Giovedì, 13 Dicembre 2018

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METROPOLI

Ciampino, Comella(FI) critica il Pd: “Una sanità al contrario”

comella
Dal capogruppo di Forza Italia di Ciampino, Alberto Comella, riceviamo e pubblichiamo:

“Molto si è detto di recente sull’argomento vaccinazioni. A partire dalla legge 119/2017, che ha ampliato l’obbligo vaccinale e ha introdotto l’impedimento alla frequenza scolastica degli alunni non in regola, con conseguenti e pesanti sanzioni amministrative. Tutta questa rivoluzione organizzativa ha generato non pochi problemi agli operatori sanitari, che hanno dovuto, in breve tempo e attraverso chiamate attive, individuare i soggetti da recuperare e somministrargli le dosi di vaccino per essere in regola con la legge. Senza contare i rapporti conflittuali innescatisi con i genitori contrari alle vaccinazioni. Bene! In tutta questa complicata vicenda c’è chi ha pensato bene di cavalcare l’onda favorevole, senza farsi minimamente scrupolo delle gravi difficoltà organizzative ritenendo molto più conveniente raccogliere un consistente numero di firme promettendo un ritorno a Ciampino del servizio vaccinale.

La verità è che l’apertura del Centro di Ciampino è il risultato di una necessità organizzativa, che non poteva realizzarsi nel Centro Unico Vaccinale di Marino per carenza di personale. Una carenza grave di personale, che sta mettendo in seria discussione anche l’offerta dei servizi essenziali. Ha riferito pubblicamente il Dg della ASL Roma 6, Narciso Mostarda, che solo negli ultimi tre anni sono venute a mancare 900 unità lavorative, tra medici, personale del comparto e amministrativi, mai rimpiazzate. Uno scandalo di cui dovrebbe vergognarsi sia il Presidente Zingaretti che il Dg Asl. Le aziende, questo è il titolo di cui si fregiano in sanità, riducono i dipendenti quando devono massimizzare i profitti. Grave è che la Sanità pubblica riesca a ridurre i costi del personale, pur sapendo che viene necessariamente meno l’offerta assistenziale a discapito di chi deve curarsi.

Abbiamo visto come in questi ultimi anni la scelta di subordinare l’organizzazione ai vincoli economici abbia prodotto una limitazione dell’accesso alle cure per la popolazione più svantaggiata, e come siano aumentate le diseguaglianze tra chi può permettersi di ricorrere alla sanità privata o può rivolgersi a strutture fuori regione e chi invece è costretto ad accettare l’offerta pubblica. L’evidenza di questa condizione è ampiamente documentata da rapporti pubblicati sulla Stampa da Agenzie, Fondazioni, Istituzioni pubbliche e private. Invece di cavalcare l’onda favorevole, cercando consensi con la vecchia politica del campanile, dopo essere stati, per altro, promotori dell’accentramento dei servizi vaccinali a Marino, sarebbe più dignitoso estendere una riflessione sui valori a cui il sistema sanitario deve essere ispirato, specie se vogliamo continuare ad avvalerci di un servizio sanitario pubblico, che eroghi prestazioni appropriate, sicure e dignitose.

Un’attenzione ai Valori ed alle forme di finanziamento, ricordando a tutti che il nostro Paese si colloca, al momento, tra quelli che, nel mondo occidentale, destina alla Salute la percentuale di PIL tra le più basse, mentre invece è quello con la percentuale di anziani, over 65, più alta. Le battaglie non si vincono strumentalizzando l’avvicinamento di un ambulatorio, perché anche il più sofisticato degli strumenti è destinato all’irrilevanza se non utilizzato con etica, passione e cuore. A proposto di onda, non vorremmo assistere da qui a qualche giorno ad una prematura inaugurazione di un policlinico già più volte utilizzato per campagna elettorale. Non è che alla fine per individuare eventuali responsabilità dovremmo ricorrere al fiuto del Commissario Montalbano?”.