Sabato, 29 Luglio 2017

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“Stato sia vicino a dramma silenzioso dei papa’ separati”

michelmaritato“C’è una dramma silenzioso, travolgente ma inascoltato, a cui lo Stato Italiano non attribuisce la giusta attenzione: è il dramma dei padri separati, che nel nostro Paese ammontano a circa 4 milioni, con 800mila che si trovano sulla soglia di povertà secondo il Rapporto Caritas 2014. Numeri impressionanti per una realtà sociale alquanto tragica: questi uomini, complice la crisi economica e finanziaria, per sostenere il mantenimento dello stesso tenore di vita all'ex moglie e ai figli, spesso non hanno le risorse pecuniarie per permettersi una casa, un affitto e sono costretti a vivere in condizioni indecenti e precarie nella propria auto o in altri luoghi di fortuna. Una situazione logistica che incide negativamente sotto l’aspetto emotivo e psicologico, trovandosi impossibilitati a ritrovare sé stessi e il rapporto con i propri figli. Assotutela, dunque, esprimere forte solidarietà e grande vicinanza ai papa separati, e al contempo rivolge un appello a tutte le istituzioni competenti, in primis il governo nazionale, affinché operi con celerità e concretezza a tutela di questi uomini e per cancellare – come chiedono da tempo già numerose associazioni - la netta disparità di trattamento tra marito e moglie dopo la fine della relazione quando di mezzo ci sono i figli”. Così, in una nota, il presidente della Associazione Assotutela, Michel Maritato.

Velletri, al "Cinema sotto le Stelle" l'appuntamento con "The Wall"

teatroProseguono sull'onda dell'entusiasmo le partecipate e originali serate del corposo cartellone di eventi messo a punto grazie alla collaborazione tra il Comune di Velletri e il Cinema Multiplex Augustus di via Turati, all'ombra del palazzo municipale in piazza Cesare Ottaviano Augusto, all'interno della Kermesse "Cinema sotto le Stelle". Martedì 11 luglio la programmazione della famiglia Fontana, che nell'arco dei primi otto appuntamenti ha già mostrato di saper incontrare il gusto e le aspettative del numeroso pubblico, propone la visione del film "The Wall", in chiave però del tutto originale. La proiezione del lungometraggio, infatti, si trasforma nell'arena veliterna in un vero e proprio concerto degli "Young Lust”, che eseguiranno dal vivo i brani della colonna sonora del film. Un film suonato dal vivo dunque, grazie ad una band composta da ben dieci elementi, che offrirà un'esperienza di visione del tutto innovativa e maggiormente coinvolgente. Gli Young Lust nascono nel 2006, e fissano il loro esordio il 29 giugno su un palco di tutto rispetto: quello del Teatro Brancaccio di Roma. Nell'occasione suonano il meglio del repertorio dei Pink Floyd supportando lo spettacolo "The dancing side of the wall". Il sodalizio con le coreografie funziona bene e verrà ripreso anche in altre occasioni, ma al tempo stesso la band completerà il suo repertorio arrivando a proporre per intero gli album "The dark side of the moon" e "The wall", portando in scena più di uno spettacolo ispirato al film. La maggior parte di "Wish you were here" e alcuni estratti da "Momentary lapse of reason" completano le scalette dei concerti, toccando cosi tutti gli album storici della band. La loro partecipazione all'evento di stasera, martedì 11 luglio alle ore 21,30 (ingresso 10 euro), è un'altra grande intuizione organizzativa del corposo cartellone di "Cinema sotto le Stelle" che sorprenderà sicuramente il pubblico.

