Giovedì, 02 Aprile 2020

Ultimo aggiornamento12:25:07 PM

  • Twitter
  • Info

ROMA CAPITALE

Agguati e sparatorie ad Acilia e Testaccio


di Luca Priori  

Quello iniziato da poche ore è un weekend caratterizzato dalla violenza, come testimoniano i numerosi fatti di cronaca avvenuti ieri, Venerdì 15 Febbraio.
Tutto è partito ieri pomeriggio ad Acilia, quando intorno alle 18.30, un uomo, Salvatore Valenti, è stato il destinatario di un vero e proprio agguato di fronte alla propria abitazione. Valenti è stato colpito per ben quattro volte alle gambe da colpi di arma da fuoco, esplosi da un uomo a bordo di una motocicletta, il tutto sotto gli occhi della moglie e della figlia; la vittima è stata immediatamente soccorsa e trasportata all’ospedale Giovan Battista Grassi; le sue condizioni, a detta dei medici, non sono gravi. Ora agli inquirenti l’arduo compito di identificare la mano che ha esploso i colpi.
Colpi di arma da fuoco sono stati sparati anche a Roma, nel quartiere Testaccio, di fronte l’entrata della celebre discoteca gay “Alibi”. Non si è registrato nessun ferito, anche grazie alla chiusura del locale, che non era aperto al pubblico alle 3.30, orario dell’accaduto. Stando alle indagini, a scaricare la dozzina di proiettili contro l’entrata della discoteca, sarebbero stati degli uomini a bordo di un’autovettura con targa straniera.

Malagrotta, dal 21 febbraio prime indagini sulla perizia

malagrottaDopo il ricorso del Codici in Consiglio di Stato è stata disposta una nuova perizia su Malagrotta. L’incarico è stato affidato al Politecnico di Torino e le prime indagini verranno effettuate il 21 febbraio. Il collegio di verificazione dovrà valutare specificamente:
·        Se è vero che a monte della discarica la falda non si inquinata e quindi l’acqua sia potabile;

·        Se gli agenti inquinanti rinvenuti siano o meno conseguenza dell’inquinamento da discarica;

·        Se nell’area si registra un’alta concentrazione di metalli.
Proprio oggi gli organi di stampa parlano della bocciatura, da parte dell’Ue, della gestione dei rifiuti del Lazio. E’ stata decisa la realizzazione dell’impianto di tritovagliatura di Rocca Cencia e bocciato il progetto per un analogo impianto a Malgrotta. La situazione ha assunto già da tempo i caratteri di emergenza ed ora si avvicina sempre di più l’importante passo delle indagini del Politecnico sull’inquinamento dei terreni.
“Finalmente ci siamo – commenta Marisa Barbieri, Responsabile del Codici – Lanciamo l’iniziativa di mobilitazione dei cittadini per sostenere la verifica delle condizioni di salubrità della zona di Malagrotta. Finalmente scopriremo gli elementi inquinanti presenti a Malagrotta e le cause che li hanno determinati. Attraverso la consulenza tecnica si farà luce su una situazione che dura da fin troppo tempo e che mette a rischio la salute dei cittadini. Per questi motivi sosteniamo con forza la mobilitazione del 21 febbraio per sostenere l’avvio delle indagini sui terreni di Malagrotta”.

Umberto I, Codici: Che strada ha percorso il Ministro Cancellieri?

policlinico umberto IIl video di Spazioconsumatori.tv all’interno del Policlinico: sovraffollamento, mancanza di posti letto, mancanza di privacy per i pazienti, angoli fatiscenti e abbandonati
Roma, Umberto I: passando per Pronto soccorso e gallerie ipogee, il Ministro dell’Interno Cancellieri ha visitato martedì scorso il più grande ospedale universitario d’Italia. Le impressioni? La Cancellieri rimane positivamente colpita, dichiarando che, se mai ne avesse bisogno, non esiterebbe a farsi ricoverare nel famoso nosocomio romano. 

