Domenica, 05 Aprile 2020

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ROMA CAPITALE

Sanità, Codici accusa: tagli solo per agevolare la deriva provatistica

Cto
Sarà oggi il giorno X per la sanità del Lazio e romana; da più parti si sono sollevate le proteste contro i tagli effettuati senza criterio e senza alcun principio di riorganizzazione e ristrutturazione della rete ospedaliera.

L’occupazione del CTO ed i medici in agitazione del San Filippo Neri sono solo due esempi delle reazioni degli operatori, medici, dirigenti e infermieri romani, contro i tagli e, quindi, il decreto Bondi.

 

Anche l’associazione Codici si espone in tal senso.

“Siamo assolutamente contrari ai tagli lineari nella sanità, lo abbiamo detto e continueremo a ribadirlo – dichiara il segretario nazionale del Codici, Ivano Giacomelli – i tagli effettuati in questa maniera faranno intorno terra bruciata, concorrendo a creare ulteriori disservizi al SSR”.

 

“La sanità va rimodulata – continua Giacomelli - seguendo i criteri dei tagli lineari, a rischiare sarà il già fortemente compromesso diritto alla salute dei cittadini, con un, come minimo, allungamento delle liste d’attesa”.

 

Per poter garantire la sostenibilità del SSR e SSN, i tagli dovrebbero essere previsti in funzione dell’efficienza del servizio e non per creare una tabula rasa.

 

Queste le proposte del Codici:

 

·        Accorpamento di più Unità Operative: non è necessariamente un male, così come l’accorpamento di reparti il cui unico scopo è quello di affidare un incarico ad un nuovo primario;

·        tagli agli stipendi d’oro dei dirigenti medici;

·        taglio dell’intramoenia. E’ chiaro che è tutto interesse del medico operare in regime di intramoenia, pratica questa favorita certamente dall’allungamento delle liste d’attesa e che favorisce, per ovvi motivi economici, l’allungamento delle stesse.  Mesi e mesi per poter effettuare esami anche salva vita sono, purtroppo, la prassi, nel Lazio. La soluzione più ovvia per il paziente è quella di rivolgersi a strutture private o richiedere una visita o un intervento in attività intramuraria, sobbarcandosi di oneri non certo indifferenti: il costo della camera, ad esempio, l’onorario del medico  e così via;

·        accorpamento e quindi riduzione del 50% delle Asl romane. Nel Lazio sono presenti ben 12 Asl, quasi tutte concentrate nella provincia di Roma. Infatti, mentre per ciascuna delle 4 province, Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti, vi è una sola Asl, in quella romana ci sono ben 8 e 6 Aziende ospedaliere: Asl Roma A, Roma B, Roma C, Roma D, Roma E, Roma F, Roma G, Roma H e le Aziende Ospedaliere: Policlinico Tor Vergata, Umberto I, San Camillo - Forlanini, San Filippo Neri, San Giovanni – Addolorata.

 

“Annunciamo battaglia contro quelli che saranno i tagli lineari – conclude il Segretario Nazionale del Codici –creati per favorire la deriva privatistica. Il rischio di riduzione di servizi e delle prestazioni sanitarie potrebbe essere, infatti, la realtà futura delle strutture ospedaliere e il duro scotto che i malati dovranno pagare, loro malgrado”.