Venerdì, 26 Maggio 2017

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Macron è il nuovo presidente della Francia. Scongiurata la "Frexit"

macronfranceEmmanuel Macron è il nuovo presidente della Francia.

Ha vinto al ballottaggio ottenendo il 66,06% dei voti, mentre Marine Le Pen si è fermata al 34%. Macron ha ottenuto 20.703.631 voti, mentre la leader del Front National si è fermata a 10.637.183 

A Parigi, Macron ha sfiorato il 90% dei voti.

“Oggi inizia una nuova era di speranza e fiducia per la Francia”, ha detto Macron. Ha 39 anni ed è il più giovane presidente francese. Anche Luigi Napoleone Bonaparte, che poi divenne l’imperatore Napoleone III, quando venne eletto nel 1848 aveva 40 anni.

VITTORIA ANTICIPATA DAGLI EXIT POLL

I primi exit poll, quelli delle 20, lo danno al 65,1%. Mentre si ferma al 34,9% la rivale Marine Le Pen. Un risultato superiore alle aspettative per Macron.

IL DISCORSO DI MACRON

“Si apre questa sera una nuova pagina nella nostra storia. E voglio che sia una pagina di speranza e di fiducia“, dice Emmanuel Macron nel suo primo discorso alla nazione da presidente. “Difendero’ la Francia e i suoi interessi vitali, la sua immagine”, ma “difendero’ anche l’Europa, la comunita’ di destini che hanno scelto i popoli del nostro continente. E’ la nostra civilta’ che e’ in gioco”. Voglio stasera “rivolgere un saluto repubblicano al mio avversario, Marine Le Pen”, scrive poi Macron su Twitter.

LE PRIME PAROLE DELLA SCONFITTA LE PEN

I francesi “hanno preferito la continuita’. Ho chiamato Macron e mi sono congratulata con lui e gli ho augurato ogni successo di fronte alle immense sfide” che deve affrontare. Sono le prime parole della sconfitta Le Pen, che annuncia anche qualche novità per il suo partito. “Per il Fronte nazionale- dice-, è fondamentale rinnovarsi profondamente. Dovrà farlo per questa opportunità storica e per essere all’altezza delle aspettative della Francia. Proporrò una trasformazione del nostro movimento per costituire una nuova forza politica. Faccio appello a tutti i patrioti affinché si uniscano  a noi per partecipare alla decisiva battaglia politica che inizia stasera“.

Dire.it

Lungomare, “RivaluTiAmo Marina di Ardea” scrive al commissario

lugomareardeaDa Michele Di Stefano, Presidente dell'Associazione di Volontariato Onlus "RivaluTiAmo Marina di Ardea", riceviamo e volentieri pubblichiamo:

“Marina di Ardea 28/04/2017

Questa mattina abbiamo consegnato la nostra richiesta al Commissario Prefettizio del Comune di Ardea Dott. Antonio TEDESCHI, Protocollo 0026405 del 28/04/2017.

Oggetto: Richiesta di un incontro al fine di poter prendere, qualora sia possibile, provvedimenti riguardo i Passi a mare insufficienti e inagibili sul Lungomare degli Ardeatini.

L’Associazione di Volontariato ONLUS “RivaluTiAmo Marina di Ardea” da tempo si interessa della rivalutazione del Litorale Ardeatino. In riferimento alla nostra lettera protocollo n. 0018599 del 24/03/2017, relativa al Progetto comunale di valorizzazione del Litorale, approvato e finanziato dalla Regione Lazio, al fine che tale progetto di estrema importanza venga prima o poi realizzato e non bloccato dalla Regione Lazio per scadenza dei termini, come purtroppo già accaduto spesse volte con le precedenti Amministrazioni comunali.

CHIEDE

Un incontro con la S.V. per poter chiarire alcuni aspetti ed alcune eventuali modifiche e integrazioni di estrema importanza da apportare al suddetto progetto di valorizzazione del Litorale in quanto Marina di Ardea è parte integrante del Lungomare che si vuole valorizzare. In primis, vorremmo informare la S.V. che attualmente in circa 2,200 KM di Lungomare degli Ardeatini esistono solo 11 Passi a mare (realizzati dalle precedenti Amministrazioni) i quali oltre a risultare insufficienti in quanto distanti centinaia di metri l’uno dall’altro, risultano anche tutti fuori norma per la totale mancanza di abbattimento delle barriere architettoniche, alcuni sono completamente inagibili (perché troppo stretti 1,5 MT) per il passaggio di carrozzine per disabili, passeggini per bambini, passaggio per il via vai delle persone, ecc.