L'APPROFONDIMENTO - La fuga dal carcere, storia di Johnny Lo Zingaro

carceri2A una settimana dalla fuga di Giuseppe Mastini, alias Johnny lo Zingaro,

dal carcere piemontese di Fossano, il fatto di cronaca è stato approfondito su Radio Cusano Campus a 'La Storia Oscura',

trasmissione curata e condotta da Fabio Camillacci. E' intervenuta la dott.ssa Mary Petrillo dell'Ordine degli psicologi del Lazio:

“Giuseppe Mastini è un criminale recidivo anche nelle evasioni e di grande pericolosità sociale, per cui nei suoi confronti le misure alternative al carcere non dovevano esistere. Johnny lo Zingaro infatti è uno di quei soggetti a cui noi del gruppo di lavoro dell'Ordine degli psicologi del Lazio sulla 'violenza nelle relazioni intime' facciamo riferimento in merito alle novità introdotte nella letteratura scientifica attuale che permettono di valutare meglio criminali del genere, di valutare tutte le variabili che li caratterizzano.

Il Mastini -ha aggiunto la psicologa Mary Petrillo- è il classico manipolatore: cioè in grado di manipolare la situazione per apparire come in realtà non è. Johnny lo Zingaro, infatti, è riuscito ad ottenere grazie al famoso articolo 21, il permesso di lavoro esterno al carcere: è stato abile a ingannare il direttore del carcere di Fossano e soprattutto gli educatori e gli psicologi che in tutto questo tempo lo hanno seguito.

Quindi bisogna stare molto attenti con certi soggetti perchè riescono a gestire abilmente la situazione e Johnny lo Zingaro ha studiato a tavolino il piano per evadere. Questo episodio ci conferma che esistono criminali irrecuperabili. Basti pensare che il Mastini cominciò a soli 11 anni la sua carriera criminale: furto aggravato con tanto di sparatoria con la Polizia. A 14 anni invece uccise per la prima volta: vittima un povero autista dell'Atac. Uno così non può stare in regime di semilibertà”.

Il Comune di Nemi punta ancora sulla cultura e sul turismo

nemi"Il sindaco di Nemi Alberto Bertucci Insieme all'Assessore alla Cultura Edy Palazzi e all'archeologa Sara Scarselletta, hanno incontrato il Ministro Dario Franceschini ed il direttore del Polo Museale del Lazio Edith Gabrielli per ufficializzare l’inizio tra Ministero dei Beni Culturali e Comune di Nemi dei lavori di ristrutturazione del Museo Nazionale delle Navi Romane, che prevede la riapertura del ballatoio, del terrazzo superiore che si affaccia sul lago e una nuova disposizione dei reperti esposti, utilizzando anche le nuove tecnologie come la realtà aumentata.

Sono lieto – dichiara Alberto Bertucci - di aver raggiunto un altro obiettivo concreto, che promuove Nemi ed il suo patrimonio storico ed archeologico.

 

Nemi inoltre accoglie ArtCity estate 2017 Nuovi percorsi museologici.  il Museo delle Navi Romane di Nemi inaugura un nuovo modo di leggere il monumento. Il Museo, sottoposto nel volgere degli ultimi decenni una serie di piccole e grandi attrazioni, viene presentato in una nuova veste, rispettosa dell’originaria impostazione spaziale concepita fra il 1933 e il 1939 da Vittorio Balio Morpurgo, riconosciuto maestro del razionalismo italiano.

Il nuovo percorso sarà inaugurato il 5 agosto nel Museo delle Navi Romane di Nemi.

Da quel momento sarà normalmente fruibile al pubblico. Riprenderanno quindi gli eventi culturali nel Museo per generare nuove attrattive. Ci sarà la possibilità di realizzare un biglietto d'ingresso congiunto con il Monumento del Vittoriano di Piazza Venezia ed Museo di Nem"i.

Macron è il nuovo presidente della Francia. Scongiurata la "Frexit"

macronfranceEmmanuel Macron è il nuovo presidente della Francia.

Ha vinto al ballottaggio ottenendo il 66,06% dei voti, mentre Marine Le Pen si è fermata al 34%. Macron ha ottenuto 20.703.631 voti, mentre la leader del Front National si è fermata a 10.637.183 

A Parigi, Macron ha sfiorato il 90% dei voti.

