Sabato, 21 Settembre 2019

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ROMA CAPITALE

Treni, ecco le stazioni del degrado e dell'incuria

codici malcottiIl dossier del Codici mostra poche luci e tante ombre. Tor Sapienza e Pantanella sono le pecore nere

Sono più di 160mila le persone che, grazie al treno, ogni giorno entrano e escono da Roma. Numeri importanti accompagnati dal crescente malcontento sulla situazione in cui versano treni e stazioni. L’Associazione Codici, grazie al contributo di Regione e Direzione Regionale dei Trasporti, ha analizzato la situazione concentrandosi poi sul rapporto tra disabili e effettiva fruibilità del servizio di trasporto pubblico su ferro. Un dossier, quello del Codici, che mostra luci, decisamente poche, e ombre, purtroppo ben più numerose, dei servizi offerti nelle varie stazioni del Lazio. La ricerca è stata effettuata tramite il sistema del Mistery Shopping, e quindi utilizzando realmente il servizio, valutando poi elementi come la qualità e l’efficienza del servizio di infomobilità, l’accesso per i disabili o la gestione e capacità del personale di servizio. Un’analisi piuttosto accurata che, se in alcuni casi ha lasciato con un sorriso, altrove ha mostrato delle carenze piuttosto gravi. Scorrendo le varie valutazioni una delle meglio equipaggiate risulta essere la stazione di Ladispoli. La struttura offre la possibilità di contattare il personale tramite appositi dispositivi e di muoversi all’interno della stessa anche per gli utenti con difficoltà motorie. A finire dietro la lavagna sono invece le stazioni di Pantanella e Tor Sapienza. Pantanella, nonostante sia frequentata soprattutto da studenti, non offre alcuna info all’utenza, disabile o meno che sia, non ci sono avvisi sonori o monitor, biglietteria o macchine erogatrici. Insomma una vera stazione fantasma. A chiudere l’infausto quadro di Codici ci pensa la stazione di Tor Sapienza, alla quale si accede con le scale e, indovinate un po’, durante l’analisi gli ascensori per i disabili erano non funzionanti. Scarsa pulizia e illuminazione, mancanza totale di informazioni, assenza di servizi igienici contribuiscono poi a rendere quella di Tor Sapienza la stazione in cui, secondo gli utenti interpellati, si percepisce uno tra i più grandi, se non il maggiore, stato di insicurezza. Rfi, unico gestore delle infrastrutture in esame, che fine hai fatto?

Ri.Ma.
stazione tor sapienza

Codici: "Caro panettone, quanto mi costi..."

milanese-panettoneSotto Natale è il dono classico per eccellenza, il passepartout per ogni circostanza, il classico pensiero per augurare buone feste a parenti ed amici.

Parliamo del panettone, bontà natalizia a prezzi modici.

La spesa media per un panettone “industriale” delle marche più conosciute può variare dai 3 euro ai 15 euro: una media cioè di 9 euro per un prodotto di circa un chilo. Moltissime sono, inoltre, le offerte: a ridosso del Natale, i supermercati tendono, infatti, a ribassare il prezzo del prodotto anche del 40/50%.

 

Discorso diverso se, invece del panettone da supermercato, si preferisce acquistare nei bar un prodotto artigianale, da forno o da laboratorio di pasticceria.

In questo caso la forbice dei prezzi si allarga: da un minimo di 15 euro, fino a toccare anche 30 o 40 euro, con un guadagno per il commerciante finale di circa 10 o 20 euro.

 

“A questi prezzi siamo abituati – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – è giusto che un alimento, prodotto con materie prime di qualità, con attenzione e cura abbia un costo maggiore, senza nulla togliere ai prodotti industriali”.

 

“In questi giorni – prosegue Giacomelli – sono, però, arrivate segnalazioni di cittadini che lamentano prezzi esorbitanti per l’acquisto di un panettone classico: 60 ma anche 80 euro per un prodotto venduto in alcuni bar e locali delle zone “in” della Capitale. Quando si dice vendere a peso d’oro”.

 

Il Codici si è, quindi, informato sui costi di produzione di un panettone da un chilo. Facendo un giro di telefonate a diverse pasticcerie della Capitale e a laboratori di dolci è emerso che il costo di produzione può variare dai 10 euro fino a 25 euro per un prodotto, in questo caso, di ottima qualità. Il non plus ultra, cioè. Il guadagno per il produttore sarà di circa 10 euro-15 euro.

