Lunedì, 27 Maggio 2019

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L'INTERVISTA - Tullio Solenghi si confessa e parla della sua ultima fatica

solenghi
Per l’ultimo appuntamento della Stagione 2018 de “I Concerti dell’Accademia degli Sfaccendati”

i curatori della rassegna, Giovanna Manci e Giacomo Fasola, hanno chiamato Tullio Solenghi che proporrà,

a Palazzo Chigi ad Ariccia domenica 30 dicembre, alle ore 18, insieme al Trio d’Archi di Firenze il concerto/spettacolo

intitolato “Mittente: Wolfgang Amadé Mozart”.

Per l’occasione, che chiude la bellissima programmazione 2018 degli “Sfaccendati”, abbiamo chiesto a Tullio Solenghi qualche notizia sullo spettacolo.  “È uno spettacolo di Musica e Parole – ci ha detto Solenghi – che nasce da un’idea della violinista Patrizia Bettotti, componente del Trio d’Archi di Firenze, che ne ha curato anche la realizzazione letteraria. Io, diversi anni fa, avevo interpretato Salieri nella pièce teatrale Amadeus di Peter Shaffer e mi ero incuriosito e appassionato al personaggio Mozart quindi la proposta di Patrizia mi ha subito coinvolto”.

Com’è strutturato lo spettacolo ?

“Mozart ha lasciato un copioso epistolario e, partendo dalle sue lettere, io ho costruito una relazione emotiva tra i 5 movimenti in cui è suddiviso il meraviglioso Divertimento K563 per trio d’archi e 5 capitoli della vita di Amadé, come usava firmarsi, dalla giovinezza alle lettere più piccanti fino agli ultimi momenti di vita. Ne viene viene fuori un ritratto sfaccettato della sua personalità e del suo genio che passava dalla sublime bellezza compositiva, e il Divertimento che verrà eseguito al concerto ne è la dimostrazione più evidente perché è un capolavoro assoluto ed è l’unico trio d’archi che ci è rimasto di Mozart, a momenti di goliardia sfrenata o di rammarico dolente”.

Che rapporto ha con la Musica “classica” ?

“Ho sempre amato la musica anche se non l’ho mai studiata in modo approfondito. Se dovessi oggi dire un genere che più mi coinvolge direi la musica barocca anche se, anni fa, mi ero appassionato ai madrigali di Francesco Landini.

Poi nel corso della mia carriera ho anche preso lezioni di canto spinto dall’amico Sandro Massimini che mi suggerì di studiare canto vista la mia vocalità già allenata dal fare teatro pensando che potessi anche dedicarmi all’Operetta, repertorio di cui lui è stato un grandissimo organizzatore ed interprete. In realtà non ho mai fatto l’Operetta ma lo studio del canto mi ha ancor più appassionato alla musica e infatti ci sarà una “sorpresa canora” anche durante lo spettacolo”.

Lo spettacolo si terrà al Palazzo Chigi di Ariccia : lo conosce?

“Ho già avuto il piacere di visitarlo da turista ma è la prima volta che mi esibisco al Palazzo e ad Ariccia e ne sono veramente molto felice”.

 Appuntamento con Tullio Solenghi e il Trio d’Archi di Firenze, e il loro ritratto di Mozart, Domenica 30 dicembre, alle ore 18, al Palazzo Chigi di Ariccia, anche per augurarsi un Buon Anno 2019