“Oggi inizia una nuova era di speranza e fiducia per la Francia”, ha detto Macron. Ha 39 anni ed è il più giovane presidente francese. Anche Luigi Napoleone Bonaparte, che poi divenne l’imperatore Napoleone III, quando venne eletto nel 1848 aveva 40 anni.

VITTORIA ANTICIPATA DAGLI EXIT POLL

I primi exit poll, quelli delle 20, lo danno al 65,1%. Mentre si ferma al 34,9% la rivale Marine Le Pen. Un risultato superiore alle aspettative per Macron.

IL DISCORSO DI MACRON

“Si apre questa sera una nuova pagina nella nostra storia. E voglio che sia una pagina di speranza e di fiducia“, dice Emmanuel Macron nel suo primo discorso alla nazione da presidente. “Difendero’ la Francia e i suoi interessi vitali, la sua immagine”, ma “difendero’ anche l’Europa, la comunita’ di destini che hanno scelto i popoli del nostro continente. E’ la nostra civilta’ che e’ in gioco”. Voglio stasera “rivolgere un saluto repubblicano al mio avversario, Marine Le Pen”, scrive poi Macron su Twitter.

LE PRIME PAROLE DELLA SCONFITTA LE PEN

I francesi “hanno preferito la continuita’. Ho chiamato Macron e mi sono congratulata con lui e gli ho augurato ogni successo di fronte alle immense sfide” che deve affrontare. Sono le prime parole della sconfitta Le Pen, che annuncia anche qualche novità per il suo partito. “Per il Fronte nazionale- dice-, è fondamentale rinnovarsi profondamente. Dovrà farlo per questa opportunità storica e per essere all’altezza delle aspettative della Francia. Proporrò una trasformazione del nostro movimento per costituire una nuova forza politica. Faccio appello a tutti i patrioti affinché si uniscano  a noi per partecipare alla decisiva battaglia politica che inizia stasera“.

Dire.it

Lungomare, “RivaluTiAmo Marina di Ardea” scrive al commissario

lugomareardeaDa Michele Di Stefano, Presidente dell'Associazione di Volontariato Onlus "RivaluTiAmo Marina di Ardea", riceviamo e volentieri pubblichiamo:

“Marina di Ardea 28/04/2017

Questa mattina abbiamo consegnato la nostra richiesta al Commissario Prefettizio del Comune di Ardea Dott. Antonio TEDESCHI, Protocollo 0026405 del 28/04/2017.

Oggetto: Richiesta di un incontro al fine di poter prendere, qualora sia possibile, provvedimenti riguardo i Passi a mare insufficienti e inagibili sul Lungomare degli Ardeatini.

L’Associazione di Volontariato ONLUS “RivaluTiAmo Marina di Ardea” da tempo si interessa della rivalutazione del Litorale Ardeatino. In riferimento alla nostra lettera protocollo n. 0018599 del 24/03/2017, relativa al Progetto comunale di valorizzazione del Litorale, approvato e finanziato dalla Regione Lazio, al fine che tale progetto di estrema importanza venga prima o poi realizzato e non bloccato dalla Regione Lazio per scadenza dei termini, come purtroppo già accaduto spesse volte con le precedenti Amministrazioni comunali.

CHIEDE

Un incontro con la S.V. per poter chiarire alcuni aspetti ed alcune eventuali modifiche e integrazioni di estrema importanza da apportare al suddetto progetto di valorizzazione del Litorale in quanto Marina di Ardea è parte integrante del Lungomare che si vuole valorizzare. In primis, vorremmo informare la S.V. che attualmente in circa 2,200 KM di Lungomare degli Ardeatini esistono solo 11 Passi a mare (realizzati dalle precedenti Amministrazioni) i quali oltre a risultare insufficienti in quanto distanti centinaia di metri l’uno dall’altro, risultano anche tutti fuori norma per la totale mancanza di abbattimento delle barriere architettoniche, alcuni sono completamente inagibili (perché troppo stretti 1,5 MT) per il passaggio di carrozzine per disabili, passeggini per bambini, passaggio per il via vai delle persone, ecc.