Mentre esistono molti cancelli privati per poter essere utilizzati comodamente dai cittadini e villeggianti. E’ impensabile parlare di riqualificazione del Litorale se ancora persistono tante costruzioni realizzate abusivamente negli anni ’60 – ’70 che oltre a deturpare il Litorale stesso si siano impossessati anche di aree di spiaggia con accesso privato al mare. Inoltre i marciapiedi del litorale sono impercorribili per via della sabbia, vegetazione selvaggia e sterpaglie delle aiuole comunali abbandonate a se stesse. Con la presente, l'Associazione "RivaluTiAmo Marina di Ardea", vuole precisare che non intende avanzare critiche di nessun genere, ma bensì, vuole chiedere di rendersi partecipe ad eventuali chiarimenti, modifiche e integrazioni progettuali di cui sopra, al fine di poter rendere edotti cittadini ed Associazioni che insistono nel territorio di Ardea. In attesa di un Vs intervento in merito ed un cortese riscontro circa la possibilità di poter conferire con Voi, cordialmente salutiamo”.

Primarie Pd, Orlando incontra i democratici dei Castelli

orlandoandrea"Io voglio ricostruire il partito democratico. Ho deciso di candidarmi perché credo che ci voglia responsabilità e credo che il Pd debba cambiare profondamente per poter essere utile davvero all’Italia e ai problemi degli italiani, che in questo momento stanno vivendo momenti difficili. Noi dobbiamo rifare il Pd che abbiamo sognato dieci anni fa e dobbiamo lavorare per evitare che la politica diventi soltanto risse, conflitti e scontri tra personalità, ma torni a essere una grande e bella occasione di vivere insieme e lavorare per la trasformazione dell’Italia”. Con queste parole il ministro Andrea Orlando ha ufficializzato la propria candidatura alle primarie per la segreteria del Pd e la campagna elettorale, partita ufficialmente il 26 Febbraio da Reggio Emilia, prosegue con grande interesse anche su tutto il territorio laziale. Mercoledì 8 marzo alle ore 18,00 Andrea Orlando sarà a Ciampino presso la Sala Consiliare “P. Nenni” dove sarà accolto e sostenuto da una larga parte del Pd dei Castelli Romani e da tutti quei cittadini della Provincia che lo vedono come una giusta guida ad un partito che ha bisogno di un nuovo slancio e di nuova linfa vitale. Ad annunciare l’incontro è il “Comitato promotore dei castelli romani per Andrea Orlando segretario” che ha scelto Ciampino, porta dei castelli romani, come prima iniziativa per illustrare il programma e il progetto politico del candidato"