 

E quello del venditore finale? Cifre sproporzionate, soprattutto per il povero acquirente che, sbalordito, comprerà altrove il suo caro, in tutti i sensi, panettone.

Facendo una media di 17,5 euro per l’acquisto di un panettone da forno, a cui si aggiungono 15 euro per il produttore, arriviamo a 32,50 euro.

 

Il commerciante finale, vendendo il prodotto a circa 70 euro, guadagnerà più del doppio.

“Il lucro è dietro l’angolo o meglio dentro alcuni bar. Occhi aperti, dunque o rifornitevi di panettoni direttamente in pasticceria – conclude Giacomelli.

Metro, Miccoli (Pd): Quali rimborsi e sabotaggi? Alemanno si dimetta

Marco Miccoli“Invece di confondere le acque e parlare addirittura di sabotaggio e ora di rimborsi, Alemanno, il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto, dovrebbe dimettersi  per lo scandaloso malfuzionamento che la rete metropolitana di Roma sta avendo in questi ultimi anni”.  
Lo afferma in una nota Marco Miccoli, segretario del Pd Roma.
“Alemanno - conclude Miccoli - è il primo responsabile, insieme con i vari assessori e le decine di presidenti, Ad e dirigenti Atac che ha assunto e poi cacciato in questi cinque anni, del pessimo esercizio della rete metropolitana.  Gli utenti sono stufi di Alemanno e del suo scaricabarile, e ora si attendono le sue dimissioni e le conseguenti scuse ai romani”.

Metro, Codici: Carta dei Servizi datata e poca qualità dei servizi

metro b romaSi è parlato molto della mancanza di fondi per la manutenzione e il miglioramento di treni e stazioni. Ma questo non giustifica affatto i continui disservizi che i cittadini romani sono costretti a sopportare. E l’ultimo è accaduto proprio oggi, visto che il servizio della metro B è stato bloccato per tutta la mattinata.

Sono frustrati e arrabbiati i pendolari costretti a dover sopportare i continui problemi del trasporto pubblico: costanti problemi tecnici, forti rallentamenti, veri e propri blocchi, allagamenti, chiusura della metro causata da agenti meteorologici, mancanza di energia elettrica. Tutto ciò solo negli ultimi quaranta giorni.

Recentemente il Codici aveva sottolineato l’inadeguatezza della carta servizi dell’azienda, oramai decisamente datata e quindi non in grado di rispettare le attuali necessità dell’utente. A tal proposito ricordiamo anche che la Finanziaria del 2008 (art. 2 comma 461) prescrive che nella stipula dei contratti di servizio è obbligatoria la consultazione delle associazioni consumatori. Inoltre, i gestori dei servizi pubblici sono tenuti ad emanare una Carta della qualità dei servizi, da redigere attraverso intese con le associazioni consumatori.

Il Codici sta ancora aspettando la discussione della carta dei servizi dell’Atac. Come anche la consultazione dell’associazione per rispettare e tutelare i consumatori.

 

A scatenare il caos odierno nel trasporto pubblico è stato un atto vandalico, come testimoniano gli organi di stampa. Quello che il Codici intende è sottolineare è il seguente: i fondi per il miglioramento del servizio non ci sono, ma almeno i controlli per evitare atti vandalici e guasti prevedibili non sono elementi che il servizio pubblico dovrebbe garantire?

La percezione dei cittadini è quella di una totale mancanza di ispezioni e nessuna prevenzione, almeno secondo le segnalazioni pervenute al Codici. Elemento sicuramente strano, visto che contraddice i dati della ricerca svolta dall’Agenzia per la qualità dei servizi pubblici di Roma Capitale. L’indagine, infatti, mostra che oltre il 72% degli intervistati ha notato nel mese di novembre l'aumento della presenza di addetti all'assistenza, verificatori, vigilanti. Rimangono molte le domande aperte.

 

 “Molti dei disservizi lamentati dai consumatori sono risolvibili con maggiori  e più specifici controlli. Il Codici attende dall’azienda risposte concrete – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Manca totalmente la prevenzione rispetto a una variegata serie di problematiche ed è necessaria l’apertura di un più costruttivo percorso di dialogo con i consumatori”.