Mentre esistono molti cancelli privati per poter essere utilizzati comodamente dai cittadini e villeggianti. E’ impensabile parlare di riqualificazione del Litorale se ancora persistono tante costruzioni realizzate abusivamente negli anni ’60 – ’70 che oltre a deturpare il Litorale stesso si siano impossessati anche di aree di spiaggia con accesso privato al mare. Inoltre i marciapiedi del litorale sono impercorribili per via della sabbia, vegetazione selvaggia e sterpaglie delle aiuole comunali abbandonate a se stesse. Con la presente, l'Associazione "RivaluTiAmo Marina di Ardea", vuole precisare che non intende avanzare critiche di nessun genere, ma bensì, vuole chiedere di rendersi partecipe ad eventuali chiarimenti, modifiche e integrazioni progettuali di cui sopra, al fine di poter rendere edotti cittadini ed Associazioni che insistono nel territorio di Ardea. In attesa di un Vs intervento in merito ed un cortese riscontro circa la possibilità di poter conferire con Voi, cordialmente salutiamo”.

Primarie Pd, Orlando incontra i democratici dei Castelli

orlandoandrea"Io voglio ricostruire il partito democratico. Ho deciso di candidarmi perché credo che ci voglia responsabilità e credo che il Pd debba cambiare profondamente per poter essere utile davvero all’Italia e ai problemi degli italiani, che in questo momento stanno vivendo momenti difficili. Noi dobbiamo rifare il Pd che abbiamo sognato dieci anni fa e dobbiamo lavorare per evitare che la politica diventi soltanto risse, conflitti e scontri tra personalità, ma torni a essere una grande e bella occasione di vivere insieme e lavorare per la trasformazione dell’Italia”. Con queste parole il ministro Andrea Orlando ha ufficializzato la propria candidatura alle primarie per la segreteria del Pd e la campagna elettorale, partita ufficialmente il 26 Febbraio da Reggio Emilia, prosegue con grande interesse anche su tutto il territorio laziale. Mercoledì 8 marzo alle ore 18,00 Andrea Orlando sarà a Ciampino presso la Sala Consiliare “P. Nenni” dove sarà accolto e sostenuto da una larga parte del Pd dei Castelli Romani e da tutti quei cittadini della Provincia che lo vedono come una giusta guida ad un partito che ha bisogno di un nuovo slancio e di nuova linfa vitale. Ad annunciare l’incontro è il “Comitato promotore dei castelli romani per Andrea Orlando segretario” che ha scelto Ciampino, porta dei castelli romani, come prima iniziativa per illustrare il programma e il progetto politico del candidato"