Verdi tra presente e futuro. Intervista ad Adelaide Conti

adelaideconti2I Verdi tra presente e futuro. Ne parliamo con Adelaide Conti, componente del Consiglio federale e ex dirigente nazionale.
Cominciamo dal presente: siamo alle porte della conferenza programmatica, quali gli obiettivi del suo partito? Il futuro dei Verdi ha radici antiche. Radici che spesso si sono fatte contorte e che non hanno sempre saputo intercettare le esigenze dei cittadini, sempre oscillando tra principi di massima e necessità contingenti. Se le cronache italiane ci riferiscono di un paese stretto tra crisi economica, dissesti ambientali e città altamente inquinate, una forza politica che faccia sue le rivendicazioni ecologiste non può che essere centrale nell'agire politico. Le istanze dei verdi vengono spesso liquidate con grande superficialità, quasi occuparsi di ciò che realmente conta sia noioso e banale. La ricetta per risolvere tutti i mali sembra essere l'alta finanza, la stessa che non mette mai d'accordo nessuno e che sciorina numeri freddi che poco hanno a che fare con le reali problematiche del vivere quotidiano. Non voglio con questo dire che grafici e modelli finanziari non debbano essere trattati, solo resto convinta che la crisi globale, che dagli Stati Uniti si è riversata in Europa e che drammaticamente perdura senza cenno di attenuamento, non possa essere affrontata intervenendo esclusivamente sul salvataggio delle banche per offrire maggiori garanzie di solvibilità a pretesi investitori esteri. Per noi verdi, l'ambiente è il mondo vitale del nostro pianeta, il sistema di relazioni fisiche e sociali che lega tra loro gli umani; le altre specie animali, la natura, le cose. Verde è chi assume la tutela dell’ecosistema come ragione della propria identità, fondamentale del proprio programma e della propria elaborazione culturale, e ispira la propria azione anche istituzionale ai principi dell’ecologia della politica, della trasparenza e della legalità. Verde è chi vede nella crescita economica, imperniata sullo sfruttamento più intenso ed esteso della natura e del lavoro umano, la causa originaria dello stato di degrado del nostro pianeta, della condizione alienata ed inquinata in cui versano i paesi industrializzati e i loro abitanti, del sottosviluppo crudele e desolante in cui si trovano i tre quarti dell’umanità. Questa crescita cieca, squilibrata ed iniqua è la radice dell’oppressione sociale di milioni di persone, spossessate del controllo sul proprio lavoro e sul proprio destino, ed è uno dei fondamenti della subordinazione di chi è più debole, del diverso, dello straniero". Mi pare opportuno citare i principi fondanti del nostro partito, per evidenziare cosa sia per noi realmente importante. Queste parole sono prese dal nostro Statuto, da una storia che abbiamo costruito negli ultimi decenni, le radici antiche dalle quali ripartire per affrontare la conferenza programmatica che ci attende.

E' indubbio che i verdi negli ultimi anni siano crollati nei consensi. Secondo lei perché? E' indubbio che i Verdi siano in crisi, come lo sono tutti gli altri partiti. La politica è cambiata, radicalmente cambiata. Con l'avvento della seconda Repubblica il concetto di partito di massa, capace di fare esperienza di vita collettiva tra la sua gente, si è via via logorato, fino a diventare un pallido retaggio di ciò che erano i partiti tradizionali che hanno governato questo paese fino ai primi anni '90. La nascita di Forza Italia ha suggerito il nuovo modello di partito e ha quasi costretto tutti gli altri ad adeguarsi. Ma non è stato un bene, né per la politica né per i cittadini. Negli ultimi decenni si sono affermati i partiti contenitore, scatole vuote riempite di tutto e del contrario di tutto. Quello che realmente ha segnato un cambiamento radicale, e drammaticamente negativo, è stato il concetto del partito azienda, dove la segreteria amministra gli iscritti avendo a cuore i soli fatturati, che in politica significa il consenso elettorale. Le conseguenze sono abbastanza evidenti: candidati impresentabili che vengono proposti ugualmente con il solo obiettivo di attirare consensi, senza curarsi di nulla che non sia accaparrarsi posizioni di comando. Una politica che è solo far carriera, questo è il lascito del modello partito azienda. I Verdi hanno anche sofferto di altri mali molto pericolosi: i personalismi e le manie di protagonismo. Molte scelte del passato, queste scissioni e riunificazioni di cui abbiamo dato triste spettacolo negli ultimi decenni, sono il risultato di faide intestine basate non su reali divergenze programmatiche ma sull'arrivismo di alcuni personaggi, che hanno usato il partito per regolare i loro personalissimi conti, senza curarsi dell'indebolimento dei Verdi e della conseguente rinuncia al perseguimento degli obiettivi che ci eravamo prefissi.

Quale ricetta per ripartire? Ripartire è un verbo bellissimo. Richiama l'idea di una seconda opportunità, di un'occasione nuova per serrare le fila e ricominciare da ciò che realmente conta. Ma è anche una grande assunzione di responsabilità, la consapevolezza del nostro essere necessari, l'urgenza di riportare nell'agenda politica i temi che riguardano tutti. Dobbiamo ripartire da un consolidamento reale e profondo nei territori. Quello che segnerà il futuro dei Verdi, non sarà tanto chi guiderà il partito, bensì la sua capacità di essere spalleggiato dai cittadini. Se riusciremo a spiegare l'importanza del rispetto dell'ambiente, la necessità di vivere le nostre vite senza condannare l'ecosistema di cui facciamo parte, allora potremo sperare di crescere come partito e come forza di pensiero. A ben pensare, trovare una larga adesione su questi temi dovrebbe essere semplice. Non mancano, purtroppo, gli esempi di dove ci porterà lo sfruttamento selvaggio delle risorse e dei territori se non invertiamo la rotta con un'impronta di reale ambientalismo. Da questo occorre ripartire: dalla volontà di essere parte di qualcosa di concreto, di un agire quotidiano che si opponga ai tanti casi di soprusi esistenti in tutta la penisola. Non servono discorsi altisonanti, è sufficiente affrontare concretamente le drammatiche situazioni di pericolo per la salute a cui molti italiani sono esposti. Mi riferisco a realtà come l'Ilva di Taranto e della Terra dei fuochi per citare i casi più famosi.