Un altro Natale senza papà, sono queste le pari opportunità?

di Eleonora Del Padre

Ecco uno dei messaggi che, attraverso enormi striscioni stesi a terra, i papà radunati in mattinata a Montecitorio hanno voluto lanciare: negare ad un bambino la possibilità di vedere il proprio genitore perché divorziato è qualcosa di assolutamente ingiusto e controproducente. Per quanto dura sia, però, la realtà è proprio questa: ancora oggi, nonostante sia previsto dalla legge, l’affido condiviso non trova giusta applicazione; eccettuati rari casi in cui simili episodi si concludono pacificamente e senza incontrare ostacoli, il più delle volte i genitori intraprendono una vera e propria battaglia che, spesso e volentieri, si conclude con il “solito” affido esclusivo, che nel 90% dei casi va alla madre. Eppure, entrambi dovrebbero avere la medesima importanza e dovrebbero collaborare allo stesso modo all’educazione e alla formazione del proprio figlio. Dove sono, allora, le pari opportunità tra i due genitori? È proprio questa la domanda dei papà radunati questa mattina in piazza i quali, indossati abiti rossi e barbe bianche in linea col clima natalizio, hanno deciso di far sentire la propria voce; scopo dell’evento? Quello di difendere “il diritto dei figli di avere due genitori e quattro nonni”, di tutelare gli interessi di soggetti -quali i bambini- ancora incapaci di difendersi da soli. Emblematica anche la scelta dell’abito natalizio: questo, nell’immaginario collettivo, è infatti uno dei momenti più lieti e spensierati dell’anno, in quanto consente ad ogni famiglia di essere più unita e ad ogni bambino di sentire con maggiore intensità quel calore e quell’affetto che per natura gli spetta; questo stesso momento, tuttavia, può risultare estremamente amaro ed infelice: è proprio il caso di quei genitori che non possono vedere i propri figli. Ma questa mattina molti, pur trovandosi in una simile situazione, hanno mostrato grinta e forza d’animo denunciando apertamente i limiti di una legge che non sempre riesce a tutelare loro e i propri figli, ed il primo a riconoscerlo è stato l’onorevole Panis, paladino dell’affidamento congiunto, accorso in piazza per sostenere questa causa: “(…) Questa è una battaglia che condivido”. Lo stesso Panis non ha esitato a sottolineare quanto fragile sia, spesso e volentieri, il controllo di tali situazioni, e da parte sua ha assicurato un maggiore impegno: “i figli -ha detto- hanno il sacrosanto diritto di avere entrambi i genitori”.

Codici sui rifiuti: No al supercommissariamento e a Monti dell'Ortaccio

malagrottaSe Malagrotta fosse prorogata, saranno salassi per i romani che dovranno farsi così carico di 208 milioni di euro di multa Ue.
“La malagestione dei rifiuti a Roma è pagata esclusivamente, e a caro prezzo, dai cittadini, sia economicamente che con la salute - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici- A quanto pare Malagrotta sarà prorogata e continuerà a ricevere rifiuti non trattati”.
Per quanto ancora i cittadini dovranno farsi carico di questa situazione ormai arrivata al parossismo?
Ricordiamo che tutta la zona che insiste intorno a Malagrotta è fortemente inquinata. Gli studi e le analisi finora condotte ci dicono che l’area presenta forti livelli di inquinamento tanto da provocare patologie, anche gravi, ai residenti.

La scelta, anche se temporanea, di Monti dell’Ortaccio andrebbe ad appesantire una situazione già fortemente compromessa a Valle Galeria.
“Abbiamo più volte chiesto le dimissioni del Commissario Sottile – prosegue Giacomelli -  La decisione di confermare Monti dell’Ortaccio come sito post Malagrotta va, purtroppo, in direzione contraria a quelle che sono le priorità dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente. E’ di tutta evidenza che, confermando la proroga di Malagrotta e Monti dell’Ortaccio, ad essere garantiti saranno, ancora una volta, gli interessi di pochi”.

Codici si è battuto fin dall’inizio contro queste possibilità, avviando una class action popolare di risarcimento danni causati dall’inquinamento di Valle Galeria. Hanno risposto in tanti, tutte persone che hanno subìto una perdita in famiglia a causa di gravi malattie (tumori, soprattutto), che sono stati costretti a trasferirsi in un’altra zona di Roma per salvaguardare la salute propria e dei parenti.