Verdi tra presente e futuro. Intervista ad Adelaide Conti

adelaideconti2I Verdi tra presente e futuro. Ne parliamo con Adelaide Conti, componente del Consiglio federale e ex dirigente nazionale.
Cominciamo dal presente: siamo alle porte della conferenza programmatica, quali gli obiettivi del suo partito? Il futuro dei Verdi ha radici antiche. Radici che spesso si sono fatte contorte e che non hanno sempre saputo intercettare le esigenze dei cittadini, sempre oscillando tra principi di massima e necessità contingenti. Se le cronache italiane ci riferiscono di un paese stretto tra crisi economica, dissesti ambientali e città altamente inquinate, una forza politica che faccia sue le rivendicazioni ecologiste non può che essere centrale nell'agire politico. Le istanze dei verdi vengono spesso liquidate con grande superficialità, quasi occuparsi di ciò che realmente conta sia noioso e banale. La ricetta per risolvere tutti i mali sembra essere l'alta finanza, la stessa che non mette mai d'accordo nessuno e che sciorina numeri freddi che poco hanno a che fare con le reali problematiche del vivere quotidiano. Non voglio con questo dire che grafici e modelli finanziari non debbano essere trattati, solo resto convinta che la crisi globale, che dagli Stati Uniti si è riversata in Europa e che drammaticamente perdura senza cenno di attenuamento, non possa essere affrontata intervenendo esclusivamente sul salvataggio delle banche per offrire maggiori garanzie di solvibilità a pretesi investitori esteri. Per noi verdi, l'ambiente è il mondo vitale del nostro pianeta, il sistema di relazioni fisiche e sociali che lega tra loro gli umani; le altre specie animali, la natura, le cose. Verde è chi assume la tutela dell’ecosistema come ragione della propria identità, fondamentale del proprio programma e della propria elaborazione culturale, e ispira la propria azione anche istituzionale ai principi dell’ecologia della politica, della trasparenza e della legalità. Verde è chi vede nella crescita economica, imperniata sullo sfruttamento più intenso ed esteso della natura e del lavoro umano, la causa originaria dello stato di degrado del nostro pianeta, della condizione alienata ed inquinata in cui versano i paesi industrializzati e i loro abitanti, del sottosviluppo crudele e desolante in cui si trovano i tre quarti dell’umanità. Questa crescita cieca, squilibrata ed iniqua è la radice dell’oppressione sociale di milioni di persone, spossessate del controllo sul proprio lavoro e sul proprio destino, ed è uno dei fondamenti della subordinazione di chi è più debole, del diverso, dello straniero". Mi pare opportuno citare i principi fondanti del nostro partito, per evidenziare cosa sia per noi realmente importante. Queste parole sono prese dal nostro Statuto, da una storia che abbiamo costruito negli ultimi decenni, le radici antiche dalle quali ripartire per affrontare la conferenza programmatica che ci attende.

E' indubbio che i verdi negli ultimi anni siano crollati nei consensi. Secondo lei perché? E' indubbio che i Verdi siano in crisi, come lo sono tutti gli altri partiti. La politica è cambiata, radicalmente cambiata. Con l'avvento della seconda Repubblica il concetto di partito di massa, capace di fare esperienza di vita collettiva tra la sua gente, si è via via logorato, fino a diventare un pallido retaggio di ciò che erano i partiti tradizionali che hanno governato questo paese fino ai primi anni '90. La nascita di Forza Italia ha suggerito il nuovo modello di partito e ha quasi costretto tutti gli altri ad adeguarsi. Ma non è stato un bene, né per la politica né per i cittadini. Negli ultimi decenni si sono affermati i partiti contenitore, scatole vuote riempite di tutto e del contrario di tutto. Quello che realmente ha segnato un cambiamento radicale, e drammaticamente negativo, è stato il concetto del partito azienda, dove la segreteria amministra gli iscritti avendo a cuore i soli fatturati, che in politica significa il consenso elettorale. Le conseguenze sono abbastanza evidenti: candidati impresentabili che vengono proposti ugualmente con il solo obiettivo di attirare consensi, senza curarsi di nulla che non sia accaparrarsi posizioni di comando. Una politica che è solo far carriera, questo è il lascito del modello partito azienda. I Verdi hanno anche sofferto di altri mali molto pericolosi: i personalismi e le manie di protagonismo. Molte scelte del passato, queste scissioni e riunificazioni di cui abbiamo dato triste spettacolo negli ultimi decenni, sono il risultato di faide intestine basate non su reali divergenze programmatiche ma sull'arrivismo di alcuni personaggi, che hanno usato il partito per regolare i loro personalissimi conti, senza curarsi dell'indebolimento dei Verdi e della conseguente rinuncia al perseguimento degli obiettivi che ci eravamo prefissi.