Anche la sinistra non sta passando un buon momento. Voi dove vi ponete in questo contesto che vede peraltro un PD lacerato? Il travaglio della sinistra ha assunto contorni tragicomici. Vittime, loro più di altri, del nuovo modello di partito contenitore, hanno creduto di essere di sinistra perchè sventolavano le bandiere rosse. Ora nemmeno quelle. Essere di sinistra, invece, non ha niente a che fare con ciò che proclami e con i colori di cui ti copri. Essere di sinistra è uno stato mentale che ti impone di schierarti a difesa dei più deboli, quando qualcuno ne mette in pericolo i diritti. Mi pare che sia esattamente il contrario di quello che gli ultimi governi di centro sinistra hanno proposto. Non mi posso dire soddisfatta da questa sinistra che da anni ha spalleggiato politiche di destra. L'ascesa di Matteo Renzi è stata una delusione per tutti quelli che auspicavano una leadership di giovani, capaci di riscrivere le regole del gioco, capaci di far fronte alla crisi con occhi nuovi. In realtà Renzi si è presto rivelato per quello che è: un anziano di quarant'anni. Ogni riforma varata dal suo Governo non ha fatto altro che aumentare la precarietà e il senso di nausea verso chi si autoproclama il nuovo che avanza e non è altro che una copia triste del vecchio che ci ha portati dove siamo ora. Dalla "buona" scuola alla cancellazione dell'art. 18, dal taglio sistematico alla ricerca, alla cultura, alla sanità, allo stato sociale in generale, ogni azione del suo governo è stata il terreno fertile per portare alla scissione del PD, così come annunciata negli ultimi giorni. Come Verdi, non possiamo ignorare quello che sta succedendo in casa PD. Noi non siamo un loro satellite, ma saremmo ingenui se pensassimo che le loro vicissitudini ci possano lasciare indifferenti. Servirà ancora tempo per capire quale sarà il PD di domani. Per ora posso solo auspicare un ritorno a quel progetto politico di sinistra unitaria chiamato Ulivo. Né con Dalema né con Renzi, per dirla in breve. Occorre che tutte le anime della sinistra trovino un progetto comune, la capacità di una sintesi tra le differenze che certamente, e fortunatamente, esistono, perché la somma è sempre maggiore delle parti. Il nuovo Ulivo che io auspico, esattamente come i Verdi, deve ripartire dalle esperienze positive dei territori e Giuliano Pisapia mi sembra abbia dato esempio di buon governo locale.

Che differenza vede trai i Verdi italiani e quelli europei?

La stessa differenza che c'è nella gestione delle stazioni ferroviarie. All'estero funzionano! Scherzi a parte, i Verdi europei hanno raggiunto traguardi davvero ammirabili. Sono riusciti a fare quello che ora siamo chiamati a fare anche noi. E' un buon momento per la politica Green in Europa. In Germania i Grünen sono da oltre venticinque anni una realtà consolidata. Hanno numeri che ne fanno il terzo partito e sono entrati nel Governo centrale per due legislature. Oggi guidano un Land molto ricco come il Banden-Württemberg che per anni è stata una roccaforte della destra. In Austria le cose sono andate ancora meglio e oggi, alla loro Presidenza della Repubblica, c'è il leader dei verdi austriaci, Alexander Van der Bellen. Se le cose stanno andando bene in Europa, lo stesso non può essere detto per come si prospettano gli scenari a livello internazionale, dopo l'elezione di Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti. Le sue dichiarazioni in campagna elettorale sembrano essere confermate dalla sua agenda politica. Non solo un totale disinteresse per la tutela dell'ambiente, ma una presa di posizione netta che discredita le rimostranze degli ambientalisti. C'è una paura tangibile che le politiche USA facciano un falò delle regole ambientali e delle tutele con fatica conquistate Per scongiurare questa pericolosa marcia indietro su ambiente, sostenibilità e diritti, i Verdi europei dovranno trovare nuove risorse e in questo scenario diventerà fondamentale anche la politica dei Verdi in Italia. Non abbiamo la forza dei nostri fratelli Verdi in Europa, ma siamo pronti a una cambio di marcia che possa concretamente dare un contributo al consolidamento dei nostri ideali in campo internazionale. La nostra sede di Roma ha trovato finalmente un acquirente e questo ci permetterà di avere un po' di fondi, che prima mancavano totalmente, per poter organizzarci meglio sia a livello nazionale che locale. Con soddisfazione posso dire che anche il 2 per mille ci sta premiando, segno che sono in molti a condividere le nostre battaglie. 

