubblico ti vuole, eccome.
Il pubblico vede che io mi dò completamente. Sono una persona vera, e credo proprio che questo il pubblico lo noti. La gente per strada mi ferma con calore, con affetto reale.

Certo, siamo rimasti tutti affezionati al personaggio di Kruska…
Kruska per me è tutto. Mi ha dato popolarità, mi ha dato visibilità, e mi ha dato quei ‘soldini’ grazie ai quali sono stato in grado di fare delle scelte: non ho dovuto accettare tutto per forza. In questo modo puoi cominciare a fare la tua carriera scegliendola, e non subendola.

Sei cambiato molto?
No, in realtà non sono cambiato. Quando facevo teatro vedevo che erano i tormentoni a rendere visibili i personaggi televisivi: allora ci ho provato allo stesso modo, per rimanere impresso anche io al pubblico e alle persone. Non rinnego niente di tutto quello che ho fatto, anzi, per me è motivo di orgoglio. Solo che in questo periodo, semplicemente, non mi va più di fare personaggi televisivi: preferisco fare uno stand up, un monologo, fare un po’ più l’attore: ciò da cui sono partito quando ho fatto la scuola di Gigi Proietti.

E non vuoi più “tornà bambino”?
Certo! La vera fortuna di quel tormentone è che è stato il primo personaggio dopo ‘Ninetto’, ‘Kruska’ e l’Abruzzese’, che mi ha permesso di essere me stesso. E’ nato quando è nato mio figlio. Quando ti nasce un bambino devi iniziare a prenderti delle responsabilità: dopo un po’ di responsabilità ‘accumulata’, ti viene proprio da dire “oddio, vojo tornà bambino!”.

Del resto Ursula K. Le Guin ha detto: “Un adulto creativo è un bambino sopravvissuto”...
Nella mia anima da adulto ci deve sempre essere un bambino. Quando mi chiedono perché sono sempre allegro, io rispondo che non faccio uno sforzo: se Dio m’ha dato il sorriso, perché non sorridere?

Per questo hai deciso di fare il comico?
Io non ho deciso di fare il comico, ho deciso di fare l’attore. Faccio il comico perché mi viene meglio, ma ho dato prova di essere bravo anche a livello drammatico, ad esempio, quando ho interpretato San Leone (nella fiction  “San Francesco” su Rai Uno, ndr). Poi l’emozione si può far avere attraverso una risata, attraverso un pianto, anche attraverso una canzone: ecco, l’importante è dare un’emozione, e a me riesce meglio facendo ridere.

Pensi sia utile la comicità in Italia, in questo periodo così nero?
Ogni lavoro è una missione. Ad esempio un giornalista fornisce informazioni che il lettore non conosce, quindi è utile. Io credo di essere utile regalando un sorriso: del resto esiste la comico-terapia, e ti posso garantire che ridere fa bene. Quindi, mi sento utile alla società, e soprattutto in questo periodo, in cui una risata, magari, ti può distogliere da un problema.

Ti abbiamo pizzicato durante le prove di Tale e Quale Show, ma sappiamo che non ti fermi un attimo. Cosa bolle nella pentola di Gabriele?
Non potrei dirlo, ma…ho un progetto un po’ambizioso, e difficilissimo. Vorrei ricreare una coppia artistica, e sto cercando un’attrice brava, che stia bene vicino a me. Vorrei portarla a Zelig, ma non solo: ho girato una puntata pilota di una sitcom che si sviluppa in cucina, “Giorgio e Matilde cuochi” - la puntata pilota l’ho fatta con Anna Falchi, ma non credo che con lei possa nascere questa coppia. Poi c’è “Pit Stop”, che vorrei portare su Rai2 in seconda serata, dove io e mia moglie gestiamo un locale in cui c’è di tutto, che io vorrei diventasse un luogo di spettacolo, e invece lei pensa solo a fare soldi. E poi in teatro. Insomma, questa coppia la vorrei portare in giro: televisione, teatro, cinema.. proprio come le tante coppie artistiche “di una volta” che hanno segnato il mondo dello spettacolo. Ma ancora non riesco a trovare la persona giusta.



Carol Verde