Sabato, 04 Luglio 2020

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ROMA CAPITALE

Lettera aperta su Casa di Riposo del comune di Roma RM3

casariposorm3
Riceviamo e pubblichiamo:

Buonasera,
mi chiamo Andrea Buffini e faccio riferimento alla condizione che molti anziani si trovano a vivere nel momento più fragile della loro esistenza.
Scrivo oltre che per mia madre Maria Luisa anche a nome di alcuni familiari di anziani ospiti presso la casa di riposo del Comune di Roma RM3 sita in Via Gioacchino Ventura 60, una struttura da sempre dedita al sociale e all’assistenza dei pensionati ultra 70enni.
Circa un anno fa la direzione della struttura, con comunicazioni solo verbali, ha iniziato ad informare alcuni ospiti e rispettivi familiari che il reparto di loro assegnazione definito “Protetto” sarebbe stato chiuso a causa del ritiro del personale infermieristico gestito da una cooperativa per conto della ASL RM1.
Queste comunicazioni sono diventate sempre più pressanti e coercitive, influendo non poco sullo stato di salute degli anziani e dei loro familiari.
La chiusura annunciata è stata motivata con la necessità di dare seguito al DGR Lazio 525/2019 che prevede, anche, un abbattimento dei costi per la gestione infermieristica.
Gli anziani del “Protetto” sono circa venti, con un’età che va dai 70 ai 103 anni, e sono fondamentalmente tutti “non autosufficienti” benché alcune commissioni ASL abbiano dichiarato tali solo alcuni di essi.
A distanza di un anno, sono arrivate le comunicazioni ufficiali da parte della struttura, con la conferma che il servizio infermieristico  avrà definitivamente termine il prossimo 30 giugno; in tal modo,  poiché a loro dire verrebbero meno i requisiti di sicurezza e assistenza a garanzia dell’anziano, siamo stati invitati a produrre richiesta di trasferimento presso RSA o a trovare altra soluzione che porti comunque all’uscita degli ospiti anziani dalla casa di riposo.
Questa comunicazione ha gettato nello sconforto tutte queste persone che, alla loro veneranda e magnifica età, si ritrovano a dover cambiare e quindi stravolgere le loro vite, con le loro abitudini fatte di poche e piccole cose ma che però danno un senso alla loro vita. La mia richiesta e preghiera è quella di dare ascolto e risalto a quanto sta accadendo presso la casa di riposo RM3 e parallelamente, con stessi tempi e dinamiche, presso la casa di riposo RM 1, nella speranza di fermare questo processo che rischia di causare conseguenze irreversibili in persone anziane che, scampate alla pandemia di Covid-19, rischiano di soccombere alla crudeltà della burocrazia.