La liberazione del mercato, una minaccia per le agenzie stampa italiane?

agenziestampaMancano quattro mesi ad un cambio epocale di regime per le agenzie di stampa.

La Presidenza del Consiglio, su input dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, vuole sostituire il sistema della convenzioni con le gare europee.

In pratica si mutua dal relativo codice la disciplina sugli appalti pubblici.

Ma le prime informazioni che sono filtrate sollevano una serie di punti interrogativi da parte della Segreteria Associazione Stampa Romana.

"1. Il bando europeo implica il possibile arrivo come competitor di grandi agenzie internazionali sul modello della France presse, Agenzie che hanno un capitale da centinaia di milioni di euro frutto dei rapporti con i loro governi che non ci pare abbiano aperto il loro mercato a concorrenti internazionali.

2. Le gare sarebbero gestite per lotti. Quindi sarebbero aggiudicati gli interni, gli esteri, il politico, lo sport, ecc ecc. Il misuratore precedente era per lanci di agenzia legati ad un tempo di produzione. Si può immaginare un'offerta informativa divisa per settori in questo modo? Le agenzie non lavorano di solito su tutto il complesso dell'informazione? Si può immaginare un percorso che escluda settori di informazione di base?

3. Il precedente sistema varato dalla Presidenza del Consiglio era basato sulle aggregazioni temporanee di impresa. E' un sistema impallinato dal ricorso al Tar del Velino. Il nuovo sistema è a prova di ricorso alla giustizia amministrativa? O sarà foriero di nuovi e più importanti contenziosi legali che rischiano di impantanare il settore? 4.

L'iva sugli appalti è tre, quattro volte più elevata dell'iva applicata sulle convenzioni? Non sono domande irrituali in una partita che non può e non deve risolversi l'ultimo giorno disponibile, il trenta giugno”, si chiedono dall’Asr che poi ricorda:

“Ci sono in ballo 830 articoli 1, in larghissima parte contrattualizzati a Roma, e centinaia e centinaia di collaboratori in un settore strategico per la difesa del pluralismo informativo. Invitiamo la Fnsi a spingere sulla Presidenza del Consiglio per avere tutte le informazioni del caso, per capire se la strada che si sta percorrendo è inevitabile all'interno del nostro sistema giuridico e per evitare salti nel buio”.

Marco Montini 

Welby: “Alla compagna di Dj Fabo: vivi come Fabo vorrebbe che tu vivessi”

faboMina Welby, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni e presidente dell’Associazione SOS Eutanasia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 Riguardo la vicenda di Dj Fabo. “Le sue ultime parole sono un messaggio politico, indirizzato ai politici italiani –ha affermato Mina Welby-. Ogni cittadino vorrebbe morire accanto ai suoi affetti, nel suo Paese, a lui questo non è stato concesso. Ancora una volta c’è stata un’assenza dello Stato italiano. La cosa che mi dà molto da pensare è che anche la proposta di legge che doveva uscire ed entrare oggi in Parlamento, nell’aula della Camera per la discussione e per il voto, è stata fermata di nuovo. Questo non aiuta gli italiani a poter scegliere per se stessi legalmente come poter essere curati o non essere curati. Questo mi duole profondamente. Il 77% degli italiani vorrebbe questa legge sulle disposizioni anticipate sui trattamenti, che non è l’eutanasia”.