Gli studi medici e scientifici, documentati anche da Arpa Lazio, parlano di contaminanti presenti nelle acque a ridosso della discarica di Malagrotta: solfati, ferro, manganese, arsenico, cromo totale, nichel, alluminio, piombo benzene, p-xilene, clorulo di vinile, diclorobenzene, tetracloroetilene e infine il burtibenzenesolfinammide. Le malattie più comuni in zona risultano così essere: tumori ai polmoni, ai reni, al fegato, al seno e ancora asma e bronchiti, problemi al seno nasale, alla tiroide e ormonali, dermatiti atopiche.

“Ma si continua a fare finta di niente – prosegue il Segretario Nazionale del Codici – intanto, però, il Consiglio di Stato, su ricorso della nostra Associazione, ha deciso per le analisi e le verificazioni sul sito di Malagrotta”.
In particolare si verificherà se se è vero che a monte della discarica la falda non sia inquinata e quindi l’acqua sia potabile; se gli agenti inquinanti rinvenuti siano o meno conseguenza dell’inquinamento da discarica; se nell’area si registra un’alta concentrazione di metalli.

Oltre a questo, Codici auspica che non venga nominato alcun supercommissario, siamo contrari ai poteri straordinari, perché questi possono essere di deroga a tutte le norme in materia di gestione dei rifiuti e tutela ambientale e quindi, piuttosto che servire per risolvere un’emergenza, potrebbero rappresentare un aggravio alla situazione.

Con i poteri straordinari si può operare in deroga a disposizioni vigenti trascurando questioni e norme riferite, ad esempio, alla valutazione di impatto ambientale. I danni per la salute dell’ambiente e dei cittadini andrebbero oltre a quelli già evidenti.

Maya in metro...caos e "fine del mondo" sulla linea B

metro b romaI Maya sbarcano a Roma e la profezia della fine del mondo conquista la metropolitana capitale. E' una giornata da dimenticare quella per i pendolari romani, che stamattina si sono ritrovati davanti agli occhi una odissea di disservizi, disagi, guasti tecnici e atti vandalici. Disfunzioni che hanno creato fortissimi problemi soprattutto sulla linea B, rimasta interrotta in molti tratti. Da quanto si apprende inoltre alle ore 10 la stazione metro Tiburtina sarebbe stata evacuata. Nel frattempo giungono comunicazioni da parte dell'Atac. con l'ad Diacetti che fa sapere: "Nelle ultime settimane abbiamo verificato il ripetersi di interruzioni e blocchi delle metropolitane che, alla luce di quanto accaduto oggi, non appaiono più tanto casuali, stiamo interessando con denunce e materiale probatorio gli inquirenti affinchè sia fatta piena luce su quanto accaduto. Personalmente e a nome dell'Azienda, stigmatizzo e condanno con forza atti sconsiderati che interrompono un servizio pubblico". Da questa mattina i tecnici di Atac sono al lavoro per ripristinare i sistemi interrotti e garantire la normalità del servizi.

Il sindaco Alemanno indeciso sul Campidoglio bis?

gianni alemanno italia popolareNel frattempo gli altri candidati affilano le armi. Croppi presenta la sua proposta civile, Prestipino e Sartori attaccano su rifiuti e Imu