Opposte, invece, le valutazioni del Codici, che proprio negli stessi giorni ha inviato la redazione di Spazioconsumatori.tv a visitare il Policlinico.
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: Spazioconsumatori.tv e il Ministro, avranno forse percorso strade diverse all’interno dello spesso ospedale? La risposta rimane un mistero, ma intanto, qui sotto, ecco spiegato cosa è emerso  dal servizio “Umberto I, se questo è un Policlinico”.

Gli ultimi scandali, a tutti noti, riguardavano sovraffollamento del Pronto soccorso, la proliferazione di pazienti abbandonati sulle barelle, a volte anche per giorni, gallerie e sotterranei non a norma e pericolosi. Alcune emergenze sono rientrate, ma la situazione generale non è poi così rosea. Da più parti infatti, come raccontano gli organi di stampa, si lamenta la mancanza di personale, di posti letto e di strutture adeguate, situazione comune, purtroppo, anche ad altri ospedali italiani.

Ma andiamo nello specifico e affrontiamo lo scottante problema della “piazzetta”, la stanza dove i malati del Pronto soccorso venivano portati nell’attesa, spesso molto lunga, di una diagnosi o di un posto letto. Avrebbe dovuto essere eliminata, ma così non è stato, come dimostrano le immagini del servizio di Spazioconsumatori.tv (http://spazioconsumatori.tv/invia-il-tuo-video/visualizzavideo/334/sanita/umberto-i-se-questo-e-un-policlinico.html): sicuramente meno affollata rispetto a non molto tempo fa, ma  ancora frequentata da pazienti in barella o sedia a rotelle.

Di certo non stanno meglio gli anziani stipati nelle sale visite, senza nemmeno un separè tra un letto e l’altro. Spesso la privacy dei pazienti viene violata, per la mancanza, appunto, di separè, ma anche di posti, in tal modo le persone sono ammassate una accanto all’altra, costrette a tenere le borse con i propri averi sotto il proprio letto.

Passiamo poi a “Le gallerie ipogee: ciò che è sfuggito al restauro”. Sotto i letti dei pazienti si estendono per chilometri le ormai celebri gallerie, chiuse per ristrutturazione e riaperte solo da poche settimane. Ma basta fare un giro sotto il reparto di ginecologia per rendersi conto che i lavori da fare sono ancora tanti. Le immagini del servizio parlano da sole: mattonelle rotte o mancanti, macchie simili a quelle dovute ad infiltrazioni, rifiuti o scarti ammassati ed abbandonati in alcuni angoli, scatoloni con la scritta “fragile” abbandonati, a volte contenenti, forse, macchinari non utilizzati. Le tubature del soffitto in alcuni punti appaiono scoperte, cosa che non sembra garantire un grande livello di sicurezza. Alcune tubature sono fatiscenti, cadono letteralmente a pezzi. Le immagini mostrano anche un bagno, praticamente abbandonato, sporco e cadente, mentre alcuni angoli della struttura sono lasciati come discariche per carte e materiali ospedalieri. 

“I problemi riscontrati nel Policlinico sono sicuramente comuni anche ad altri ospedali – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – ma le immagini che abbiamo visto sono troppo importanti per non invitare chi di dovere ad affrontare tempestivamente il problema. La sanità ultimamente sta diventando un tasto dolente per il nostro Paese e i continui tagli di sicuro non aiutano a migliorare la situazione, ma la peggiorano facendo aumentare i disservizi”.

Il servizio “Umberto I, se questo è un Policlinico” è disponibile su
www.spazioconsumatori.tv.

La Metro B(lack) out di Roma

metro b Bologna1Metro b, fermata Bologna, la sfida per i consumatori: provate a fare il biglietto!
Roma, metro B, come black out. Sono tanti, infatti, i black out che riguardano la linea metropolitana della Capitale: da quelli elettrici, con conseguente mancanza di illuminazione e stop delle corse, a quelli informativi, visto che in situazioni di disagio spesso i viaggiatori sono lasciati  all’oscuro di tutto, senza nessuna spiegazione sugli eventi.

