Mercoledì, 18 Luglio 2018

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De Santis: “Minacce a Nicchi e Rizzoli? Oggi il tifoso accetta meno l’errore perché c’è il var"

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L’ex arbitro Massimo De Santis è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Sport Academy” su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulla minacce a Nicchi e Rizzoli. “Se togliamo la vicenda dei tifosi della Lazio che hanno portato Giacomelli a giudizio, non mi sembra che ci siano state grosse contestazioni o grossi episodi che possano portare ad un evento del genere, che di per sé è sempre deprecabile –ha affermato De Santis-. Minacciare delle persone che stanno facendo il proprio lavoro non è accettabile. Oggi il tifoso accetta meno l’errore perché l’arbitro ha a disposizione un mezzo fantastico come il var, che andrebbe utilizzato in una maniera migliore, senza aver paura di smentire le decisioni che si prendono in campo”.  
Su Calciopoli. “Quello che sta accadendo oggi in Italia è figlio del 2006 –ha dichiarato De Santis-. Dopo il 2006 c’è stato un dominio di 3 anni dell’Inter e adesso abbiamo 7 anni di dominio Juve. Non eravamo abituati ad avere campionati dove una squadra stravince con 10 giornate d’anticipo. Ai miei tempi c’erano le 7 sorelle, si è creato Calciopoli facendo credere che i problemi erano stati risolti. Invece è peggiorato il calcio italiano, sono peggiorati i dirigenti, le squadre e la Nazionale. La Juve in quel momento dava fastidio e per toglierla di mezzo si sono portati dietro un’infinità di persone che non c’entravano nulla. Ora la gente si è stancata che vince sempre la Juve e magari, lo dico ironicamente, si vuole creare un’altra Calciopoli. La Juve è troppo forte rispetto alle altre italiane e ha dimostrato che quando incontra una squadra più forte di lei come il Real Madrid il risultato cambia”.

Sul var. “Quando hai a disposizione un mezzo come il var –ha aggiunto De Santis-, nelle decisioni importanti l’arbitro non può più permettersi il lusso di sbagliare. Se gli arbitri non entrano in quest’ottica, continueranno ad esserci gli errori e le polemiche. Se oggi portano a giudizio un arbitro e gli chiedono: perché nonostante aver rivisto l’immagine hai confermato la tua decisione errata? L’arbitro che cosa può rispondere? Oggi la possibilità di vederla in maniera diversa rispetto al mezzo televisivo non se la può più prendere”.

Su Barcellona-Roma. “Se ci fosse stato il var in Champions, gli interventi su Dzeko e Pellegrini sarebbero stati rigori –ha dichiarato De Santis-.Sull’episodio di Dzeko l’arbitro era messo male, se avesse avuto l’esperienza giusta avrebbe capito comunque che era rigore tramite ragionamento: perché Dzeko dovrebbe buttarsi quando sta andando verso la porta e il difensore è in ritardo? Per andare ad intuito ci vogliono la forza e il coraggio che ti dà l’esperienza, cosa che l’arbitro olandese non ha. L’episodio di Pellegrini invece era molto difficile, ma col mezzo televisivo avrebbe capito che era dentro. In generale mi sembra che gli arbitri di oggi difettino in personalità”.