Martedì, 13 Novembre 2018

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I nuovi assetti geopolitici e internazionali in Europa e mondo

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“I governi europei sono deboli e con visioni temporali di corto respiro. Nessuno al momento mostra di avere compreso, fino in fondo, quello che sta accadendo a livello globale.

L'Unione Europea procede solo mettendo “toppe”

e spesso non si mettono d'accordo nemmeno su quelle. Non ci sono programmi adeguati sull'immigrazione e la riforma della governance dell'Eurozona
non appare adeguata per mettere in sicurezza le banche e la moneta unica”. Lo dichiara, in una nota, il tributarista Michel Emi Maritato, che continua: “Solo due settimane fa inglesi, francesi, tedeschi e italiani si sono incontrati in Canada nell'ambito della riunione del G7, illusi di convincere il Presidente Trump a sottoscrivere un documento comune. La cosa si è conclusa con il ritiro della firma da parte del Presidente americano. In verità - prosegue Maritato - il capo della Casa Bianca guardava ad est mostrando un completo distacco verso i suoi vecchi alleati europei. Dopo questo disastro definitivo i nostri governanti avrebbero dovuto capire che non solo è iniziata una guerra commerciale ma anche l'avvio di un nuovo assetto internazionale con la definitiva liquidazione del vecchio blocco occidentale. Russia e Cina puntano ad un nuovo assetto globale. Tutto questo accade mentre l'Europa è divisa e non sembra in grado di superare gli squilibri che sono cresciuti al suo interno anche a causa di una Germania sempre più sorda e cieca. Gli Stati Uniti sono alle prese con un enorme deficit pubblico e della bilancia commerciale. La prospettiva è sempre più quella di dover ricorrere al mercato per reperire ulteriori risorse finanziarie. Il debito del governo federale è cresciuto in 10 anni del 100% e nel giro di qualche anno può superare il valore del Pil. Per questo Trump pensa di affrontare la situazione con i dazi e ha messo nel mirino gli squilibri commerciali con Cina, Giappone e Germania. Secondo il Presidente americano gli scambi commerciali d'ora in poi dovranno essere liberi ma equi. Gli effetti dei dazi già varati e quello dei dazi minacciati non hanno tardato a farsi sentire”.

“La casa automobilistica che controlla il marchio Mercedes - puntualizza ancora Maritato - ha lanciato un “allarme utili” per l'anno in corso e contemporaneamente gli investimenti cinesi negli Stati Uniti si sono contratti del 92%. Il fallimento del G7 in Canada rappresenta quindi un punto di svolta, in senso negativo, per l'occidente e mentre i “7” fallivano nelle stesse ore si teneva l'altro vertice quello dell'Organizzazione della Cooperazione di Shanghai con la partecipazione del russo Putin, del cinese Xi Jinping, l'indiano Modi e l'iraniano Rouhani. Mentre i signori del vecchio ordine mondiale litigavano in Canada i sostenitori di un nuovo ordine lavoravano alla costruzione di una nuova governance internazionale. Non è un caso che Russia e Cina continuano da molto tempo ad acquistare grosse quantità di “oro fisico” rafforzando le loro riserve in vista della rifondazione di un nuovo Sistema Monetario Internazionale. Tutto questo accade mentre l'Europa è paralizzata e non riesce ad esprimere politiche unitarie per l'immigrazione ma nemmeno una riforma credibile dell'Eurozona per mettere in sicurezza la Moneta Unica. Le previsioni di crescita economica sono sempre più negative per il vecchio continente ma la Germania continua nella sua impostazione non anticiclica ma pro-ciclica ignorando le difficoltà dei Paesi più deboli, tra cui il nostro, non ascoltando i richiami che ancora una volta vengono dalla Commissione Europea, dal Fondo Monetario e dall'Ocse. Il problema è sempre lo stesso e riguarda il suo eccessivo surplus commerciale e la mancanza di una politica economica espansiva soprattutto incrementando gli investimenti che si mantengono al di sotto della media europea e secondo gli economisti dovrebbero salire almeno a 100 miliardi di dollari l'anno. Le proposte di riforma varate dall'asse Franco-Tedesco sono deludenti e il vertice europeo del 28-29 giugno non lascia presagire nulla di buono. Insomma ancora una volta troppo poco e troppo tardi”, conclude Maritato.