di Marco Montini

Centrodestra in subbuglio e Gianni Alemanno ad un bivio. In previsione Comunali a Roma si comincia - o perlomeno ci si prova - a fare sul serio. Qualcuno vocifera che il primo cittadino dell'Urbe appaia indeciso su quello che sarà il domani, diviso tra una candidatura bis al Campidoglio e un approdo al Parlamento, che sembra decisamente più alla portata. Dal quartiere generale nulla trapela se non la volontà di continuare la scia amministrativa iniziata cinque anni fa. Una scia, chiamata Comune di Roma. Tuttavia Gianni domenica, all'evento Italia Popolare, ha parlato tanto, tantissimo di nazionale e di politiche: “I numeri, le percentuali elettorali ci dicono che il Pdl non è adeguato. Questo accade perchè ci doveva essere un cambiamento che non ci è stato. Oggi - ha detto Alemanno al teatro Olimpico - dovevano esserci le primarie e non ci sono state”. Sul tema alleanze: “Deve essere rivolta a tutti quelli che sono alternativi alla sinistra, ma una condizione deve essere chiara: nessuno spazio agli insulti. Serve rinnovamento. Non possiamo accettare insulti a Roma e non possiamo più avere nelle nostre file persone impresentabile”. In soldoni apertura ai centristi, montiani, chiusura alla Lega Nord. Dalla Roma nazionale, alla Roma locale anzi Capitale con i candidati sindaco già sul piede di guerra e prontissimi a esternare cosa non va in città. Tipo la renziana Prestipino, che insieme ai suoi adepti ha dato vita al blitz anti Imu. “Non si tratta di una protesta contro l’attuale governo - racconta la candidata alle primarie del centrosinistra -. La nostra è un’accusa alla malagestione dell’amministrazione capitolina, che ha deciso di applicare una delle imposte più alte sulla prima casa e la più alta sulla seconda”. Duro e non solo con Alemanno, il candidato delle primarie del centrodestra Santori, che si è scagliato pure contro Zingaretti sulla piaga rifiuti: “Ho la preoccupazione che, con particolare riferimento al sito di Monti dell’Ortaccio e alla questione della Valle Galeria, si stia concretizzando un riprovevole accordo preelettorale tra Alemanno e Zingaretti. Un accordo teso a non decidere e a far rimanere lo status quo fino alla nomina di un supercommissario ai rifiuti, personaggio che smarcherà la politica locale dalle proprie responsabilità decisionali”. Chiosa finale per la new entry Umberto Croppi, che lunedì ha presentato la sua proposta civica, definendola un modo “per risanare la politica, eliminare i metodi consociativi e restituire alla Capitale il ruolo degno delle cultura che custodisce”. Secondo gli scettici si tratterebbe di una candidatura sì affascinante ma alla resa dei conti poco concreta visti lo scarso consenso sul territorio di Fli e la fugace (e non proprio positiva) esperienza di Croppi a fianco di Alemanno (ora avversario) in qualità di assessore alla Cultura.

Santori (Pdl): Sui rifiuti riprovevole accordo pre-elettorale?

malagrotta“Un super-commissario per decidere durante vacatio e smarcarsi dalle responsabilità?”
“Ho la forte preoccupazione che sulla questione rifiuti, con particolare riferimento al sito di Monti dell’Ortaccio e alla questione della Valle Galeria, si stia concretizzando un riprovevole accordo pre-elettorale tra il Sindaco Alemanno e l’ex presidente della Provincia di Roma, ora candidato Presidente alla Regione Lazio, Zingaretti. Un accordo teso nella sostanza a non decidere e a far rimanere lo status quo fino alla nomina di un super-commissario ai rifiuti, il personaggio che smarcherà la politica locale dalle proprie responsabilità decisionali”. Così dichiara in una nota il consigliere di Roma Capitale e candidato sindaco alle primarie del centrodestra Fabrizio Santori.
“Si potrebbe rispondere che in ciò non vi sia nulla di male, visto che per ora l’ipotesi della discarica a Monti dell’Ortaccio resta congelata  – insiste Santori – se non fosse che la discarica di Malagrotta continua ad operare e che nessuno ha avuto il coraggio politico di decretarne la definitiva chiusura. Nel frattempo ci si entusiasma sulla nomina di un super-commissario ai rifiuti, guarda caso a poche settimane da presunte vacatio di rappresentanza istituzionale che si potrebbero registrare durante il prossimo periodo elettorale. Così, mentre Alemanno doveva decidere il sito provvisorio e chiudere la discarica di Malagrotta, Zingaretti avrebbe dovuto scegliere il sito definitivo dove realizzare la discarica: ma il tempo passa e si continua a perderlo in ambigui giochetti. La Valle Galeria e i suoi residenti restano con il fiato sospeso, nell’ipotesi dell’imminente insediamento di un super-commissario e mentre Monti dell’Ortaccio resta l’ipotesi più plausibile. Malagrotta resta ancora aperta, con un  gassificatore pronto ad entrare a pieno regime in un futuro sempre più prossimo. E sulla pelle dei cittadini si sarà giocata vergognosamente l’ennesima partita elettorale”, conclude Santori.