Ma il blackout è anche quello degli schermi non funzionanti delle macchinette erogatrici di biglietti, come succede stamattina (ma chissà da quanto persiste il guasto e per quanto ancora durerà) alla fermata Bologna di quella che ormai il Codici ribattezza come “Metro (B)lack out”.

Quattro macchinette su quattro sono infatti fuori uso. Come si fa a comprare i biglietti? 
"Disservizi del genere – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – potrebbero incentivare l’illegalità della condotta dei viaggiatori, invogliando, chi già è titubante se comprare o meno il biglietto, a non servirsene”.

Sembrerebbe un servizio particolarmente problematico quello della metro B, che continua inesorabilmente a collezionare disservizi e disagi per i consumatori. Basta fare qualche esempio per rendersi conto della problematicità della situazione. 

11 febbraio 2013: black out in serata, nell’ora di punta, nella stazione San Paolo della metro B e della Roma-Lido a causa del maltempo. La stazione è stata chiusa alle 20.30 ed è stato vietato l'accesso ai viaggiatori per ragioni di sicurezza. La stazione è stata riaperta alle 21.50. In tutto ciò, il personale non era in grado di fornire spiegazioni (blackout informativo).

28 gennaio 2013: a causa di un intervento tecnico nella stazione di Rebibbia, la linea dalle 6.20 alle 7.20 è stata sostituita da bus lungo la tratta Tiburtina Fs-Rebibbia e viceversa. Ma i viaggiatori segnalano che i disagi sono proseguiti ben oltre le 7.20: solo alle 9:05 sono ricominciati a transitare i vagoni, ma non si riusciva a salire per l’eccessivo affollamento dei treni. Anche la Roma-Lido ha avuto problemi: alla fermata di Santa Maria del Soccorso i cancelli sono rimasti chiusi, sia per chi doveva accedere al servizio, sia per chi usciva dal convoglio fermo in stazione, tutto senza ricevere alcuna informazione. Anche qui quindi, il black out è anche informativo.

21 dicembre 2012: per tutta la mattinata la linea B della metropolitana è rimasta bloccata tra pesanti ritardi, interruzioni a catena e paura per i viaggiatori. La stazione Tiburtina è stata evacuata intorno alle 9.45 ed è stato deciso lo stop su tutta la linea. Anche a Piramide c’era il caos. Pare che i disagi siano stati causati da un atto vandalico.

17 dicembre 2012: quindici minuti per arrivare da Circo Massimo a Cavour: due fermate di metro B. Ancora uno stop nel tardo pomeriggio, breve ma comunque un blocco della linea. I treni per tre stazioni consecutive hanno fatto un pit stop di oltre cinque minuti prima di ripartire.

10 dicembre 2012: la linea è stata interrotta per più di due ore tra Castro Pretorio ed Eur Magliana. L’ennesimo "inconveniente tecnico", questa volta dovuto alla caduta della linea aerea alla stazione Garbatella.

“I disservizi degli ultimi mesi descrivono una situazione veramente al limite del collasso – continua Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Inoltre, se pensiamo al recente aumento del biglietto ci chiediamo: ma i soldi spesi valgono veramente il servizio erogato?”.

In due settimane tre volte a fuoco la scuola Quartararo

augusto santori“In poco meno di due settimane è la terza volta che gli studenti della scuola media Quartararo alla Magliana sono costretti ad uscire o a non entrare a scuola a causa di tre incendi divampati per cause sconosciute all’interno della struttura”, così dichiara in una nota Augusto Santori, Capogruppo de La Destra in Municipio XV, a seguito delle ultime costanti segnalazioni dei genitori in merito alle fiamme divampate alla Quartararo.

“La scuola Quartararo – aggiunge Santori – sita tra Via della Magliana e Via della Magliana Nuova è una struttura che ospita decine e decine di bambini, tra elementari e medie, ma è in particolare l’ala frequentata dai ragazzi della media ad essere stata interessata da questo genere di episodi. Eventi che hanno interessato le scale della stessa e che oggi sembrerebbe aver colpito l’ascensore. In tutti i casi i responsabili scolastici hanno effettivamente dimostrato grande responsabilità provvedendo a evacuare buona parte delle classi nel massimo dell’ordine e della responsabilità”.

