Giovedì, 20 Giugno 2019

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“Operazione Akhtamar”, prestigioso riconoscimento per Bruno Scapini

akhtamar
Un premio autorevole e prestigioso per un libro intenso, originale e dall'alto valore simbolico. Bruno Scapini con il suo

“Operazione Akhtamar” è risultato il primo classificato per la sezione libro edito di narrativa,

in occasione della premiazione della sesta Ragunanza di poesia, narrativa & pittura, svoltasi domenica nel parco di Villa Pamphilj,

presso la Cascina del Bel Respiro. L’evento da ben 6 anni ha l’intento e l’obiettivo di ricordare i raduni organizzati da S.A.R. Cristina di Svezia.
La Giuria composta da Roberto Ormanni (Presidente di Giuria), Michela Zanarella (Presidente del Premio), Giuseppe Lorin, Fiorella Cappelli, Serena Maffia, Lorenzo Spurio, Alessandra Battaglia, David Cardarelli, ha decretato i vincitori, dopo attenta valutazione delle opere pervenute da ogni regione d’Italia e anche dall’estero.

Una grande soddisfazione per Scapini che ha messo anima e cuore per scrivere “Operazione Akhtamar, romanzo fantapolitico sul tema della rivendicazione armena per il genocidio subito: “Questo mio libro – ha detto – vuole essere una incitazionea riflettere in maniera profonda su questo genocedio che non può e non deve essere dimenticato. Con questa mia opera, dunque, voglio che si eviti l'oblio per un fatto storico che deve essere da monito per le generazioni future”.

Ricordiamo che Bruno Scapini è una vita che si dedica alle relazioni internazionali e ha un rapporto profondissimo con l'Armenia. Nato a Roma nel 1949, laureato in Scienze politiche, ha iniziato la sua carriera diplomatica nel 1975, ricoprendo tra il 1978 e il 2014 diversi incarichi sia all’estero che in Italia. Ha svolto funzioni di console generale a Capodistria in Slovenia e a Losanna in Svizzera, venendo nel corso della carriera assegnato come consigliere presso le ambasciate d’Italia in Ghana, Turchia, Lussemburgo e Atene.

In Italia, presso il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale è stato capo ufficio del Servizio del contenzioso diplomatico ed ispettore del Ministero e, presso il Dipartimento degli italiani nel mondo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tra il 1995 e il 2000, è stato capo ufficio dei diritti politici degli italiani all’estero e, successivamente, capo del Dipartimento medesimo.

Da ultimo, ha ricoperto l’incarico di ambasciatore e ministro plenipotenziario in Armenia dal 2009 al 2013: una esperienza, questa ultima, che molto probabilmente ha inciso sulla scelta di scrivere “Operazione Akhtamar”.

Marco Montini