Quale ricetta per ripartire? Ripartire è un verbo bellissimo. Richiama l'idea di una seconda opportunità, di un'occasione nuova per serrare le fila e ricominciare da ciò che realmente conta. Ma è anche una grande assunzione di responsabilità, la consapevolezza del nostro essere necessari, l'urgenza di riportare nell'agenda politica i temi che riguardano tutti. Dobbiamo ripartire da un consolidamento reale e profondo nei territori. Quello che segnerà il futuro dei Verdi, non sarà tanto chi guiderà il partito, bensì la sua capacità di essere spalleggiato dai cittadini. Se riusciremo a spiegare l'importanza del rispetto dell'ambiente, la necessità di vivere le nostre vite senza condannare l'ecosistema di cui facciamo parte, allora potremo sperare di crescere come partito e come forza di pensiero. A ben pensare, trovare una larga adesione su questi temi dovrebbe essere semplice. Non mancano, purtroppo, gli esempi di dove ci porterà lo sfruttamento selvaggio delle risorse e dei territori se non invertiamo la rotta con un'impronta di reale ambientalismo. Da questo occorre ripartire: dalla volontà di essere parte di qualcosa di concreto, di un agire quotidiano che si opponga ai tanti casi di soprusi esistenti in tutta la penisola. Non servono discorsi altisonanti, è sufficiente affrontare concretamente le drammatiche situazioni di pericolo per la salute a cui molti italiani sono esposti. Mi riferisco a realtà come l'Ilva di Taranto e della Terra dei fuochi per citare i casi più famosi.

Anche la sinistra non sta passando un buon momento. Voi dove vi ponete in questo contesto che vede peraltro un PD lacerato? Il travaglio della sinistra ha assunto contorni tragicomici. Vittime, loro più di altri, del nuovo modello di partito contenitore, hanno creduto di essere di sinistra perchè sventolavano le bandiere rosse. Ora nemmeno quelle. Essere di sinistra, invece, non ha niente a che fare con ciò che proclami e con i colori di cui ti copri. Essere di sinistra è uno stato mentale che ti impone di schierarti a difesa dei più deboli, quando qualcuno ne mette in pericolo i diritti. Mi pare che sia esattamente il contrario di quello che gli ultimi governi di centro sinistra hanno proposto. Non mi posso dire soddisfatta da questa sinistra che da anni ha spalleggiato politiche di destra. L'ascesa di Matteo Renzi è stata una delusione per tutti quelli che auspicavano una leadership di giovani, capaci di riscrivere le regole del gioco, capaci di far fronte alla crisi con occhi nuovi. In realtà Renzi si è presto rivelato per quello che è: un anziano di quarant'anni. Ogni riforma varata dal suo Governo non ha fatto altro che aumentare la precarietà e il senso di nausea verso chi si autoproclama il nuovo che avanza e non è altro che una copia triste del vecchio che ci ha portati dove siamo ora. Dalla "buona" scuola alla cancellazione dell'art. 18, dal taglio sistematico alla ricerca, alla cultura, alla sanità, allo stato sociale in generale, ogni azione del suo governo è stata il terreno fertile per portare alla scissione del PD, così come annunciata negli ultimi giorni. Come Verdi, non possiamo ignorare quello che sta succedendo in casa PD. Noi non siamo un loro satellite, ma saremmo ingenui se pensassimo che le loro vicissitudini ci possano lasciare indifferenti. Servirà ancora tempo per capire quale sarà il PD di domani. Per ora posso solo auspicare un ritorno a quel progetto politico di sinistra unitaria chiamato Ulivo. Né con Dalema né con Renzi, per dirla in breve. Occorre che tutte le anime della sinistra trovino un progetto comune, la capacità di una sintesi tra le differenze che certamente, e fortunatamente, esistono, perché la somma è sempre maggiore delle parti. Il nuovo Ulivo che io auspico, esattamente come i Verdi, deve ripartire dalle esperienze positive dei territori e Giuliano Pisapia mi sembra abbia dato esempio di buon governo locale.

Che differenza vede trai i Verdi italiani e quelli europei?