 Consiglio alla compagna di Dj Fabo. “Io dico a Valeria di prendere in mano la sua vita, di pensare come Fabo vorrebbe che lei vivesse –ha dichiarato Mina Welby-. Io ho scelto questa vita di andare in giro per l’Italia, tutte le volte che vedo e vivo delle cose belle, sento come se fosse Pier Giorgio a farmele vivere. Dico a Valeria di vivere come Fabo vorrebbe che lei vivesse. Mi farebbe tanto piacere stringerla forte e ringraziarla per essere stata vicina a lui perché non poteva fare di meglio, non poteva fare diversamente. E’ un grandissimo dolore, ma credo che anche da questo grandissimo dolore spunteranno speranze, fiori, anche per la sua vita”.

 Pier Giorgio Welby non volle andare in Svizzera. “Proposi a Pier Giorgio di andare in Svizzera –ha rivelato Mina Welby-. Lui però non volle, scherzava pure, dicendo: ‘E se cade l’aereo?’. Lui voleva fare un’azione politica in Italia”.

In Messico batteri di 50mila anni. Forme di vita intrappolate nei cristalli

messicobatteriRitrovati in Messico batteri antichi, forme di vita risalenti ad almeno 50 mila anni fa.

Una scoperta sensazionale avvenuta, nelle miniera di Naica,

dopo nove anni di duro lavoro da parte dell’Istituto di Astrobiologia della Nasa.

Messico batteri vecchi 50mila anni, la scoperta - Intrappolati in enormi cristalli. È qui che i ricercatori dell’Istituto di Astrobiologia della NASA hanno ritrovato le tracce di vita batterica. Un lavoro durato ben nove anni e illustrato nel corso del convegno dell’American Association for the Advancement of Science. A illustrare l’incredibile scoperta il capo della spedizione Penelope Boston. Quelli rinvenuti, ha spiegato Boston, sono batteri che vivono e si moltiplicano su elementi come il ferro, lo zolfo e altre sostanze chimiche. La loro particolarità è quella di poter vivere e sopravvivere anche in condizioni estreme.
Messico batteri super resistenti - Le grotte delle miniera di Naica sono luoghi terribili e invivibili. Poste a 800 metri di profondità, le miniere presentano temperature altissime. Condizioni talmente estreme da costringere i ricercatori a operare con tutte spaziali refrigerate. Il DNA dei batteri rinvenuti a Naica differisce di almeno il 10% rispetto a forme di vita simili rinvenute in superficie. Questo, stando ai ricercatori, dimostra che simili forme di vita batterica possono sopravvivere per lunghissimo tempo e in condizioni estremamente difficili. (DIRE)

Pd a un bivio e Renzi: “Ci prendono per matti, ora basta”

matteorenzi“Fuori di qui ci stanno prendendo per matti. La scissione ha le sue ragioni che la ragione non conosce”.

Lo dice Matteo Renzi all’assemblea del Pd.

“Adesso basta, si discuta oggi ma poi ci si rimetta in cammino. Io spero che si possa camminare insieme, ma non possiamo continuare come in questi due mesi a stare fermi e a discutere al nostro interno”, aggiunge.

“Vorrei che potessimo iniziare scegliendo una parola chiave e propongo la parola  ‘rispetto’“.

 RENZI: “HO ASCOLTATO MINORANZA, MA SONO STATO INSULTATO”
“Siamo fermi e impelagati nel dire ‘congresso si’-congresso no’. Lo voglio dire in totale chiarezza. Resti agli atti cio’ che e’ accaduto in questi mesi. Io ho cercato di accogliere le proposte degli altri. Sono stato insultato andando all’assemblea del 18. Due delegati dell’assemblea, due amici storici, mi hanno detto bonariamente a male parole che stavo commettendo un errore. Non proprio cosi’, ma si puo’ immaginare cosa mi hanno detto”, spiega Matteo Renzi all’assemblea Pd.

 “MI DIMETTO, LA SCISSIONE E’ UN RICATTO”
“Ho accettato la proposta di Piero Fassino, ho comunicato formalmente le dimissioni. Il congresso ha dei tempi statutari. La parola scissione e’ una delle parole piu’ brutte. Peggio c’e’ solo la parola ricatto. E la scissione e’ stata usata come un ricatto”.

