Giovedì, 21 Marzo 2019

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SPORT

Arrigo Sacchi è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2

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Arrigo Sacchi è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta da Sanremo nella postazione allestita da Radio2 all'interno di Casa Siae.

Sacchi, tra le altre cose, ha parlato di Festival di Sanremo: "Sanremo lo vedo, lo guardo, mi piace, anche se non sono mai aggiornatissimo sulle ultime novità.  In che ruolo farei giocare Baglioni? Centrocampista centrale. Bisio invece lo schiererei come centravanti di sfondamento. Virginia Raffaele? Chi è? Non la conosco, non so dirvi in che ruolo la farei giocare".

Sacchi, ovviamente, ha discusso anche di calcio: "Forse ho cambiato il modo di giocare a calcio nel mondo, ma in Italia no. In Italia c'è un rifiuto culturale al cambiamento. In Italia si gioca meglio di tante altre volte, alcune squadre giocano un calcio ottimistico, ma altre invece scelgono sempre la via della prudenza. A me piace chi cerca di vincere con merito regalando emozioni. L'Atalanta? Ha uno stile, lo stile è quello che in questo mondo così veloce è una delle poche cose che deve rimanere. Il Milan? Non ha ancora uno stile. L'Inter? Non ancora ha uno stile. La Juventus? E' grandissima, ma gioca il nostro calcio, lo fa benissimo, sono bravi sia la società che il tecnico. Fa un calcio poco ottimistico. Il Napoli ha uno stile, ce l'aveva con Sarri e ce l'ha ancora con Ancellotti. La Roma ha un grande allenatore. Di Francesco è bravissimo, ma Roma è una città bellissima ma difficilissima. E' più facile vincere dieci campionati alla Juventus che uno a Roma. Di Francesco è un allenatore che dà alle proprie squadre la giusta impronta. Di Francesco nella piazza giusta potrebbe vincere dieci campionati consecutivi, finché le avversarie sono Roma e Napoli. La storia incide molto, ti dà una superiorità morale. E la Juventus ha una grande storia". 

Sul suo rapporto con Berlusconi: "Ho avuto un grande riconoscimento alcuni mesi fa, sono stato inserito tra i dieci allenatori che hanno contribuito all'evoluzione del calcio. La prima cosa che ho fatto è stata chiamare Berlusconi, perché metà di questi meriti sono suoi". 

Sulla Nazionale guidata da Mancini: "Ci sono dei miglioramenti, Mancini mi sta stupendo in positivo e  ne sono felice. Ma non è aiutato dalla nostra mancanza di orgoglio nazionale. Ormai quasi tutte le squadre sono piene zeppe di stranieri, ci sono squadre con undici stranieri e lui non può farli giocare. Se sono un salviniano? No, non è questo, ma amo l'Italia, nel calcio ho cercato con tutte le mie forze di dare un'espressione non paurosa e difensivista e ho piacere che il calcio abbia sì degli stranieri ma che si ricordi anche dell'orgoglio italiano".