La stessa differenza che c'è nella gestione delle stazioni ferroviarie. All'estero funzionano! Scherzi a parte, i Verdi europei hanno raggiunto traguardi davvero ammirabili. Sono riusciti a fare quello che ora siamo chiamati a fare anche noi. E' un buon momento per la politica Green in Europa. In Germania i Grünen sono da oltre venticinque anni una realtà consolidata. Hanno numeri che ne fanno il terzo partito e sono entrati nel Governo centrale per due legislature. Oggi guidano un Land molto ricco come il Banden-Württemberg che per anni è stata una roccaforte della destra. In Austria le cose sono andate ancora meglio e oggi, alla loro Presidenza della Repubblica, c'è il leader dei verdi austriaci, Alexander Van der Bellen. Se le cose stanno andando bene in Europa, lo stesso non può essere detto per come si prospettano gli scenari a livello internazionale, dopo l'elezione di Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti. Le sue dichiarazioni in campagna elettorale sembrano essere confermate dalla sua agenda politica. Non solo un totale disinteresse per la tutela dell'ambiente, ma una presa di posizione netta che discredita le rimostranze degli ambientalisti. C'è una paura tangibile che le politiche USA facciano un falò delle regole ambientali e delle tutele con fatica conquistate Per scongiurare questa pericolosa marcia indietro su ambiente, sostenibilità e diritti, i Verdi europei dovranno trovare nuove risorse e in questo scenario diventerà fondamentale anche la politica dei Verdi in Italia. Non abbiamo la forza dei nostri fratelli Verdi in Europa, ma siamo pronti a una cambio di marcia che possa concretamente dare un contributo al consolidamento dei nostri ideali in campo internazionale. La nostra sede di Roma ha trovato finalmente un acquirente e questo ci permetterà di avere un po' di fondi, che prima mancavano totalmente, per poter organizzarci meglio sia a livello nazionale che locale. Con soddisfazione posso dire che anche il 2 per mille ci sta premiando, segno che sono in molti a condividere le nostre battaglie. 

La liberazione del mercato, una minaccia per le agenzie stampa italiane?

agenziestampaMancano quattro mesi ad un cambio epocale di regime per le agenzie di stampa.

La Presidenza del Consiglio, su input dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, vuole sostituire il sistema della convenzioni con le gare europee.

In pratica si mutua dal relativo codice la disciplina sugli appalti pubblici.

Ma le prime informazioni che sono filtrate sollevano una serie di punti interrogativi da parte della Segreteria Associazione Stampa Romana.

"1. Il bando europeo implica il possibile arrivo come competitor di grandi agenzie internazionali sul modello della France presse, Agenzie che hanno un capitale da centinaia di milioni di euro frutto dei rapporti con i loro governi che non ci pare abbiano aperto il loro mercato a concorrenti internazionali.

2. Le gare sarebbero gestite per lotti. Quindi sarebbero aggiudicati gli interni, gli esteri, il politico, lo sport, ecc ecc. Il misuratore precedente era per lanci di agenzia legati ad un tempo di produzione. Si può immaginare un'offerta informativa divisa per settori in questo modo? Le agenzie non lavorano di solito su tutto il complesso dell'informazione? Si può immaginare un percorso che escluda settori di informazione di base?

3. Il precedente sistema varato dalla Presidenza del Consiglio era basato sulle aggregazioni temporanee di impresa. E' un sistema impallinato dal ricorso al Tar del Velino. Il nuovo sistema è a prova di ricorso alla giustizia amministrativa? O sarà foriero di nuovi e più importanti contenziosi legali che rischiano di impantanare il settore? 4.

L'iva sugli appalti è tre, quattro volte più elevata dell'iva applicata sulle convenzioni? Non sono domande irrituali in una partita che non può e non deve risolversi l'ultimo giorno disponibile, il trenta giugno”, si chiedono dall’Asr che poi ricorda:

“Ci sono in ballo 830 articoli 1, in larghissima parte contrattualizzati a Roma, e centinaia e centinaia di collaboratori in un settore strategico per la difesa del pluralismo informativo. Invitiamo la Fnsi a spingere sulla Presidenza del Consiglio per avere tutte le informazioni del caso, per capire se la strada che si sta percorrendo è inevitabile all'interno del nostro sistema giuridico e per evitare salti nel buio”.

Marco Montini