“Naturalmente – conclude Santori – si tratta di episodi che non possono non preoccupare sia i ragazzi sia le loro famiglie, perché a questo punto la frequenza di questi incendi non può non far sospettare nella natura dolosa di quanto avvenuto. In tutti i casi si è registrato l’intervento dei Vigili del Fuoco e la puntuale denuncia degli accaduti. Chiediamo però alle Autorità competenti di fare immediata chiarezza sulle cause di tali eventi affinché possa tornare il giusto grado di serenità tra gli studenti che frequentano questo plesso, attualmente e anche in passato connotatosi per il costante stazionamento di senza fissa dimora e camper a pochi metri dall’entrata della scuola”.

Detenuto di Rebibbia muore al Pertini per un malore

velletri carcereSi è sentito male dopo una seduta di ginnastica. Soccorso con il defibrillatore dal personale presente, è stato immediatamente trasferito nella struttura protetta dell’Ospedale “Sandro Pertini” dove, però, è deceduto poco dopo il suo arrivo.  E’ morto così, questo pomeriggio, Antonio Schena, detenuto 46enne del carcere di Rebibbia N.C.. La notizia è stata diffusa dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Schena è la prima persona che muore, nelle carceri del Lazio, nel 2013.
L’uomo era detenuto in una cella della sezione G 9 del carcere di Rebibbia N.C., quella riservata ai cosiddetti reclusi precauzionali, proveniente da Genova.
Ex carabiniere della stazione di Genova-Sampierdarena, sospeso dall’Arma, Schena stava scontando una condanna per  una serie di reati fra i quali la vendita di falsi titoli onorifici del “Sovrano Ordine di Malta e di Cilicia” e falsi attestati di onorificenza dell’Onu in cambio di denaro da destinare a suo dire a scopi benefici.
«Quest’uomo non soffriva, almeno in apparenza, di patologie così gravi da metterlo a rischio di vita - ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni - Il problema, però, è che gli attuali livelli di sovraffollamento, la carenza di risorse e le gravi difficoltà in cui versa la sanità penitenziaria del Lazio, fanno si che le carceri non siano le strutture più adeguate a garantire livelli ottimali di tutela della salute alle persone che vi sono recluse».

Bocciofilo Vigna Pia al freddo da dicembre

bocce“Continuo a ricevere quotidianamente chiamate di cittadini anziani del quartiere Vigna Pia i quali, oramai inermi, chiedono aiuto per ripristinare l’impianto di riscaldamento del centro bocciofilo di Via Bianchi, oramai non funzionante dal mese di dicembre”, così dichiara in una nota Augusto Santori, Capogruppo de La Destra in Municipio XV, a seguito dei continui esposti inviati dai responsabili del centro anziani all’attenzione del Presidente del Municipio Paris.
 
“Il circolo bocciofilo di Vigna Pia è una realtà storica del quartiere e ospitava quotidianamente decine e decine di anziani delle zone Portuense e Marconi – aggiunge Santori – ospitava perché buona parte degli anziani oramai da qualche settimana tende a non frequentare più il centro a causa delle temperature rigide che si trovano al suo interno. Già nei periodi estivi, seppur esistente, non ha mai funzionato l’impianto di climatizzazione ma, crediamo, che quello del mancato funzionamento dell’impianto di riscaldamento da più di due mesi sia un contesto vergognoso cui si deve metter fine nell’immediato”.
 
“Crediamo che nel sociale – conclude Santori – al di là delle tante parole che caratterizzano il centrosinistra e delle iniziative, spesso di facciata, intraprese da questo Municipio, ci sia maggiormente bisogno di azioni che favoriscano l’attività ricreativa e ludica nella sua quotidianità che non di eventi spot. Le negligenze dimostrate nei confronti di questo quadrante del quartiere da parte di Paris e del centrosinistra vengono però terribilmente al pettine in questo genere di casi, ove a giustificazione dei mancati interventi si apportano argomentazioni di natura burocratica che poco hanno a che vedere con ciò che gli ultrasessantenni del quartiere vorrebbero avere: un posto riscaldato ove potersi incontrare ogni giorno”.