“SONO DI SINISTRA ANCHE SE NON CANTO BANDIERA ROSSA”
“E’ molto piu’ di sinistra quello che ha fatto Teresa Bellanova, di cio’ che hanno fatto certi convegni per anni e anni. Per l’attenzione agli ultimi. E’ molto piu’ di sinistra affrontare il tema dei diritti e dei doveri con uno sguardo nuovo, che non crogiolarsi con riferimenti a simboli del passato. Fare investimenti sui cantieri sociali e’ molto piu’ di sinistra. E anche se non canto ‘bandiera rossa’ e non vengo dalla tradizione socialista, penso che il Pd abbia un futuro che non e’ quello che altri immaginano“, ha detto Renzi.

“IL POTERE E’ DI CHI VOTA ALLE PRIMARIE, NON DELLE CORRENTI”
“E’ solo uno scontro di potere. Si’. Ma non solo come ambizione alla carica di segretario. C’e’ qualcosa di piu’: a chi appartiene il potere nel Pd?”, chiede Matteo Renzi all’assemblea del Pd. “Noi non buttiamo fuori nessuno. Ma la condizione per cui tutti si possa stare dentro non e’ che si possa andare d’accordo nella logica dei veti. Per cui tu metti un veto li’ e io lo metto su un’altra cosa. Il potere appartiene ai cittadini che votano alle primarie, non ai caminetti e alle correnti”, aggiunge.

“ERRORE ALLUCINANTE CONGRESSO SU GOVERNO, VADA AVANTI”
“Basta con la discussione e con le polemiche sul governo. Vi chiedo un applauso per Paolo Gentiloni e per il suo governo, e per quello che stanno facendo. E’ impensabile che si trasformi il congresso in un congresso sul governo. Sarebbe un errore allucinante per tutti. Io non ho cambiato idea. Rispettiamo i poteri del governo e i poteri costituzionali del presidente della Repubblica e diamo tutti una mano perche’ vada avanti”, dice Matteo Renzi.

RENZI A MINORANZE: “POTETE BATTERMI, MA NON ELIMINARMI”
“Non potete chiedere a chi si dimette di non cnadidarsi perche’ cosi’ si svita la scissione. Perche’ questa non e’ una regola del gioco democratico”. Lo dice Matteo Renzi all’assemblea pd rivolto alle minoranze dem. “Ho pensato che poteva valere la pena di fare un passo indietro, per sistemare questa assurda situazione. Ci ho pensato sul serio. Perche’ mai come in questi due mesi e mezzo- aggiunge- abbiamo ascoltato tutti. Ma accettare oggi che si possa dire di ‘no’ a una candidatura e eliminare un problema eliminando una persona, significa fare passare il messaggio che siamo tornati al partito da cui ci eravamo allontanati. Che si sta insieme contro qualcuno, e non per qualcosa. Non accetteremo mai e poi mai di consentire a qualcuno di dire: ‘Tu no, tu non sei della nostra comunita’. Avete il diritto di sconfiggerci, non di eliminarci. E’ un concetto che vale l’idea stessa di comunita’ democratica”

Dire.it

LA CURIOSITA' - In PlayBoy torna il nudo in copertina

playboyPlayBoy torna il nudo. E’ durata meno di un anno la vita “castigata” di PlayBoy.

Dal mese di marzo si torna all’antico. Tornano il nudo e la playmate in copertina perché #NakedIsNormal.

E’ bastato un semplice tweet per annunciare la svolta della rivista di nudo più famosa e longeva al mondo.

#NakedIsNormal ha cinguettato il 25enne direttore creativo Cooper Hefner, figlio del fondatore Hugh. “Oggi ci riappropriamo della nostra identità e reclamiamo chi siamo”, ha scritto con fierezza. Con la playmate in copertina torneranno anche le storiche rubriche “The Playboy Philosophy” e “Party Jokes”.

Cancellato, invece, il sottotitolo “Entertainment for men” perché “il nudo non è un problema, non può essere mai un problema”, ha detto ancora Hefner. La rivista fu fondata nel lontano 1953 e la prima playmate di copertina fu Marilyn Monroe.

 La scelta di non pubblicare più nudi fu presa, lo scorso anno, per la concorrenza spietata dei siti porno presenti su Internet.

Fonte: Dire