Giovedì, 21 Giugno 2018

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L'INTERVISTA - Zaccardo si racconta e parla della Serie A

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Il difensore Cristian Zaccardo, eroe azzurro nel 2006 a Berlino e che oggigioca a Malta in Serie A con l'Hamrun Spartans, è stato ospite questa mattina, con Milena Bertolini commissario tecnico della Nazionale femminile, della trasmissione “Pezzi da 90” condotta da Massimo Boccucci sull'emittente umbra Radio Onda Libera.

Il pareggio del Napoli con l'Inter dà il via libera alla Juve o non finisce qui?

“Speravo che non finisse qui, mi ero sbilancio sul Napoli che è una grande squadra guidata da un tecnico bravissimo. Ma la Juve si sta confermando di un'altra categoria ed è destinata a vincere ancora, nonostante tutto quel che di buono sta facendo il Napoli, a cui serve un miracolo”.

Dybala decisivo a Londra e contro l'Udinese in due momenti chiave della stagione: cosa pensa di lui?

“E' un campione, un top player in Serie A. Come Icardi, anche se sta attraversando una lieve flessione perché non si può essere sempre al massimo. Questi giocatori, come pure Higuain, rispondono sempre sul campo e con i gol”.

Sarri ha detto che “il Napoli non è obbligato a vincere”. E' un segno di arrendevolezza?

“Da fuori si può interpretare come una resa, come a dire che più di così non si può fare. Giocare bene e fare i punti non basta, Sarri sembra quasi accontentarsi del 2° posto”.

Spalletti ieri sera è stato duro parlando di Inter con poca qualità: è un'accusa pesante?

“Dopo un grande girone di andata, anche con 3-4 vittorie fortunate, ha avuto un calo nel ritorno. E' una buona squadra, viene dopo Juve, Napoli e Roma. Deve costruire un progetto con gradualità, oggi non può ottenere più di tanto”.

Questo Milan, dopo il colpo all'ultimo secondo col Genoa a Marassi, può sognare anche un piazzamento in Champions?

“Ora come ora direi di sì. Hanno gli scontri diretti da giocare, compreso il derby da recuperare. Non pensavo che i rossoneri riuscissero ad avere questa continuità di rendimento. Merito di Gattuso e di giocatori trasformati”.

Firenze anche ieri ha mandato un segnale forte nel ricordare Astori...

“E' stato commovente. A Malta ho appreso la notizia, mi sono chiuso in me stesso a pensare. Sono rimasto allibito e senza parole. Ci ho giocato contro, era un grande professionista, un bravo ragazzo e un padre di famiglia”.

Lei ha vinto il Mondiale con Lippi che veniva dall'esperienza di club. Chiamare Mancini, Conte o Ancelotti è l'operazione più semplice per lasciarsi alle spalle l'esclusione da Russia 2018?

“E' la soluzione più semplice per calmare tutto il movimento. Vedo bene un commissario tecnico di esperienza e fama internazionale per ripartire. Il preferito? Ranieri oppure Conte”.

Con l'Hamrun Spartans avete appena battuto 4-1 in trasferta il Naxxar Lions e c'è stato anche un suo gol nel finale: che valore dà a questa esperienza tra le tante?

“Ho segnato nelle ultime due partite, mi trovo bene in un'esperienza diversa dopo aver vissuto un calcio più competitivo. Volevo la Serie A o l'estero, c'è stata questa possibilità e ho accettato. Malta è vicina all'Italia, c'è una crescita del movimento su un'isola in espansione. Vorrei far parte in due anni di un progetto che possa favorire lo sviluppo anche perché a Malta non c'è limite per gli extracomunitari”.