Foibe, Santori (La Destra): Ricordare sempre

fabrizio-santoriLa sinistra per molti anni ha negato l’esistenza delle foibe, ha ignorato la tragedia di migliaia di italiani cacciati dalle loro case, derubati dei propri averi e della loro stessa vita alla fine della Seconda guerra mondiale. Famiglie intere perseguitate e uccise, gettate nelle fosse comuni. Ma è necessario ricordare sempre e bene che cosa è accaduto, perché non accada mai più e per evitare che il mostro mimetizzato nell’ignoranza e nell’oblio si impadronisca ancora della storia. Il ricordo rimane vivo grazie anche alla grande forza dimostrata nel reagire alla disgrazia dalle famiglie dei profughi, molte delle quali abitano oggi a Roma e nel Lazio, ed esprimono alti valori e capacità nell’associazionismo, nelle professioni, nell’impegno sociale, nelle arti e nella cultura”. Lo anticipa in una nota Fabrizio Santori, consigliere di Roma Capitale e candidato al Consiglio regionale del Lazio per La Destra, che prenderà parte domanivenerdì 8 febbraio, alle 18,30, in via Laurentina 599/601, all’inaugurazione della mostra di quadri del maestro Alcide Vodopia: “La nostalgia dentro il mare”, organizzata dall’Associazione culturale Rottanuova onlus e dedicata agli esuli di Istria e Dalmazia in occasione della Giornata del Ricordo il 10 febbraio.

Roma colabrodo, record di voragini a gennaio

voragine romaIl Codici si rivolge alle amministrazioni competenti invitando ad avviare importanti azioni di manutenzione

Fin troppo spesso i cittadini romani si trovano di fronte a dissestamenti del manto stradale (che si moltiplicano nei giorni di pioggia), vere e proprie voragini e crolli di strutture pubbliche e private. Facciamo qualche esempio: a via Ripetta crolla un cornicione, portandosi con sé circa 400 chili di macerie. Continuano le voragini in zona Balduina: ieri in via Anneo Floro si è aperta una buca profonda, per cui la strada è rimasta chiusa. Il 31 gennaio, non lontano, in via Ugo de Carolis, si è aperta una voragine  di circa un metro di diametro.

Alla fine del 2012 ricordiamo la voragine in via Duccio Galimberti, creatasi a causa della rottura di una conduttura idrica, che ha “inghiottito” alcune automobili.

Si pensi comunque, che solo nel mese di gennaio 2013 le buche segnalate dai cittadini sono ben 11, nelle seguenti vie: Via Anneo Floro (Municipio XIX), Via Ugo De Carolis (Municipio XIX), Piazza Sant'Emerenziana (Municipio II), Via Messina (Municipio II), Via Augusto Dulceri (Municipio VI), Via Francesco Antolisei (Municipio X), Via Antonio Musa (Municipio III), Via Eleonora d'Arborea (Municipio III), Via Faenza (Municipio IX), Via Filippo Corridoni (Municipio XVII), Via Ottaviano (Municipio XVII), Via Valle Borbera (Municipio V), Viale Egeo (Municipio XII), Via Ugo De Carolis (Municipio XIX), Via Nemorense (Municipio II).

Il problema del dissesto del manto stradale sembra crescere di anno in anno, se calcoliamo che le segnalazioni passano dalle 44 del 2011 alle 72 delle 2012. Ovviamente i dati (voragini.it) non possono essere statisticamente significativi, ma costituiscono un importante quadro delle disastrose condizioni del manto stradale della Capitale.

“A gennaio sono state registrate ben 11 voragini, senza considerare quelle non segnalate dai cittadini – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Le previsioni che possiamo ipoteticamente avanzare sono preoccupanti, visto che la media mensile dello scorso anno era di 6 buche al mese, mentre quest’anno, solo il primo mese ha registrato il doppio del numero delle buche”. Il Codici si rivolge alle amministrazioni competenti invitandole ad avviare azioni concrete per arginare un problema che da fin troppo tempo affligge la città di Roma.